Far Cry 6

Da il il Recensioni, 7 più

[RECENSIONE] Far Cry 6

VIVA LA RIVOLUZIONE!

E’ bene evidenziarlo subito. Se vi aspettate che Far Cry 6 sia un gioco radicalmente diverso rispetto ai precedenti dobbiamo darvi una brutta notizia e per quello – forse – dovrete attendere il prossimo capitolo. Perché sì, di base lo schema della sesta iterazione numerata dell’open world targato Ubisoft è in perfetta continuità con quello di Far Cry 3, 4 e 5 (una bella ambientazione con una mappa vasta e ricca di cose da fare, avamposti da liberare e una storia sorretta da un cattivo carismatico), eppure Far Cry 6 riesce ad essere un divertente “more of the same” che alterna momenti drammatici a picchi di follia e caos che vi terrà piacevolmente impegnati per molto tempo.

L’isola fittizia di Yara situata nei Caraibi ed ispirata a Cuba resta isolata dal resto del mondo per circa cinquant’anni a seguito di una guerriglia che ha condotto la popolazione alla fame, alla miseria e all’arretratezza tecnologica; in questo clima di insofferenza estrema si erge Anton Castillo che, con  fermezza e all’apparenza buone intenzioni, promette di salvare Yara e i suoi abitanti dal tracollo grazie all’esportazione del Viviro, una presunta e miracolosa cura contro il cancro che può essere prodotta solamente sull’isola e che tutte le potenze mondiali desiderano. Le cose però non stanno esattamente così. Il farmaco viene sintetizzato utilizzando del tabacco modificato geneticamente con una tossina che deve essere raccolto a mano da quella frangia della popolazione sovversiva che ha osato opporsi a “El Presidente”, resa schiava e con le ore contate a seguito delle inalazioni di veleno. Tra queste persone potrebbe finirci anche Dani Rojas, la nostra protagonista (a cui ci riferiremo d’ora in poi come una lei, ma potrà essere anche un uomo a seconda della vostra scelta), un’orfana cresciuta nella povertà con un sentimento di rivolta che decide finalmente di lasciare l’isola per fuggire clandestinamente in America. L’imbarcazione viene però fermata da Castillo che trova a bordo anche suo figlio Diego intenzionato a fuggire per non seguire le sue ombre intrise di sangue; il ragazzo viene dunque riportato a Yara, ma il dittatore ordina ai suoi uomini di uccidere tutti i disperati a bordo del peschereccio. Dani riesce miracolosamente a salvarsi e, una volta naufragata sulle spiagge di Isla Santuario, si imbatte nel Libertad, un gruppo rivoluzionario guidato dalla ribella Clara Garcia, la quale ci invita ad unirci a loro. Gli yankee possono attendere ancora un po’: c’è un dittatore da deporre e un’isola da riconquistare.

La campagna di Far Cry 6 può essere completata in poco più di venti ore e la qualità del racconto è in linea – come dicevamo in apertura – con i capitoli precedenti del franchise, forse un filo meglio grazie a personaggi secondari ben caratterizzati e, finalmente, una protagonista non anonima il cui modello poligonale ci verrà mostrato durante le scene di intermezzo. Buona parte della narrazione è però incentrata sul Libertad e il piatto forte, Anton Castillo interpretato da Giancarlo Esposito, compare solamente in un secondo momento e per relativamente poco tempo; anche il suo rapporto con Diego non è molto  approfondito come avremmo voluto (soprattutto dopo le alte aspettative che avevamo dal primo, magnifico, teaser trailer di presentazione del gioco) e il risultato è un villain funzionale alla narrazione, ma leggermente stereotipato e per nulla originale; altri cattivi della serie si sono dimostrati in passato più memorabili ed El Presidente è possibile che venga ricordato solo in quanto interpretato ottimamente da un grande attore. Lo screen time limitato di per sé potrebbe non risultare neppure un problema perché un caso analogo lo abbiamo avuto in Far Cry 5 dove Padre Joseph Seed compariva sì poco, ma la sua presenza la avvertivamo per tutta la durata del gioco, oltre al fatto che la tematica del fanatismo religioso estremista non è poi così tanto sfruttata. Occorre segnalare che con i modelli poligonali dei personaggi e le animazioni facciali si poteva fare qualcosina in più (alcuni sono migliori di altri) e, stranamente, il doppiaggio in lingua italiana risulta assente (ci sono i sottotitoli) nonostante sia presente quello delle altre lingue europee principali. Il parlato di default – quello inglese con un pizzico di spagnolo – è però convincente, così come le musiche che sono di buon livello, in continuità con quanto fatto nel capitolo precedente.

Yara è un vero e proprio paradiso tropicale e, come al solito, Ubisoft si dimostra maestra nella direzione artistica dei suoi mondi. Nonostante qualche texture un po’ sottotono qua e là che ci fa ricordare che siamo dinnanzi ad un prodotto cross-gen, i paesaggi di Far Cry 6 risultano essere evocativi al punto giusto, ma senza raggiungere l’eccellenza degli ultimi Assassin’s Creed: da fitte boscaglie a ripide montagne, da centri urbani a villaggi diroccati popolati dalla povera gente, la mappa dell’isola è un enorme parco giochi di cui esplorerete ogni anfratto grazie alle innumerevoli attività secondarie. Perché sì, Yara (suddivisa a sua volta in tre regioni, più una) è davvero enorme, ma per fortuna Ubisoft ha reso disponibili fin da subito alcuni elementi che in altri capitoli avremmo sbloccato dopo diverse ore. Oltre ai viaggi rapidi posizionati nei punti di interesse già visitati, avremo immediatamente a disposizione alcuni strumenti come il rampino, la tuta alare e la possibilità di richiedere mezzi di trasporto come auto, moto, quad, cavalli e carri armati che ci permetteranno di esplorare l’ambientazione a nostro piacimento.

Oltre alla trama principale, sono presenti delle missioni secondarie volte ad approfondire i personaggi di contorno, ma la maggior parte delle attività opzionali sono legate alla distruzione degli obiettivi militari e alla liberazione degli avamposti di Castillo, dei luoghi utili in cui raccogliere materiali per il crafting, tra i quali l’uranio impoverito necessario alla creazione e al potenziamento dei Supremo, dei bizzarri zaini con poteri differenti (alcuni più efficienti di altri) che Dani potrà utilizzare per annientare le milizie nemiche con più facilità, ma solamente dopo un lungo tempo di recupero. Condito con un pizzico di meccaniche da gioco di ruolo, in Far Cry 6 l’aumento del nostro livello non influenzerà i parametri della nostra protagonista – che invece sono legati ai capi di abbigliamento (equipaggiabili in cinque slot e ognuno con le proprie caratteristiche di difesa e abilità) che troveremo per tutta l’isola – bensì ci consentirà di sbloccare armi più efficienti, alcune tradizionali e altre dall’aspetto fai-da-te (d’altronde Yara come dicevamo è rimasta isolata dal resto del mondo per cinquant’anni): da una sobria sparachiodi, finiremo anche per imbracciare una sorta di balestra completamente folle che, al posto dei dardi, utilizzerà dei dischi musicali sulle note della Macarena. Tutte queste bocche di fuoco potranno essere potenziate e modificate ai banchi da lavoro e saremo in grado di sostituire i mirini, aumentare la capacità del caricatore, ma anche equipaggiare fino a cinque tipologie di munizioni differenti. Prima di ogni scontro, soprattutto nelle fasi più avanzate dell’avventura, sarà opportuno utilizzare lo smarthphone di Dani per marchiare i nemici e, così facendo, evidenziare i loro punti deboli; nonostante lo stealth sia una strategia tranquillamente applicabile, dobbiamo però ammettere che irrompere negli avamposti con i fucili spianati risulti molto più divertente ed appagante, specialmente se al nostro fianco avremo un Amigo, animali sbloccabili completando le missioni che ci daranno dei bonus durante i combattimenti, tra i quali citiamo Chorizo – un cane con delle rotelle al posto delle zampe posteriori – utile per distrarre le milizie, o il coccodrillo Guapo e il gallo Chicharron estremamente aggressivi e che attaccheranno chiunque capiti a tiro. Occorre tuttavia segnalare un’intelligenza artificiale non propriamente riuscita: i pattern dei soldati sono facilmente aggirabili scegliendo un approccio furtivo, mentre gli scontri a fuoco più intensi risulteranno a volte abbastanza soverchianti in quanto saranno basati sulla superiorità numerica. A tutto questo si aggiungono comportamenti totalmente assurdi da parte dei nemici che si manifestano ogni tanto, come ad esempio il fatto che si suicidino lanciando granate che vanno a colpire le pareti a loro vicine, o che tutto ad un tratto qualcuno vada a sbattere con un veicolo.

A completare l’opera ci pensano le immancabili attività di caccia, pesca, cacce al tesoro e mini giochi come il combattimento tra galli strutturato come un vero e proprio picchiaduro in 3D con tanto di pennuti selezionabili. Degna di nota anche la possibilità di affrontare l’intero titolo in cooperativa online: una volta invitato, il livello del secondo giocatore si uniformerà a quello del primo e tutti i progressi saranno mantenuti da entrambi.

Incredibilmente vasto e pieno di cose da fare, Far Cry 6 è un gioco che vi terrà incollati allo schermo per parecchio tempo. Nonostante l’intelligenza artificiale dei nemici non sia tra le migliori, il gameplay risulta essere abbastanza stratificato da risultare divertente, ma senza mai diventare memorabile. La graditissima presenza di una protagonista ben delineata e a dei buoni comprimari fanno da contraltare ad un villan tutto sommato buono, ma che non riesce più di tanto ad emergere rispetto ad altri cattivi del franchise e che è sorretto quasi esclusivamente dalla bravura e dal carisma di Giancarlo Esposito piuttosto che dalla scrittura. Far Cry 6 è dunque un capitolo nel segno della continuità; per la rivoluzione dovremo ancora attendere.

Il Buono

  • Finalmente una protagonista ben delineata
  • Vasto, divertente e ricco di cose da fare

Il Cattivo

  • Il villain Anton Castillo è interessante sulla carta, ma più che dalla scrittura è sorretto dall’innegabile bravura di Giancarlo Esposito
  • Intelligenza artificiale nemica deficitaria e modelli poligonali non sempre al top
8

Scritto da: Andrea "lordfener91" Dugoni

Laureato in Economia Europea, scrive News e Recensioni per passione e videogioca nei pochi momenti liberi. E’ un grandissimo amante del franchise di Star Wars (soprattutto di tutto ciò che riguarda l'Universo Espanso, Canon o Legends che sia) e si chiede se un giorno riuscirà mai a finire di leggere tutti gli innumerevoli romanzi e fumetti ambientati "tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana" usciti dagli anni ’70 ad oggi. Stalkeratelo sul Twitter: @lordfener91

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet