Here They Lie

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[RECENSIONE] Here They Lie

here_they_lie_titleCi sono alcune tipologie di gioco che si sposano perfettamente con il VR. I simulatori, ad esempio. Qualunque gioco in cui l’idea di essere in una cabina di pilotaggio o al volante ha senso nel mondo reale finisce per essere particolarmente naturale quando giocato in VR. Poi ci sono gli horror. Quelli non è che funzionano bene, funzionano e basta. Avete presente quando il vostro personaggio sente che qualcuno è alle sue spalle e temete il peggio? Bene, quando siete voi nel gioco, quel qualcosa è alle vostre di spalle. L’idea vi alletta? Continuate a leggere…

Here They Lie è un titolo di lancio per PSVR e si rifà al genere di horror in prima persona che tanto successo ha riscosso negli ultimi anni (tra i tanti Outlast e Amnesia) e, seppur non nasconda di ispirarsi in alcune sezioni alla leggendaria città di Silent Hill, spenderete buona parte del vostro tempo a camminare come nei classici “walking simulator” degli ultimi anni. E come in questi classici titoli, le spiegazioni troveranno poco spazio e vi ritroverete quasi subito nel pieno del gioco.

L’incipit vi vedrà intenti a prendere un treno dopo un breve dialogo con (o sarebbe meglio dire monologo di) una giovane donna, chiamata Dana. Il motivo per cui voi siate lì e cosa vi leghi a lei saranno sconosciuti, l’unica certezza è che Dana è uno dei pochi elementi colorati in ciò che è completamente in bianco e nero (vostro corpo incluso). Lo scopo del vostro viaggio sarà quello di trovare risposta a queste domande, e lo farete muovendovi in un ambiente parecchio lineare alla ricerca di prove (sotto forma di note scritte, fotografie e dialoghi). Starà a voi cercare di unire i pezzi del puzzle e riuscire a tirarne fuori una storia sensata.

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Questo risulta in uno degli aspetti più interessanti, soprattutto grazie all’uso di simboli che il titolo adopera per insinuare diverse cose nella mente del giocatore, ma allo stesso tempo finisce per confondere coloro che non sono in grado di ricordare ogni nota scritta e dialogo al punto tale da unire i puntini. Ciò che ne esce fuori è una storia che forse è un po’ troppo oscura per risultare soddisfacente, anche se si risolleva grandemente grazie alla possibilità di effettuare delle scelte morali che portano a un finale che riesce a sciogliere abbastanza bene diversi nodi della trama.

Here They Lie presenta però due problemi belli grossi, da ritrovare nella grafica “sfuocata” e nel forte motion sickness che può verificarsi una volta entrati in azione.
Lo stile grafico è interessante e non povero di personalità, ma è tutto terribilmente sfuocato e non è imputabile alla bassa risoluzione del visore Sony. La sfuocatura di cui sopra è stata riscontrata in altri titoli di lancio, ma Here They Lie porta tutto a un livello superiore… in negativo. Sarebbe interessante saperne la causa, e viene un po’ il dubbio che questa mancanza di lucidità concorra nel creare il problema successivo.

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Motion Sickness come se piovesse. Here They Lie è uno di quei giochi che permette il movimento libero del vostro personaggio, Seppure mitighi in qualche modo la vostra capacità di ruotare con l’analogico destro facendovi muovere a scatti di 45°, è comunque abbastanza pesante giocarci per sessioni prolungate. Come sempre questo è un discorso che varia da persona a persona, ma è sempre bene tenere a mente che siamo di fronte a uno dei giochi più stressanti per coloro che non sono abituati ancora alla realtà virtuale. Le cose migliorano una volta imparato a gestire i comandi nel modo che meno affatica il proprio cervello, ma questo richiederà un numero di sessioni abbastanza alto, quasi la lunghezza del gioco stesso.

Here They Lie è un esperimento riuscito abbastanza bene, che spaventa e rende paranoici proprio come un titolo horror dovrebbe fare. La lunghezza bene o male nella media della tipologia di gioco e il modo interesante in cui la storia è narrata unito la meraviglia di avere una città da poter visitare virtualmente lo rendono una buona scelta per chi vuole un titolo VR che non sia unicamente una tech demo. Allo stesso tempo, la grafica sotto la media e il modo in cui induce mal di testa sono abbastanza deludenti, impedendogli di essere considerato un vero e proprio successo.

Stress VR: Medio – Alto
Effetto VR: Alto

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Artisticamente accattivante
  • Ottimo livello di tensione

Il Cattivo

  • Grafica inspiegabilmente sfuocata
  • Motion sickness sempre in agguato
7

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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