Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Idea innovativa
- Storia interessante
- Modalità competitiva eccellente per una serata tra amici
Contro
- Difficilmente rigiocabile
- Animazioni mediocri
Tra le ultime novità della Sony c’è Playlink, una nuova idea per rendere i videogiochi un’esperienza social accessibile a tutti. Il software gira come sempre su una PS4, ma tutti possono partecipare semplicemente scaricando un app sul proprio smartphone e collegandosi alla PS4. Geniale!
Il primo titolo, “Dimmi Chi Sei!”, è stato lanciato gratuitamente sul PS Plus un paio di mesi fa. Oggi si aggiungono alla libreria altri tre titoli, HIdden Agenda, Singstar e Sapere è Potere.
Il più interessante è forse Hidden Agenda. Creato dai , le menti dietro Until Dawn e il suo seguito per PSVR, si tratta nuovamente di un titolo investigativo con scelte multiple che cambiano lo svolgimento della storia. Questa volta però le scelte potrete farle sia da soli, sia con un gruppo di amici connessi all’app via WiFi locale, giocando sia in modalità cooperativa che competitiva.
Qualunque modalità scegliate, state ben sicuri che il gioco creerà interessanti discussioni sin dall’inizio sia sulla trama che sulle decisioni. La modalità competitiva, che fondamentalmente dona anche nome al titolo, vede diversi giocatori impegnati a inquinare e pilotare le indagini nel modo che più conviene a loro, o meglio, alla loro agenda nascosta.

Hidden Agenda funziona in modo molto semplice. Si tratta di un film interattivo a scelte multiple, dove di tanto in tanto verrete messi di fronte a due possibili decisioni in grado di cambiare l’esito della trama. Nonostante sia tranquillamente giocabile da solo, è in gruppo che il tutto prende davvero vita. In HA vige la regola della maggioranza, e si prosegue unicamente in base ad essa… a meno che abbiate a disposizione dei bonus in grado di farvi prendere il controllo. Il risultato è un’avventura piacevole, ottima per una serata tra amici.
Il problema grosso di Hidden Agenda è che dopo la prima playthrough restano davvero pochi motivi per rigiocarlo. Le scelte ci sono e portano a eventi diversi, ma proprio come in Until Dawn, la maggior parte della storia è già scritta e lontano dall’essere variabile. A questo si aggiungono una realizzazione tecnica altalenante, con animazioni sotto la decenza per un titolo che non permette nessun tipo di movimento libero.
Codice review fornito gentilmente da Sony Italia
