DAS GERMANISCHE VIDEOSPIEL
Lichtspeer non si perde certamente in futili presentazioni. È un gioco trash. Ma proprio tanto trash. Ma noi qualche premessa la vogliamo fare. Lichtspeer è un videogioco già disponibile su PS4, PSVita e PC e segnò l’esordio del team polacco di Lichthund (che chiamare team è sicuramente un’esagerazione, gli sviluppatori dietro a Lichtspeer sono solamente due). E ora, dopo un anno, Lichtspeer è pronto per sbarcare sull’Eshop di Nintendo Switch al modico prezzo di 9,99€ in un’edizione studiata appositamente per sfruttare le caratteristiche della console di casa Nintendo e rinominata Lichtspeer: Double Speer Edition.
Sì, come abbiamo detto in apertura Lichtspeer è proprio un videogioco trash, ma questo non vuol dire che non sia un prodotto da attenzionare. Già in partenza, gli sviluppatori vogliono parlarci chiaro e prendendo le voci di una qualche sorta di divinità germanica, il Lichtgod, ci invitano a non prendere troppo sul serio tutto quello che succede nel fantasioso mondo di Lichtspeer: non stupitevi e non vi fate domande sul perché un comune mortale armato di un devastante giavellotto, il Lichtspeer per l’appunto, color rosa neon abbia cominciato, su ordine del dio di cui sopra, a ridurre in poltiglia orde di zombie hippy, trichechi, pinguini vichinghi, vichinghi pinguini, giganti di ghiaggio nerd, cani demoniaci volanti e tanti altri abomini. Perchè questa è una premessa importantissima per godersi appieno il titolo di Lichthund: non fatevi domande.
Sì, è il simpaticone qui sopra, Lichtgod che, per diletto, ha deciso di armarvi con la devastante lichtspeer e concedervi la capacità di viaggiare per i suoi mondi a seminare distruzione. Beh, se è un dio a dirvelo, sfruttate l’occasione!
L’eroe o l’eroina che saremo chiamati ad impersonare riceverà in dono un giavellotto che, una volta lanciato e conficcatosi da qualche parte, ricomparirà nelle mani del nostro protagonista in modo che si possa ricominciare la carneficina. Ed ecco che le meccaniche alla base di Lichtspeer cominciano a chiarirsi. Nel gioco, passando da uno stage all’altro, ci ritroveremo di volta in volta all’interno di quadri statici su due dimensioni, dove l’eroe si collocherà, in base all’occasione, in una posizione fissa (a destra, al centro oppure in basso o in una posizione sopraelevata) a lanciare la sua micidiale arma contro i nemici che gli vengono incontro, calcolando precisamente la traiettoria tenendo premuto un solo tasto, alla quale seguirà la comparsa su schermo di una pratica linea tratteggiata che ci aiuterà a calcolare la parabola di tiro.
I nemici, in tutto questo, avanzeranno inesorabilmente (a velocità diverse in base al nemico che avremo di fronte) verso l’eroe. Sembra tutto facile, no? Tuttavia, ciò che rende Lichtspeer un gioco, oltre che tremendamente grottesco, a suo modo impegnativo, è che basterà semplicemente che uno dei nemici ci raggiunga per ridurre a brandelli l’eroe e costringere il giocatore al game over e ricominciare lo stage dal principio. Oltre questo, Lichtgod è una divinità piuttosto esigente, per questo motivo mancare per più di tre volte il bersaglio farà scatenare la sua furia e costringerà l’eroe ad essere disarmato per alcuni istanti, che potranno spesso risultarvi fatali se il nemico è prossimo a raggiungervi.
Man mano che i livelli aumentano, oltretutto, i mostri aumenteranno di numero e tra le loro fila se ne aggiungeranno di varianti sempre diverse, oltre che altri insidiosi ostacoli potenzialmente devastanti, come ad esempio statue sparalaser oppure razzi a ricerca. In questa insalata di possibilità, si aggiungono anche delle sfiziose boss-fight che renderanno l’offerta di Lichtspeer abbastanza variegata rispetto la portata principale.
Le abilità del nostro eroe andranno usate con perizia, ci metteranno del tempo a ricaricarsi! Sfruttatele a dovere!
La complessità di Lichtspeer risiede tutta nella capacità del giocatore di far fronte al crescente numero di nemici su schermo e al loro inesorabile avanzare. Calcolare velocemente traiettorie sempre diverse tra loro, infatti, sarà tutto fuorché un gioco da ragazzi. A questo dobbiamo aggiungere che solamente il concatenare velocemente centri perfetti e colpi alla testa ci permetterà di guadagnare LSD – che sta per Licht Standard Denomination ( a che pensavate?) – , la valuta del gioco che ci permetterà di potenziare il nostro alter ego.
Insieme alla difficoltà complessiva del gioco (che è possibile settare in “normale” oppure “difficile”) saliranno così anche le capacità del nostro germanico eroe. Potremo acquisire nuove abilità oppure potenziare quelle già in nostro possesso, tra queste citiamo la possibilità di far dividere il giavellotto in tre parti alla pressione di un tasto oppure richiamare una bolla protettiva che ci possa difendere per pochi secondi dalle orde di mostri.
Quella che sembra un’azione statica si traduce in virtù di tutti questi ingredienti in un’azione dinamica e sempre molto frenetica e soprattutto divertente, nonostante il concept del gioco sia piuttosto semplice e tutt’altro che memorabile. Tuttavia, Lichtspeer trasuda personalità e questo ci ha convinti.
A tentare di aumentare la rigiocabilità del titolo abbiamo i record e la modalità New Game+, per i più temerari!
Uno degli aspetti più convincenti della produzione è senza ombra di dubbio la sua componente artistica. La semplicità continua ad essere la parola d’ordine della produzione, tuttavia, visivamente, ci viene restituita una pulizia grafica convincente attraverso una palette cromatica tanto psichedelica quanto apprezzabile e dalle forme geometriche lineari e spigolose. A questo accostiamo una libreria musicale con brani che fanno l’occhiolino alla disco music anni ‘80 e che si sposano perfettamente con tutto il resto della produzione.
Come vengono sfruttate, invece, le caratteristiche di Nintendo Switch? Proprio per l’occasione, e per far grazia alla console ibrida di Nintendo, i ragazzi di Lichthund hanno aggiunto la possibilità di giocare Lichtspeer in modalità cooperativa, sia che ci si trovi in modalità dock, sia in modalità portatile attraverso l’utilizzo dei joycon separati. Accanto a questa feature assolutamente gradita, però, se ne aggiunge una che si colloca all’opposto nella scala dell’apprezzamento. In Lichtspeer non sarà possibile giocare in modalità portatile con i joycon attaccati alla console. Una scelta assolutamente inspiegabile e che limita enormemente la filosofia del “play anywhere” di Nintendo Switch.
Ovviamente, bisogna anche annunciare le noti dolenti di questa produzione di cui fino ad ora abbiamo elencato solo aspetti positivi. Tra tutti, ovviamente, la sostanziale ripetitività dell’offerta ludica del titolo che rischia di stancare il giocatore prima dei titoli di coda. Non tanto perché Lichtspeer sia un gioco longevo, anzi è piuttosto breve, ma quanto per il grado di difficoltà che si raggiungerà nella seconda metà dell’avventura. Le orde di nemici si faranno, come detto, sempre più folte (ma forse fin troppo) e soprattutto più veloci, e ricominciare stage che, come i finali, arriveranno a durare anche più di venti minuti sarà tutto fuorché rilassante.
Tanto bizzarre quanto spassose, le boss fight di Lichtspeer sono anche molto complicate!
Insomma, Lichtspeer: Double Speer Edition è un gioco che, se preso alla leggera, può regalare del sano divertimento spensierato, con un nonsense che trova la sua ragione di esistere in uno humor trash germanico condito da elementi retrofuturistici. A tutto questo aggiungiamo una componente visiva e sonora minimalista ma sufficientemente accattivante che combacia perfettamente con il mondo ricreato da Lichthund. Purtroppo il divertimento spensierato finisce con il trasformarsi presto in frustrazione ossessiva negli stage finali del gioco, a cui l’eccessiva difficoltà viene sommata alla ripetitività dell’azione di gioco. Al prezzo di 9,99€ potrebbe quindi rappresentare un prodotto interessante per sessioni di gioco brevi, magari in compagnia di un amico. Purtroppo la mancata possibilità di giocare in modalità portatile con i Joycon attaccati a Nintendo Switch rappresenta un grande limite, da valutare attentamente in fase di acquisto.
Il Buono
- Nonsense spassosissimo
- Componente visiva e sonora sopra le righe
- Piacevole in cooperativa
- Tutto sommato diverte
Il Cattivo
- Alla lunga ripetitivo (fin troppo)
- Concept tutt'altro che originale
- In modalità portatile niente joycon attaccati alla console
- Stage finali esageratamente difficili e frustranti




