Lovers in a Dangerous Spacetime

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[RECENSIONE] Lovers in a Dangerous Spacetime

Lovers logoQUANDO L’AMORE VINCE TUTTO

In un mercato Indie dove sembra aver trovato la sua naturale collocazione il genere dei platform in due dimensioni, occasionalmente appaiono alcuni titoli in grado di rovesciare le carte in tavola e di portare idee fresche ad un’industria sempre più ancorata alle sue meccaniche tradizionali.
Questo potrebbe essere il caso di Lovers in a Dangerous Spacetime, titolo d’avventura sviluppato dagli americani di Asteroid Base, in uscita su PC e Xbox One.

Lovers in a Dangerous Spacetime è ambientato in un universo dove l’amore domina incontrastato, catalizzato da un’avanzatissima tecnologia, il reattore Ardor, che lo sprigiona in tutta la galassia. Purtroppo un errore nella matrice del reattore apre uno squarcio spaziotemporale, permettendo alle malvagie forze anti-amore di entrare nella nostra dimensione.
Toccherà a noi riportare tutto alla normalità, raccogliere le parti del reattore sparse per la galassia e ricostruire un sereno “E vissero felici e contenti…”.

Lovers screen 4

L’unica cut scene del gioco è quella iniziale, per il resto la storia verrà fatta seguire tramite freddi dialoghi! Segnaliamo la completa localizzazione in italiano!

Lovers in a Dangerous Spacetime è un’avventura pensata completamente per essere giocata in split-screen, scelta ormai quasi fuori contesto al giorno d’oggi e che sembra essere divenuta esclusiva dei titoli indipendenti, a scapito dei progetti (apparentemente più ambiziosi ed importanti) che ormai puntano solamente al multiplayer online, tralasciando una componente che ha fatto la fortuna dei videogiochi. Ma non siamo qui per fare morali e ramanzine. Asteroid Base ha pensato ad un titolo che sfruttasse a dovere la cooperazione tra giocatori, ideando il tutto all’interno di un’astronave dalla forma circolare. La nave spaziale contiene varie postazioni, ciascuna svolge un compito differente: torrette, cannoni, meccanismi per la difesa, il centro di navigazione che vi mostrerà il vostro prossimo obiettivo e, ovviamente, il timone da dove guidare il vascello. All’interno di questa macchina di morte, i due giocatori dovranno scambiarsi nelle postazioni e nei compiti per avere la meglio sui nemici. Ad esempio mentre un giocatore è al timone, il secondo dovrà occuparsi di spazzare via le astronavi nemiche. O ancora, mentre uno devia i proiettili con lo scudo, un altro attiverà il cannone per fare piazza pulita. Per evitare disguidi durante una battaglia particolarmente ostica, la comunicazione sarà la chiave per la vittoria.

Ogni postazione potrà essere potenziata usando delle gemme, che possono essere raccolte mentre giocherete. Queste si dividono in gemme di potenza, a raggi e metalliche. Potrete combinarle tra loro, fino a due alla volta, per ogni postazione, per un totale di sei diverse possibilità per ciascuna stazione. Se ad esempio ne userete metallica per potenziare una torretta, questa si trasformerà in un’enorme palla chiodata che potrete scagliare contro i nemici, se poi ne aggiungerete una a raggi, allora questa potrà caricarsi fino caricare potenti colpi da sparare in ogni direzione. Un vero e proprio strumento di morte, insomma. Ad ogni livello sarà quindi saggio elaborare una strategia di potenziamento dell’astronave, in modo da ottenere le combinazioni più vantaggiose per ciò che affronterete.

Lovers screen 3

Per spostarsi all’interno dell’astronave dovrete calcolare anche i tempi di spostamento! A volte la vostra rapidità farà la differenza tra la vita e la morte!

L’avventura di Lovers in a Dangerous Spacetime ci porterà ad esplorare quattro costellazioni, ciascuna delle quali avrà a disposizione quattro livelli più una boss fight. Il vostro obiettivo sarà quello di salvare alcuni amorevoli animaletti, incarcerati dalle forze anti-amore. Quando ne avrete liberati cinque, potrete passare al livello successivo. Gli sviluppatori hanno comunque cercato di incentivare l’esplorazione (oltre che grazie alle gemme già menzionate e i prigionieri da cercare) i livelli saranno creati proceduralmente, ossia di volta in volta, permettendo di vivere un’esperienza sempre diversa da quella precedente. Ma i limiti di questo espediente sono ormai consci a tutti. A scapito della varietà, si finisce col ricreare alcune sezioni davvero poco ispirate e per giunta noiose.

Alla fine di ogni costellazione, ci troveremo ad affrontare un boss ispirato ad un corpo celeste. Se vi trovavate nell’Orsa Maggiore, preparatevi ad affrontare un gigantesco orso, e così via. Le prime due boss fight risultano poco impegnative e bisognerà ripetere le stesse azioni fino al KO dell’avversario. Le ultime due si dimostrano una sfida più avvincente e spingeranno i giocatori a collaborare per avere la meglio.

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La collaborazione sarà essenziale per conseguire la vittoria contro boss come questi!

Per tutto il corso dell’avventura (o almeno nella sua prima parte), purtroppo, Lovers in a Dangerous Spacetime è caratterizzato da un ritmo di gioco troppo lento per catturare appieno i giocatori e solo negli ultimi frangenti la sfida sarà veramente all’altezza e vi chiederà quindi una collaborazione per gestire al meglio lo scontro.

Nonostante si parli tanto di co-op, non dimentichiamo che Lovers in a Dangerous Spacetime è giocabile anche in modalità single-player. In questo caso il vostro fedele compagno sarà un cane o un gatto controllato dall’IA. Seppur la sua precisione nel manovrare i diversi strumenti in vostra dotazione sia ineccepibile, dovrete spedirlo manualmente voi da una stazione all’altra. Questo non vi causerà troppi problemi per i primi livelli di gioco, dove le ondate nemiche sono facilmente gestibili. Purtroppo la responsabilità extra che avrete in questo caso, si farà sentire nei livelli finali e nelle boss fight quando sarete fronteggiati da più angoli e direzioni. Lovers in a Dangerous Spacetime va giocato in co-op. Punto.

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In Lovers dovrete fare i conti con stelle, nane bianche, asteroidi e perfino le orbite dei pianeti!

Le note dolenti arrivano, più che nell’originale gameplay, nel game design. Seppur i vivaci colori ed un mondo pieno di amore rendano Lovers in a Dangerous Spacetime se non bello, piacevole da vedere, sono piuttosto il background narrativo, gli ambienti e i nemici a rendere il tutto monotono e privo di mordente.
Escludendo la narrazione, piatta e poco incisiva, che possiamo tralasciare in un titolo che vuole solo divertire, le ambientazioni risultano noiose e sempre uguali (ecco il problema della creazione procedurale). Il tocco degli sviluppatori avrebbe aggiunto una qualche simmetria ed una logica agli universi che andremo ad esplorare che, in questo modo, risultano invece un’accozzaglia di ingredienti buttati nella mischia quasi per caso.
I nemici sono praticamente tutti uguali e cambiano il loro aspetto solo esteriormente nel corso dei livelli, ispirati al mondo degli insetti e che sembrano prendere il design dall’universo di Galaga. Poco fantasiosi. Una maggior creatività non avrebbe di certo guastato.
La colonna sonora è anch’essa poco ispirata e ripete gli stessi suoni elettronici per tutta la durata dell’avventura, non risultando mai coinvolgente. Il background sonoro alza leggermente l’asticella, con alcune trovate originali, come il ticchettio armonioso dei nostri spazionauti quando salgono le scale all’interno dell’astronave. Nonostante questo, in generale si percepisce una certa piattezza in questo comparto.

Dal lato della longevità il titolo può offrire una campagna della durata di circa 4-5 ore, ma vanta un’altissima rigiocabilità che vi potrà tenere impegnati ancora per qualche ora, grazie ala possibilità di salvare altri prigionieri, ai mondi procedurali e alle classifiche online.

Lovers screen 5

In Lovers ciò che conta, dopotutto, è l’amore!

In conclusione Asteroid Base ha svolto un discreto lavoro con Lovers in a Dangerous Spacetime, fermo restando che vi interessino i titoli da giocare in split screen. Purtroppo si avverte un ritmo generale fin troppo lento e un game design poco ispirato che pregiudicano in parte il giudizio finale. Mi sento di consigliare il titolo ai soli amanti del gioco in locale, che troveranno, al costo di 14,99€, un’esperienza unica ed originale, qualcosa, in definitiva, di diverso.

Il Buono

  • Divertente in split screen e richiede una certa collaborazione
  • Gameplay unico, immediato ed originale
  • Ottimo sistema di potenziamento dell'astronave
  • Colori vivaci

Il Cattivo

  • Ritmo di gioco lento nelle prime fasi
  • Game design sottotono
  • Modalità single player non all'altezza (giustamente) della controparte split screen
  • Assenza di multiplayer online
7

Scritto da: Davide Andreetto

Nato a Torino. Laureato in Scienze della Comunicazione e con un'ossessiva passione per le merendine. Videogiocatore incallito da tempo immemore. Ne possiede tantissimi, li prova tutti ma non li finisce mai. Mentre redige piani per la conquista della Terra di Mezzo, è redattore per CoPlaNet.it da qualche anno. Impossibile nascondere la sua incontrollabile venerazione per il cinema. Rimarrebbe ore a testa in su a guardarlo dal marciapiede di fronte.

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