Ok, cosa abbiamo qui oggi? Un giochino indie nel quale avremo a che fare con del… mais parlante? No, aspetta, mi stai dicendo che dei programmatori hanno deciso, di loro spontanea volontà, di creare un gioco in cui del granturco ha un ruolo centrale? Okay, cerchiamo di restare aperti mentalmente e non facciamoci influenzare da ciò che potrebbe sembrare un disperato tentativo di persone tragicamente senza idee.
Maize è un’avventura in prima persona nella quale esplorerete diversi ambienti alla ricerca di risposte… e avrete a che fare con del mais parlante.
La storia è indubbiamente il punto più interessante di Maize e vi accompagnerà nello scoprire il perché delle piante di granturco (e altri oggetti e piante) improvvisamente parlano e si muovono. Il non prendersi affatto sul serio e il riconoscere la follia del tutto fa da ottimo collante alle situazioni e strapperà sicuramente diversi sorrisi agli amanti del demenziale.
Nulla meritevole di premi, per carità, ma i personaggi interessanti e l’umore che pervade il tutto rendono l’avventura piacevole per le poche ore che dura.
Purtroppo il gameplay non riesce a essere un buon rappresentante del genere, avendo poco di avventuroso e limitandosi principalmente a proseguire affrontando alcuni puzzle dalla facilità disarmante. “Trova una chiave, apri una porta” può descrivere fondamentalmente la maggior parte del gameplay. Mancano veri e propri momenti in cui c’è bisogno di mettere in azione il cervello e anche l’esplorazione è limitata agli oggetti importanti con i quali interagire, con il resto a fare solo da sfondo passivo. Nessun nemico, nessun pericolo, nessuna emozione particolare.

A coronare (sarcasticamente) il tutto, c’è una linearità di fondo che male accompagna il focus esplorativo della (non) avventura, ed è realizzata anche abbastanza male se si conta che alcune sezioni vengono bloccate in modo grossolano che sono poco meglio di mura invisibili.
In mais entrerete in un’area, troverete gli oggetti necessari, risolverete il semplice enigma e procederete all’area successiva, dove farete le stesse cose. Non che sia irritante o terribilmente monotono, ma tutto sa terribilmente di già visto.
Siamo viziati nel 2017? Forse, ma anche i walking simulators si sono evoluti per offrire di più.

Maize è breve e con diversi problemi, ma il suo humor e i suoi personaggi sono in fin dei conti apprezzabili e compensano in qualche modo la totale mancanza di originalità del gameplay. Se poi si conta il prezzo budget di 20€ (al momento 15 per gli abbonati PS+), lo si può facilmente consigliare agli affamati di walking simulator.
Purtroppo la totale mancanza di traduzione in italiano, sia nel doppiaggio che nei sottotitoli lo rende consigliabile unicamente a coloro che masticano un inglese quantomeno decente. Tutti gli altri si tengano alla larga.
Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese
Il Buono
- Storia scontata ma interessante
- Personaggi unici
Il Cattivo
- Poco originale
- Enigmi non enigmatici




