
Possono passare gli anni, possono passare le stagioni, eppure quel fuoco che gli brucia dentro non si spegne neppure dopo ogni proiettile. La morte della moglie e della figlia non sono eventi che si superano. Non sono eventi che Max può superare. Un uomo che non ha più nulla da perdere è un uomo pericoloso.
Quasi 9 anni per avere un seguito di un gioco che ai tempi ha innovato il genere degli sparatutto in terza persona come pochi altri. Quasi 9 anni e un passaggio di mani, dalla Remedy alla Rockstar Vancouver, per riportare tra noi videogiocatori devoti una di quelle avventure in grado di dettare nuovi standard su narrazione e tensione. Seppure nel mondo videoludico (e non solo) passare dalle mani dei programmatori originali a quelle di altri solitamente significa abbassare drasticamente la qualità, il discorso cade decisamente quanto si parla di un gruppo interno alla Rockstar. E il risultato è semplicemente eccezionale.
La voce di Max vi terrà ancora compagnia, narrando la storia nel suo particolare linguaggio, pessimista e cinico. Nulla di nuovo sotto al cielo, se non il particolare stile utilizzato dai programmatori, che immortala alcune scene proiettando parole ed espressioni sullo schermo, per dare un effetto graphic novel molto originale.
La storia sarà un continuo andirivieni tra il passato e il presente, partendo dalla deprimente situazione di alcolista di Max e dal suo salvataggio da parte di Raul Passo, un ex poliziotto convertito in guardia del corpo. Lontano dalla sua vita, si ritroverà in Brasile ad affrontare la violenza e la corruzione della malavita locale a causa del suo nuovo cliente, la famiglia Branco. Max dovrà proteggere personalmente i tre fratelli Branco e la moglie di uno di essi. E sarà proprio con questa donna che inizieranno i problemi.
Se amate i colpi di scena, non resterete affatto delusi. Passerete dalle strade innevate di New York e dintorni all’assolato e confusionario Brasile. Quando Fabiana Branco verrà rapita dalla gang chiamata “Comando Sombra”, Max si ritroverà a vivere nuovamente un incubo, questa volta migliaia di kilometri da casa.

- …oppure preferite il gusto classico newyorkese?
Ci saranno tre difficoltà tra cui scegliere inizialmente e ne sbloccherete successivamente due superiori. Da questo punto di vista, MP3 è apprezzabile anche da chi si avvicina per la prima volta agli shooter senza però deludere gli amanti delle sfide, i quali troveranno pane per i loro denti nelle difficoltà superiori. Questa volta Max potrà portare con se fino a tre armi, due piccole (pistole, uzi, ecc), utilizzabili anche in contemporanea, e una grande, come mitragliatori e fucili. La vera aggiunta, che muove 10 anni avanti il titolo Rockstar, è la possibilità di ripararsi per sparare. Sembra perfino scontato invece annunciare il ritorno del bullet time, da sempre il marchio di fabbrica sin dalla prima avventura dell’ex poliziotto, che si presenta ancora più raffinato ed essenziale nella vostra sopravvivenza.
Rallentare il tempo sarà necessario per liberarvi la strada, evitare i proiettili e tirarvi fuori dalle situazioni più improbabili. La barra dell’adrenalina si ricaricherà in base allo stile delle vostre uccisioni e sarà essenziale non rimanere a secco quando la situazione inizierà a farsi incandescente. Veramente da premiare è stata la scelta di non far ripristinare la vostra salute riparandovi ma far tornare gli amati antidolorifici, dai quali Max è ancora dipendente. La rigenerazione non automatica sarà anche ciò che vi permetterà di utilizzare la modalità “Last Man Standing”, una sorta di ultima possibilità dal modico costo di un antidolorifico, dove colpendo il nemico che vi ha (quasi) ucciso potrete evitare la morte. Degna di nota la bullet cam, dove l’esecuzione dell’ultimo nemico di una zona verrà mostrata in modo particolarmente cruento (e soddisfacente), aiutandovi anche a capire quando le ondate saranno finite. Alla fin della fiera ci troviamo di fronte a un TPS solido che potrebbe essere preso come l’archetipo del genere.

- Max questa volta sarà ancora più pericoloso. Uccidere gli è naturale come respirare.
Purtroppo il gameplay ha anche qualche difetto, riscontrabile nella poca varietà dell’azione e dai controlli forse non proprio user friendly. Se i secondi sono forse un’opinione più che un fatto, sul primo non si discute. Sia ben chiaro: Max Payne 3 non diventa mai un gioco noioso grazie al carisma dei personaggi e alla tensione creata dalla storia, che riescono nel difficile compito di tenere insieme il tutto, rendendo impossibile annoiarsi. Anche i livelli lineari rendono l’azione un continuo progredire sparando, intramezzato da filmati, ma la domanda suona spontanea: E’ un difetto se il risultato finale è poi così ben miscelato? Sono presenti comunque alcune fasi su binari che tentano di offrire qualcosa di diverso ma non è quello per il quale si cerca questo titolo. Presente anche qualche bug che di tanto in tanto interrompe l’azione, altrimenti più che scorrevole.
Il single player vi vedrà proseguire per le canoniche 10-12 ore (in base alla difficoltà selezionata e alla vostra abilità) prima di vedere i titoli di cosa ma oltre alla storia potrete cimentarvi in due modalità, presenti sotto la voce Arcade. La prima sarà “Sfida a punti”, dove ogni uccisione alzerà il moltiplicatore dei punti, costringendovi a fare catene di uccisioni sempre maggiori per fare il punteggio più altro. La seconda sarà “All’ultimo respiro”, dove avrete 60 secondi per finire il livello e ogni uccisione vi darà secondi bonus. I punteggi migliori potranno essere confrontati con quelli degli amici, quelli del vostro clan e quelli globali. Oltre questo, le conquiste della modalità arcade vi forniranno esperienza e altre ricompense, come ad esempio avatar e personaggi da utilizzare nelle modalità multigiocatore.

- La paura che la serie fosse snaturata è stata forte. La grandezza della Rockstar Vancouver invece è stata nel riuscire a innovare mantenendo intatto tutto ciò che amavamo.
Il multiplayer tiene alto il livello della storia, grazie all’abilità della Rockstar di integrare il meccanismo del bullet time, senza spezzare l’azione delle partite multigiocatore. Sarà garantita una buona personalizzazione del vostro personaggio, incluse le abilità, grazie a un sistema di crescita ben congegnato. Le partite saranno quanto di più classico abbiate mai visto, uno sparatutto vecchio stile, frenetico e spettacolare, dove sarà impossibile fermarsi per un solo secondo e restare vivi. Le modalità saranno le classiche deatmatch, singolo e a squadra, unite a “Payne Killer” e “Gang Wars”. Nella prima due giocatori interpreteranno il ruolo di Max e Raul e dovranno resistere il più possibile agli attacchi degli avversari. I due personaggi avranno una maggior resistenza e potenza ma uccidendone uno prenderete il suo posto e la vittoria sarà decretata analizzando i danni effettuati da ogni giocatore allo scadere del tempo. Gang Wars invece vi vedrà proseguire in una battaglia a due squadre divisa in più match, che include anche una piccola parte di storia a collegare i diversi scontri. Arrivati al match finale, la squadra che ha totalizzato più punti in quelli precedenti si ritroverà con un vantaggio iniziale.
Graficamente Max Payne 3 è un gioco estremamente rifinito su console e mostra come la Rockstar sia sempre al top: E’ indubbio che non esista macchina che non possano spingere fino al raggiungimento della loro idea. I 30 fps sono solidi e il motore mostra ambientazioni dettagliatissime e animazioni spettacolari, che rendono l’azione con un realismo impressionante. C’è poco da fare, è il top e si vede.
Il discorso prosegue con l’audio, dove tutto, dalle musiche ai dialoghi è semplicemente divino, dimostrando per l’ennesima volta la capacità della Rockstar di sfornare capolavori sotto tutti gli aspetti, senza trascurare nulla. L’unica pecca qui è data dalla mancanza di una localizzazione completa in italiano, comune per le produzioni Rockstar, eppure un passo indietro rispetto a quanto fatto in passato.

- Diciamoci la verità: Sono inquadrature come questa che fanno presagire il peggio.
E’ difficile chiudere senza trasformare il congedo in un elogio nei confronti della casa americana, purtroppo non c’è altro modo e solo persone capaci potevano riportare in vita un mito come Max Payne senza deludere le aspettative. La paura che le ambientazioni soleggiate e il nuovo look del protagonista potessero deludere sparisce appena preso il controller alla mano, verificando che tutto ciò che abbiamo amato della serie è tornato fra noi, più potente che mai. L’intera storia trova pochi paragoni, nel passato come nel presente, e il modo in cui viene raccontata è unico e accattivante. La profondità dei personaggi e il comparto tecnico chiudono il quadro. La componente single player e quella multiplayer si uniscono per creare questa gemma che, seppure con qualche difetto, sarà senza dubbio di ispirazione per il futuro dell’industria.




