One Piece: Pirate Warriors 3

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[RECENSIONE] One Piece: Pirate Warriors 3

One Piece Pirate Warriors 3Io diventerò il re dei… musou!

One Piece: Pirate Warriors 3 è il primo titolo della famosissima saga nata dalla penna del maestro Oda ad approdare su console di nuova generazione. L’ormai collaudata formula musou ritorna anche in questo capitolo, dopo la piacevole parentesi di Unlimited World Red; risulta ormai superfluo dire che questo genere calza proprio a pennello per Rufy e compagni, sempre presi a tirarsi fuori dai pasticci menando mazzate a destra e a manca. Riuscirà comunque il gioco, viste le note debolezze che il genere musou sembra non riuscire a togliersi mai, a regalare nuove emozioni ai tanti fan che aspettavano un nuovo capitolo basato sulla storia originale?

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Il gioco segue in maniera fedele le vicende raccontate nel manga, a partire dall’incontro di Rufy con Shanks il Rosso fino alla saga di Dressrosa

La risposta è si. One Piece: Pirate Warriors 3 permette di rivivere tutte le avventure della ciurma di Rufy a partire dagli esordi fino alla saga di Dressrosa (l’ultima attualmente scritta da Oda), e lo fa in maniera decisamente bella. Il difetto del primo capitolo è ormai un lontano ricordo: la narrazione è dettagliata e include finalmente anche tutti gli archi temporali bistrattati ai tempi di Pirate Warriors; si, per forza di cose qualche piccolo taglio è stato necessario, ma non c’è dubbio che ora non ci possa lamentare nella cura prestata a riprodurre l’avventura originale. Le svariate sequenze di intermezzo si alternano ai tanti momenti di azione frenetica che il gioco ci chiede di vivere pad alla mano, come sempre illustrate in un perfetto stile manga e arrangiate con le voci originali.

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Preparatevi a stragi di massa come mai prima d’ora, il numero di nemici a schermo è aumentato in maniera poderosa

Abbiamo parlato di azione frenetica, che in un musou si traduce in “dammi tanti nemici e tante aree da conquistare”. Pirate Warriors 3 vanta mappe di gioco molto più grandi del predecessore e, soprattutto, un numero di nemici decisamente più alto, tanta ma tanta carne da macello alla mercè del nostro personaggio preferito, con il solo scopo di farci sentire un senso di onnipotenza che mai si è sentito così tanto in un titolo della serie. Non è raro infatti concludere i livelli con oltre 2.500 uccisioni, e fidatevi che nemmeno vi accorgerete di averne fatti fuori così tanti finchè non vedrete la schermata di valutazione. Ma i livelli non sono pieni solo di nemici-fantoccio, ci sono anche tanti boss e mini-boss a rappresentare l’unica tacca di difficoltà del gioco, benchè non eccessivamente alta per chi è navigato (per questo esiste la modalità difficile, per accontentare anche loro); questi ultimi richiedono un pizzico di strategia dato che non possono essere colpiti alla cieca come tutti gli altri nemici e appaiono come boss di fine livello oppure come nemici potenti se si portano a termine alcuni particolari requisiti. Capita spesso infatti che a video vengano mostrati messaggi che ci indicano alcune sotto-missioni, come il salvataggio di alcuni personaggi o l’impedimento di particolari azioni dei nemici; portando a compimento con successo questi compiti potremo visualizzare sequenze extra e sbloccare nuove monete utili per i level up dei personaggi.

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Pirate Warriors 3 introduce nuovi personaggi nel suo roster, come Cesar Clown, Doflamingo, Lucci e Ivankov

Anche in questo capitolo i personaggi sono realizzati con eccellenza sopraffina, non solo per la loro realizzazione grafica ma soprattutto per la loro unica e riconoscibile caratterizzazione. La serie Pirate Warriors ha sempre vantato degli ottimi moveset, variegati e profondi, e questo terzo capitolo riesce a dare anche una leggera spolverata a delle combo che abbiamo conosciuto nei precedenti titoli; chiaramente non si parla di stravolgimenti (ed è anche giusto non lo siano) ma si è rivelata una cosa gradita. Oltre alle solite sequenze di attacchi leggeri, pesanti e speciali, cambia nuovamente il sistema di attacchi di gruppo e questa volta si tratta di qualcosa di ancor più distruttivo: i Kizuna Rush. Durante ogni missione è possibile chiamare a rinforzo degli alleati una volta che si è caricata un’apposita barra: al riempimento del primo step il nostro alleato si fionderà in campo alla fine di una nostra combo (e ogni personaggio ha diverse combo per richiamare gli alleati, piccola finezza che rende più vario lo stile di combattimento), mentre quando l’indicatore raggiungerà il massimo sarà possibile attivare un attacco speciale Kizuna. Questo rappresenta una sorta di attacco mixato, tra il personaggio giocabile e l’alleato, dal potenziale devastante; se si considera che è possibile utilizzare anche tre o quattro compagni per volta potete capire quanto possano diventare distruttivi questo genere di attacchi, in grado di liberare le aree dai nemici in pochi secondi.

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Gli attacchi speciali combinati durante il Kizuna Rush sono sicuramente le mosse più devastanti disponibili in Pirate Warriors 3

Il sistema di gioco quindi non rivoluziona questa tipologia di titoli ma per lo meno aggiunge qualche piccolo cambiamento nel combat system che male proprio non fa. La formula è la medesima per le tre modalità di cui è composto Pirate Warriors 3: la già citata Diario della Leggenda e le altre due, Diario Libero e Diario del Sogno. La prima ci da la possibilità di rivivere i capitoli della storia principale ma con la libertà di selezionare il personaggio che preferiamo, mentre la seconda è una modalità che ci pone in una sorta di scacchiera di isole. Ogni livello rappresenta sfide con protagonisti e antagonisti della serie, senza seguire un filo logico di eventi e di narrazione; ogni isola è giocabile con un personaggio a piacere e i progressi ottenuti in questa modalità vengono sommati a quelli del Diario Leggenda, e viceversa, risultando un modo diverso per livellare e ottenere nuove monete. Queste ultime, anch’esse marchio storico della serie, hanno un utilizzo inedito e vengono impiegate come oggetti consumabili per i level up di ogni personaggio, mantenendo pressochè invariato il leggero aspetto GdR che Pirate Warriors si è sempre trascinato dagli albori. Chiudono il cerchio la possibilità di giocare in multiplayer le varie missioni, sia online che split screen, e la solita corposa galleria sui personaggi, luoghi e termini del mondo di One Piece.

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I modelli dei personaggi sono splendidi e ricalcano fedelmente le loro controparti originali

A livello tecnico il gioco non ha nulla da recriminare, a partire dalla bella resa dei personaggi e delle sequenze d’intermezzo fino ad arrivare al framerate, che è stabile a 60 fps. Qualche calo c’è, ma solo in situazioni davvero concitate ed è più che comprensibile quando nello schermo vedi solo nemici. Neanche a dirlo, quindi, i difetti che Pirate Warriors 3 si porta appresso sono quelli che tutti ormai possiamo prevedere: una monotonia di fondo dovuta al tipo di gameplay e la sensazione di confusione che può capitare durante l’esplorazione e la ricerca di missioni secondarie, con continui messaggi a schermo e dialoghi che difficilmente si leggono. Nulla di nuovo sotto il sole quindi e, considerato che questo tipo di difetti o critiche sono parte integrante del genere musou, la notizia non è del tutto malvagia perché fa capire che nonostante tutto One Piece: Pirate Warriors 3 è il miglior titolo di questa serie, anche se una lacrimuccia per non vedere boss fight coinvolgenti come il primo capitolo può scappare. Più vasto, con un roster di oltre 40 personaggi (e finalmente con aggiunte importanti come Lucci e Moria, tanto per citarne due), più divertente e più bello da vedere, l’ultimo capitolo di One Piece si proclama non solo come re della serie ma come uno dei migliori esponenti del genere musou, forte (forse) anche della pesantissima eredità che si porta sulle spalle.

Il Buono

  • Tutta la storia di One Piece
  • Roster corposo
  • La realizzazione dei personaggi

Il Cattivo

  • Può risultare monotono...
  • ... e confusionario
8

Scritto da: Max "OminoGiallo" Andreon

Giallo di nome ma non (più) di chioma, è un individuo atipico se confrontato ai suoi simili. Preferisce di gran lunga un joypad usurato ad una quattroruote super-sportiva. Una persona che ha bisogno dei suoi spazi intimi giornalieri con la console. La preferita? La giapponese, sia per il gaming che per il gentilsesso. Ringrazia N per averlo svezzato ludicamente, a pane e Mario-Tetris.

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