Project X Zone 2

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[RECENSIONE] Project X Zone 2

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Belli i giochi con una trama intensa e coinvolgente, con personaggi unici e profondi, con un gameplay complesso e difficile da padroneggiare…uno Xenoblade Chronicles X per esempio, tanto per citare proprio l’ultimo grande successo realizzato da Monolith Soft. Poi esce Project X Zone 2 su 3DS e non puoi che rimanere sorpreso dalla polivalenza del team di sviluppo, capace di passare davvero da un estremo all’altro mantenendo pur sempre una qualità complessiva da far invidia. Project X Zone 2, sfruttando la solida base del comunque recente primo capitolo, va a toccare proprio le corde opposte, sprigionando un gameplay meno ragionato e una trama più leggera ma portata avanti da un cast stellare proveniente dai vari universi Capcom, SEGA e Namco Bandai.

project x zone 2 screen 1

La storia è raccontata con dialoghi e immagini composte da artwork o ambienti di gioco in 3D a fare da sfondo, mentre i personaggi in sovraimpressione. In sottofondo una colonna sonora davvero azzeccata.

E’ proprio questo uno degli aspetti più particolari di Project X Zone 2: il fan-service. Il contesto narrativo è tutto pensato per girare attorno a questo vasto roster di icone videoludiche e le citazioni alle rispettive saghe che vengono seminate nell’arco dell’avventura. Tekken, Street Fighter, Resident Evil, Megaman, Shenmue, Yakuza, Ace Attorney, Devil May Cry sono solo alcune delle IP tirate in ballo, ma nonostante la stragrande maggioranza provenga dalle tre case citate in precedenza, non manca anche qualche new entry Nintendo come i personaggi di Fire Emblem. La storia che li riunisce è semplicissima, e vede la città di Tokyo (più precisamente il quartiere di Shibuya) invasa da alcune catene dorate di dubbia provenienza e successivamente da portali riconducibili a diverse epoche, dai quali sbucherà fuori la maggior parte dei nemici e dei personaggi che andrete a comandare in battaglia. In fondo va bene così, la trama leggera e senza fronzoli lascia così molto spazio a dialoghi spesso divertenti, sia per i riferimenti sia per il modo in cui interagiscono personaggi che non avremmo mai pensato di vedere nello stesso contesto, ed è una scelta che dona una personalità atipica al gioco, certamente ben diverso dalla maggior parte della concorrenza dei JRPG più famosi.

project x zone 2 screen 2

I risultati di fine battaglia. Come potete notare i personaggi possono salire di livello, ma le statistiche aumentano automaticamente e al massimo vengono sbloccate nuove mosse. In questo caso la gestione da RPG è ridottissima.

Anche il gameplay non è dei più classici, sicuramente trae più ispirazione dagli RPG, ma allo stesso tempo strizza l’occhio anche ai picchiaduro 2D, un connubbio davvero poco diffuso. Le meccaniche di base sono le stesse del primo capitolo, quindi battaglie a turni su una mappa a scacchiera alla Fire Emblem che permette di gestire lo spostamento dei personaggi, aprendo perciò diverse opzioni di battaglia: dalla difesa a testuggine, agli uno contro uno, oppure il tutti contro uno cercando di eliminare un nemico per volta. Sulla mappa ogni personaggio ha quindi il proprio raggio d’azione e non appena raggiunto un nemico è possibile attaccarlo, passando a quella sezione simil-picchiaduro accennata poche righe sopra. Più che un button smashing continuo, la fase di attacco fa affidamento ad alcune mosse dei personaggi eseguite automaticamente, ma che possono essere concatenate tra l’una e l’altra in base al tempismo con cui se ne ordina l’esecuzione. Basta selezionare la mossa, aspettarne la conclusione, infine lanciare la successiva, magari prima che l’avversario tocchi terra per riuscire ad aumentare i danni dell’attacco. Niente di più, il motore del gameplay è questo, e purtroppo la verità è che basterebbe ampiamente per arrivare a vedere i titoli di coda senza troppi patemi. La difficoltà di gioco, in quanto poco esigente anche a lungo andare, è forse uno dei punti più rivedibili di Project X Zone 2, insieme all’inevitabile ripetitività che prima o poi si presenta, anche perchè una volta sbloccate alcune feature e le mosse avanzate dei personaggi non c’è nient’altro che riesca a mantenere sempre fresco il gameplay.

project x zone 2 screen 3

In basso a destra vedete alcune croci direzionali più evidenti. Se risparmiate alcuni attacchi potrete usarli nello scontro successivo con maggiore potenza.

E tutto ciò è un peccato, perchè se scendiamo più nel dettaglio per quanto concerne il gameplay, scopriamo un sacco di opzioni che possono diversificare di gran lunga le strategie utilizzabili negli scontri. Nella fase di gestione delle unità scopriamo ad esempio abilità uniche dei personaggi, oggetti utilizzabili una tantum, possibilità di combinare le coppie ad unità singole di supporto, possibilità di contrattaccare o difendersi totalmente dal nemico e anche danni più consistenti se i personaggi avversari vengono attaccati di lato o alle spalle. E la stessa cosa vale per la fase di attacco, dove entrano in gioco mosse speciali (disponibili al riempimento di un’apposita barra), attacchi dell’unità di supporto e perfino attacchi incrociati tra la coppia di personaggi e l’unità di supporto, che se attivati con il giusto tempismo possono garantire un ulteriore bonus danni. E tutte, proprio tutte, queste opzioni elencate potrebbero davvero essere utili, peccato solo che, come detto, Project X Zone 2 non spinga il giocatore ad utilizzarle più di tanto.

Tuttavia non può che esserci un’altra chiave di lettura, ovvero che questa curva di difficoltà poco esigente permette una fruizione più tranquilla e scanzonata che ben si accosta alla portatilità che consente il 3DS e ad una trama leggera ma godibilissima, maggiormente incentrata sui personaggi piuttosto che sugli eventi raccontati. Ed è per questo secondo motivo che Project X Zone 2 merita caldamente una raccomandazione, diverte e lo fa con il suo stile, ed eventualmente gli strumenti per gestire gli scontri in maniera più tattica sono sempre li a disposizione, manca solo un maggior feedback di ritorno che ne incentivi maggiormente l’utilizzo.

Il Buono

  • Storia godibile...
  • Roster vastissimo, dialoghi spesso divertenti
  • Gameplay semplice di base, ma con molte opzioni nel dettaglio...
  • Colonna sonora azzeccata

Il Cattivo

  • ...anche se abbastanza standard
  • ...ma poco incentivate all'utilizzo da una difficoltà non molto esigente
  • Ripetitivo alla lunga
8

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Tra le console attuali, felice possessore di Switch e Xbox Series X.

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