Per quanto il protagonista questa volta sia nell’anima un buono, nei fatti riuscire a dare una collocazione esatta alle vostre azioni sarà difficile…
Il genere dei free roaming in questa generazione ha raggiunto il suo apice di popolarità, principalmente a causa dalla potenza superiore data dalle ammiraglie Sony e Microsoft. Da Assassin’s Creed a Saint’s Row, gli amanti del “fai un po’ quello che ti pare” hanno trovato pane per i loro denti, non limitandosi più al “solito” GTA. Particolare fu lo scontro tra due titoli apparentemente simili ma profondamente diversi nella riuscita: Infamous e Prototype. Il titolo Sony ha visto crescere la sua popolarità grazie a un secondo capitolo uscito l’anno scorso mentre quello Activision pareva non essere meritevole di un ritorno fino ad adesso. A differenza di ciò che succede di solito con i seguiti, questa volta si parte da zero, con un nuovo protagonista e un diverso schieramento. Dite addio ad Alex Mercer e date il benvenuto a James Heller…
Controller alla mano sentirete subito la differenza rispetto al primo capitolo: Se Alex partiva come macchina da guerra, James parte come soldato ossessionato dalla vendetta sulle tracce del vecchio protagonista. Le prime ore di gioco vi guideranno in modo fin troppo lento attraverso i controlli e i poteri che riceverete, risultando in un tutorial non propriamente esaltante e forse troppo lungo. Per fortuna le cose cambiano appena il gioco entrerà nel vivo, rendendo fede ai punti positivi del primo capitalo. Si torna a New York, sotto forma di una macchina da guerra mutante in perpetua battaglia contro creature mutanti ed esseri umani senza scrupoli al soldo di temibili organizzazioni.

Tralasciando il fatto che questa volta l’area di Manhattan non sarà accessibile sin da subito e che vi muoverete per due isole vicine, in fondo l’idea di base è rimasta la stessa. Il vostro scopo sarà principalmente quello di distruggere tutto ciò che incontrerete e, per non cadere nella monotonia, durante il corso del gioco svilupperete poteri sempre più devastanti, che consisteranno principalmente nel vedere le vostre braccia trasformarsi in armi sempre più assurde. Una spada, delle chele, dei tentacoli e così via, per situazioni diverse… e danni maggiori. Purtroppo, per quanto sia soddisfacente (in modo sadico) portare distruzione, il gameplay non sempre riesce a supportare le idee in modo opportuno. Principalmente è il lock-on a creare problemi, soprattutto perché la situazione di voi contro una folla di nemici sarà molto comune e il sistema di cui è dotato Prototype 2 tende a inquadrare sempre i nemici più grandi, creando problemi nel mirare agli oggetti o agli altri esseri per recuperare energia. Un altro problema, per quanto possa sembrare strano, è la troppa potenza del protagonista, che spesso porterà le vostre azioni ad avere un esito diverso dal previsto, come scalare muri involontariamente e colpire una folla distante piuttosto che il carro armato vicino.
Il sangue scorrerà a fiumi, ma per la maggior parte sarà sangue di mostro, quindi è legale.
Come in passato, per recuperare energia potrete “assorbire” le varie creature che sconfiggerete, inclusi gli esseri umani. Torna anche la possibilità di poter prendere le sembianze di una qualunque persona, questa volta resa ancora più violenta. Tornano quindi le sezioni stealth, dove dovrete ad esempio infiltrarvi all’interno di basi spacciandovi per il personale e non saranno poche le occasioni in cui per iniziare una nuova missione sarete obbligati a prendere le sembianze di qualcuno in particolare. Come si può immaginare, sarà necessario che nessuno vi veda per rendere il vostro camuffamento efficace. Ci saranno anche alcune missioni nelle quali dovrete utilizzare una delle nuove abilità secondarie introdotte da P2, l’impulso radar. Questo vi sarà utile per rintracciare alcuni bersagli ma anche per altre situazioni, quali per esempio scoprire quale bersaglio è tenuto d’occhio e quale no, aiutandovi a scegliere chi far fuori per primo.
Come in passato, anche questa volta sarà possibile accompagnare ai vostri poteri la possibilità di imbracciare delle comunissime armi nel caso non impazziate per il combattimento ravvicinato. Fucili d’assalto e bazooka vi permetteranno di eliminare in modo rapido le schiere nemiche e, più avanti nel gioco, avrete la possibilità di utilizzare diversi veicoli per distruggere tutto ciò che vi circonda. Tornano anche abilità che potremmo definire classiche, quali la possibilità di lanciare le auto e quella di planare, coprendo lunghe distanze. Impiegherete comunque un po’ per raggiungere il pieno potenziale del vostro alter ego, ma una volta fatto dimenticherete la noia iniziale per una vera esperienza da supereroe… o da supervillano (senza pagarne le conseguenze, visto che manca un sistema di karma alla Infamous).
Vere e proprie armi di distruzione di massa al posto delle braccia.
Ancora una volta vi ritroverete a scalare gli edifici ed a volare da un lato all’altro della città, per scaraventarvi al suolo e seminare distruzione. Il senso di potere che avrete sarà nuovamente ciò che vi spingerà a raggiungere la fine… sicuramente più della storia. Come anticipato, ci troviamo nuovamente con il tema della vendetta. Heller vuole farsi giustizia per la perdita della moglie e della figlia e questo non riesce a dare una gran profondità né al personaggio, né alla storia. Mercer gli mostrerà chi sono i veri amici e per tutto il gioco eseguirete gli ordini che vi verranno impartiti. Tralasciando il “già visto, già sentito”, è proprio il personaggio principale a sembrare particolarmente piatto e monotono per la maggior parte del gioco, incapace di lasciare il segno perfino paragonato al protagonista del capitolo precedente, che pure non brillava in personalità.
Anche le missioni non spiccano per originalità, altro difetto proveniente dal predecessore. Solitamente si tratterà di uccidere qualcuno, distruggere qualcosa, raggiungere un particolare posto o prendere le sembianze di tal tale. E nonostante sia divertente, la monotonia tende a prendere il sopravvento se si inizia a distruggere le cose senza motivo… non siamo di fronte a GTA, insomma. Anche l’ambientazione, per quanto tenti di allontanarsi da standard e cliché, finisce per essere forse meno accattivante rispetto a quanto visto altrove. E’ chiaro che si tratti del prezzo da pagare per non cadere nel trito e ritrito, ma non è credibile che non potesse essere fatto di più.
Sarete fortissimi e quasi inarrestabili, ma gli elicotteri avranno sempre il loro fascino!
Tecnicamente si vede il buon lavoro fatto dai ragazzi dei Radical Entertainment. Per quanto non si possa parlare di capolavoro vista la presenza di alcuni difetti abbastanza tipici del genere (pulizia non eccezionale, texture per nulla esaltanti e così via), si nota la fluidità del frame rate, che mostra un enorme passo avanti rispetto al primo Prototype. Buoni in generale i modelli dei personaggi. Eccellente il comparto audio, con musiche buone, in grado di far risaltare l’azione su schermo, e un doppiaggio veramente gradevole, con voci azzeccate e recitazione credibile. La durata della sola storia sarà di circa 10 ore, che si estenderanno parecchio se foste interessati a completare tutto ciò che il gioco ha da offrirvi. Presente anche la possibilità di accedere alla rete RADNET per ottenere nuove sfide, rilasciate a cadenza settimanale.
Prototype 2 è sicuramente consigliato a coloro che hanno amato le avventure di Alex Mercer e, sotto un punto di vista tecnico e di gameplay, rappresenta sicuramente un bel passo avanti. Purtroppo pecca proprio in quei difetti che hanno accompagnato la nascita della serie e si sente la mancanza del coraggio di osare quel poco in più che avrebbe potuto rendere questo capitolo ancora più avvincente. D’altra parte, non si può negare che alla Radical Entertainment sappiano cosa significhi fare giochi divertenti e se il vostro ideale di divertimento è scalare palazzi enormi, lanciarvi nel vuoto per atterrare sui nemici e fare a pezzi tutto ciò che vi si para d’avanti, sappiate che James Heller apprezzerebbe il vostro aiuto.
Scritto da: Sacha "Omeganex9999" Morgese
Cosa starà guardando? Lontano? La TV? Il muro? La leggenda vuole che l'occhio destro veda il passato mentre il sinistro sia collegato a terabyte di video a luci rosse. Nato tanti anni fa nella nevosa Vancouver, fonda la più grande rockband di sempre, ma poi si sveglia e gioca ai videogiochi. Ha successo con le donne perché riesce a imparare a memoria i numeri delle loro carte di credito. Inventore, campione nazionale e unico giocatore di Pallacollo.