Red Faction: Guerrilla Re-Mars-Tered Edition.
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Gioco di base molto valido.
- È bello riproporre una vecchia gloria nel nuovo panorama console e PC.
Contro
- L'esperienza di gioco resta la stessa di quella che si avrebbe potuto avere 10 anni fa.
- Persistere fastidioso di alcuni bugs.
Effetto microonde
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio proliferare di remakes e remasters dei titoli che tanto ci han fatto sbavare quando eravamo più piccolini; da Age of Empires a Shadow of the Colossus, da Crash Bandicoot a Dark Souls, ognuno di noi ha potuto buttarsi in un “nuovo passato” e riannusare quel delizioso, malinconico profumo di polpettone preparato amorevolmente con gli avanzi del natale, o della pizza fatta in casa la sera prima, riscaldata e arricchita di qualche grasso e libidinoso condimento. Ovviamente, accanto a squisite pizze e polpettoni rieditati delux ci stanno anche croste bruciate e “recooking” superflui come purtoppo fu per Ty the Tasmanian Tiger o Darksiders Deathinitive Edition, ma per fortuna questo non è il nostro caso. Red Faction: Guerrilla Re-Mars-Tered Edition si posiziona nell’esatto mezzo, nel “senza lode e senza infamia”, nel “massì” che sfocia nell’indifferente, un po’ come quando ci cuciniamo troppa pasta e la mettiamo in un Tupperware per riscaldarla nel microonde il giorno dopo. Vediamo adesso come e perchè la remastered della THQ Nordic non solo non sia stata capace di riproporre una delle sue portate migliori, ma sia riuscita addirittura, in un certo senso, ad “afflosciarne” il sapore.
Per chi non avesse mai avuto modo di assaggiarlo, Red Faction: Guerrilla è un succosissimo shoter-action open world in cui ogni singola struttura all’interno del suo vasto mondo è completamente distruttibile. Lo scenario consiste in una Marte colonizzata dall’uomo e promessa come nuova e ricca fonte di minerali preziosi, oramai esauriti sulla Terra. La situazione sul pianeta rosso ovviamente è critica: due fazioni una volta alleate ora sono in pieno conflitto per il predominio sulle polveri marziane e da anni imperversa una violenta guerriglia: scenario perfetto per intavolare una devastante partita di Othello in cui il principale obbiettivo perseguibile consiste nel radere letteralmente al suolo le basi avversarie in modo da ridurre la loro area di controllo a favore di quella della propria fazione. In effetti il nostro obbiettivo è piuttosto semplice: distruggere tutto ciò che abbiamo a portata di tiro, senza troppe pretese; la trama stessa del gioco in fin dei conti è una simpatica scusa per darci alla pazza gioia distruggendo e deflagrando ciò che più ci aggrada.

Uscito nel 2009, Red Faction: Guerrilla “fa il botto” soprattutto per la sofisticatissima fisica delle sue demolizioni e per la sua grafica appagante e all’avanguardia, entrambi elementi talmente curati da far passare in secondo piano una trama piuttosto approssimativa e un comparto shooting legnoso e poco immersivo. A distanza di quasi dieci anni, la produzione videoludica si è evoluta in modo così esponenziale da inglobare nella normalità persino piccole “rivoluzioni” quali il mettere a disposizione del giocatore un intero mondo da fracassare a proprio piacimento. Mi chiedo quindi le intenzioni della THQ Nordic nel riproporre, nel 2018, un titolo che di fatto resta quasi identico alla sua versione di origine: l’assetto grafico è pressoché lo stesso, tolta una lieve ottimizzazione nella risoluzione e nel rendering, la lore non è stata ampliata per nulla e il comparto shooting rimane irreale e poco appagante quanto una volta, con la differenza che oggi la fisica ragdoll dei suoi personaggi rasenta l’esilarante. Non si può nemmeno accennare a sostanziali migliorie nel multiplayer, in quanto tutto ciò che si ha a disposizione nella Re-Mars-tered edition lo si può trovare anche nella versione precedente.
Alla luce di ciò, il titolo finisce addirittura per perdere mordente e risultare insipido, molliccio e non all’altezza del panorama videoludico in cui si inserisce, non rendendo giustizia ad un gioco che di sé, volendo, avrebbe ancora molto da dire. Piuttosto di remaster, in questo caso, si potrebbe più onestamente parlare di porting, dal momento che di fatto il titolo in questione lancia la scoppiettante guerriglia del pianeta rosso nella nuova generazione di consoles e videogiocatori, ma lo fa giusto riscaldando quanto era già stato preparato in modo da renderlo commestibile una seconda volta.

In definitiva, Red Faction: Guerrilla Re-Mars-Tered Edition resta un prodotto valido da avere nella propria libreria per il semplice fatto che oggi, come allora, il titolo originale è ben fatto, interessante e dannatamente divertente. Come remaster, purtoppo, vale poco e risulta poco competitivo nell’attuale panorama di gioco. Penso che l’acquisto sia consigliabile a chi non abbia mai provato questa chicca prima d’ora, perché un appassionato si ritroverebbe molto probabilmente a imprecare per aver comprato lo stesso identico gioco una seconda volta.
