Già in sella un anno dopo
Mai come in questa recensione si potrebbe tirar fuori un po’ di spirito nazionalista. D’altronde se parliamo di due ruote non possiamo trascurare l’immortale tradizione italiana, sia che si vada a toccare l’argomento piloti che quello costruttori, mentre se parliamo di videogiochi dedicati a questo mondo possiamo vantarci di avere in casa una software house come Milestone, che vanta un’esperienza decennale nel settore a partire dai capitoli sulla Superbike fino ai più recenti prodotti più italici riguardanti la Ducati e Valentino Rossi. Stavolta, l’ultima fatica della casa milanese si chiama Ride 2, che naturalmente si presenta con l’obiettivo di rappresentare il mondo delle due ruote ancora meglio di quanto fatto con il precedente capitolo uscito lo scorso anno. Ma può quindi un lasso di tempo di un anno e mezzo essere sufficiente per migliorare sensibilmente ciò che ha fatto vedere Ride?
Tra le visuali selezionabili non manca anche quella dell’elmetto.
La risposta è si, con riserva. Perchè Ride 2 migliora probabilmente tutto, ma forse non abbastanza da lasciare un netto distacco con il capitolo precedente. C’è però un aspetto, importantissimo, in cui Ride 2 riesce veramente ad eccellere: la vastità di contenuti. Siamo di fronte ad un gioco davvero massiccio, le oltre 170 moto e la trentina di tracciati sono numeri che non lasciano dubbi, ai quali vanno aggiunte numerose modalità di gioco che faranno la felicità degli appassionati e dei completisti. Il World Tour (la classica modalità carriera) è suddiviso in numerosi tornei che differiscono per i requisiti di cilindrata, di nazionalità della moto e anche per tipo di gare affrontabili. Si passa da gare classiche, a prove a tempo, fino ad arrivare alle novità come le drag race e le track day, dove è necessario superare più piloti possibili. La varietà quindi non manca, e al di là del World Tour non mancano modalità classiche come la Gara Veloce e le Gare Online, aperte fino a 12 giocatori.
A tutto questo va aggiunta anche la possibilità di personalizzare la propria esperienza, sia che si parli di assetto della moto, sia per l’upgrade dei componenti, un lavoro che permette di adattare la moto su più classi in base alle parti installate, così da poter partecipare a più tipologie di tornei durante il World Tour. Tuttavia, se tocchiamo il tasto dell’accessibilità, non avrebbe fatto male un’opzione per il potenziamento automatico simile a quella presente nella serie Forza. Inoltre, se da una parte si dimostra infinita, dall’altra la modalità World Tour rischia di annoiare i giocatori più sbrigativi, che sicuramente noteranno una certa ripetitività in una struttura che stringi stringi si basa sull’ampliamento del proprio garage grazie ai crediti guadagnati di gara in gara.
Tra gli aiuti alla guida troviamo gli ormai immancabili Rewind e la traiettoria ideale, ovviamente disattivabili a piacimento.
Il gameplay studiato da Milestone per Ride 2 si dimostra nuovamente il migliore sulla piazza per quanto riguarda le due ruote, ma allo stesso tempo rimangono alcuni problemi che impediscono un riconoscimento assoluto della propria qualità. Il feeling di guida è sempre ben trasmesso e in gran parte differisce adeguatamente tra una moto e l’altra, ma il problema vero è rappresentato dall’Intelligenza Artificiale. La critica maggiore che si può muovere a riguardo è l’incuranza nei confronti del giocatore da parte dei motociclisti avversari, che adottano ad oltranza la stessa traiettoria talvolta causando particolari disagi nel caso fosse occupata dai voi stessi. Detto questo, la sensazione generale è comunque più che positiva e, lo ripetiamo, la migliore disponibile sul mercato delle due ruote, sia per complessità che per accessibilità grazie ai vari aiuti alla guida attivabili a seconda del proprio livello. Magari un’ulteriore accorgimento che sarebbe interessante vedere in futuro terzo capitolo (ma in generale in tutti i racing) è la possibilità di dosare il gas in uscita a seconda della pressione esercitata sui grilletti del joypad. Questo perchè sappiamo quanto sia importante il dosaggio in uscita e in percorrenza di curva per evitare di stendersi, e può risultare davvero complicato trovare la sensibilità giusta con le moto più performanti.
Ride 2 si difende abbastanza bene anche sul comparto tecnico, anche se è palese come questo sia il settore in cui la produzione soffre di più. Il motore grafico sembra ormai spinto ai propri limiti, con textures, aliasing e povertà di alcuni dettagli a confermare la tesi. Sia chiaro, non si sta parlando dei dettagli riguardanti la realizzazione delle moto, che anzi vantano una fedele riproduzione, ma ci si riferisce ai tracciati che si dimostrano perfezionabili nella resa degli elementi a bordo pista. Un buon miglioramento lo si nota sul framerate e sui caricamenti, quest’ultimi tuttavia ancora molto frequenti. Infine, ampiamente migliorabile anche la fisica delle collisioni.
Classiche, naked, super sportive e altro ancora tra le categorie di moto incluse nel gioco.
Ride 2 stacca sul rettilineo il primo capitolo, ma per una vittoria netta e per diventare in tutto e per tutto il Forza Motorsport o il Gran Turismo delle due ruote manca ancora qualcosa. Il livello di contenuti è già all’altezza di quell’obiettivo, sia per moto e tracciati che per modalità, anche se un po’ di brio in più nel World Tour non guasterebbe. Per il resto una nuova veste grafica e migliori prestazioni tecniche potrebbero colmare definitivamente il gap, senza dimenticare qualche accorgimento di gameplay specialmente per quanto riguarda l’IA. Ad oggi comunque Ride 2 sembra essere il miglior racing dedicato all’affascinante mondo delle due ruote.
Il Buono
- Contenuti esagerati: tantissime moto, tracciati e modalità
- Ottimo feeling di guida trasmesso
Il Cattivo
- IA da rivedere
- Tecnicamente e graficamente ampiamente migliorabile




