Robonauts

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[RECENSIONE] Robonauts

Bite my shiny metal ass!

La campagna di rafforzamento dell’eShop di Nintendo Switch sta procedendo senza sosta, ma soprattutto, senza alcun calo di qualità. L’offerta ludica è sempre più ricca e il parco titoli ha raggiunto, dopo oltre sei mesi dal lancio, un ottimo numero di titoli per ogni genere videoludico. Robonauts, lanciato appunto da pochi giorni su Nintendo Switch e ancora più recentemente anche per PS4, aggredisce il settore degli sparatutto con un mix di frenesia e qualche sfumatura di platforming gravitazionale.

Robonauts vi metterà nei panni di un innocuo robottino che, schiantatosi su un pianeta sconosciuto, verrà quasi reclutato e dotato di armatura per poter salvare il mondo. Essenzialmente la base narrativa da cui parte questo indie game è limitata soltanto a questo, ed essendo un titolo più propenso a far parlare il gameplay non darete troppo peso ai brevi dialoghi che fanno da collante tra un livello e l’altro. D’altronde stiamo parlando di un videogioco altamente arcade, dove eliminare i nemici a schermo sarà tutto quel che conta.

Tra le armi abbiamo fucili a pompa, lanciamissili, plasma a ricerca. Ce n’è per tutti i gusti.

Robonauts potrebbe essere considerato uno sparatutto 2D a scorrimento, anche se proprio la parola “scorrimento” necessita di una grossa precisazione. Una delle caratteristiche che più contraddistingue la produzione del team polacco Qubic Games è quella di usare piccoli pianeti, quindi visibili interamente e sferici, come setting per le battaglie che il robottino deve affrontare. Ne esce perciò uno scorrimento circolare che vi farà ruotare attorno ai pianeti, con la possibilità di passare dall’uno all’altro con un repentino cambio di gravità. Naturalmente ogni pianeta non è affatto piatto come superficie, ed è qui che emergono le sfumature da platform accennate in apertura di recensione. Un aspetto tutt’altro che di banale importanza, perchè la curva di difficoltà tende verso l’alto anche impostanto il livello Normale, il più basso disponibile. Eppure lo schema dei controlli è il più semplice immaginabile: un tasto per saltare, uno per il cambio di gravità e infine i grilletti per sparare con arma primaria/secondaria

Ciò che rende veramente pungente ogni livello, è la numerosa presenza di nemici diversi contemporaneamente, ognuno con peculiarità ed attacchi diversi. Abbiamo nemici spinosi, ragni che sputano palle di fuoco, una sorta di libellule con il pungiglione e via dicendo. Insomma, tra attacchi fisici, a distanza e volanti, talvolta nello stesso momento, sarà veramente difficile prendere le contromisure per evitare di perdere salute. Salute che, gestita dalla classica barra di energia, è recuperabile raccogliendo alcuni slime verdi (gentilissimi, dato che scivolano via e dovrete rincorrerli) che vengono generati dopo aver ucciso dei nemici. Immaginatevi di essere in mezzo a svariati nemici, eventualmente perfino in prossimità uno dei loro nidi che continua a generarne, e dover quindi sparare, evitare attacchi e raccogliere anche salute. Ecco, il quadro generale è questo. Senza contare che anche le armi più potenti compariranno quasi con lo stesso criterio degli slime di salute. Robonauts rappresenta il classico shooter da meccaniche basilari ma difficili da padroneggiare. Punto a favore o meno? Sta a voi, quel che è certo è che anche il livello di difficoltà Normale si dimostra piuttosto competitivo e non sarà raro dover riprovare più e più volte per riuscire nel completamento. Personalmente, Robonauts, al di là di alcuni nemici forse leggermente troppo potenti, è parso comunque ben bilanciato tra l’efficacia delle proprie armi e quelle dei nemici. Magari la presenza di qualche power up avrebbe potutto controbilanciare un po’ meglio il tutto, ma in ogni caso il titolo Qubic si è dimostrato una bellissima sorpresa, davvero divertente. Fattore da non sottovalutare è poi la possibilità di affrontare i 12 livelli di gioco in cooperativa, modalità che aumenta notevolmente il divertimento, specie se l’obiettivo è quello di ottenere la medaglia più alta a difficoltà difficile. Regalerebbe soddisfazioni.

Anche un pianeta con laser disattivabili. Tuttavia non è tra i più riusciti, dato che risulta più lento rispetto alla frenesia degli altri.

Robonauts è inoltre supportato da un comparto tecnico stupendo, luminoso e sgargiante più che mai nei colori e nelle ambientazioni spaziali, il cui unico appunto potrebbe essere una caratterizzazione dei pianeti limitata a qualche piattaforma e alture da saltare. Ma per il resto è davvero bello da vedere. E da sentire. Perchè la colonna sonora è qualcosa di eccezionale, composta da Simon Viklund, autore che in passato ha lavorato su Payday e Bionic Commando. Le tracce audio sono un mix di pop ed electro music, calzanti a pennello con la natura adrenalinica del gioco.

Il Buono

  • Uno shooter adrenalinico
  • Difficile e divertente...
  • Musiche fantastiche
  • Graficamente sgargiante

Il Cattivo

  • Alcuni nemici forse un po' troppo potenti
  • ...forse troppo difficile per alcuni
  • Qualche power up poteva essere introdotto
  • Pochi livelli
8

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Tra le console attuali, felice possessore di Switch e Xbox Series X.

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