Okurete wa ikemasen
Ogni livello presenta il suo boss finale. La ciliegina sulla torta in una tormenta hardcore di colpi
Se già di per sè la notizia di un nuovo side-scroller shooter (il genere di Ikaruga e Defender, per intenderci) dovrebbe renderci lieti, complice la scarsità di titoli afferenti al genere, la caratteristica che spicca di più in questo Sine Mora è la collaborazione al progetto dello studio Grasshopper.
Di primo acchitto, in realtà, non sembrerebbe esserci il pallino di Suda51, aka il Quentin Tarantino videoludico. La parte estetica del titolo, ben curata per essere un XBLA, sembra infatti pescare a piene mani dall’immaginario dello Studio Ghibli, “Porco Rosso” su tutti.
Un tale piglio estetico non viene sprecato, ma anzi, rompendo con ogni tradizione del genere, eccezion fatta per Miyamoto con Starfox, Sine Mora presenta una storia abbastanza complessa.
Il tema fondamentale, ripreso anche nel gameplay, è quello del tempo che scorre, nonchè la sua manipolazione. Vivremo la rabbia e la voglia di vendetta di un padre che, vedendosi strappare il figlio da un’assurda guerra, la stessa che ha decimato la sua specie, mette in atto un piano folle, una missione suicida. Con un manipolo di eroi tenterà, da una parte di salvare il figlio nel passato, dall’altra di vendicarlo nel futuro. Una trama un tantino pretenziosa, in realtà, ed a tratti vessata da una localizzazione in lingua italiana dei sottotitoli non sempre perfetta. Che vuoi che sia capire dei semplici dialoghi in inglese, dite? Bè, in realtà il gioco presenta dei dialoghi in lingua ungherese. Una strana scelta che forse si può comprendere osservando la storia di quel popolo, il quale, forse per volontà dei programmatori, è stato accomunato, nelle sue disgrazie, a quello fittizio degli Enkie, popolazione decimata nel gioco da una malvagio Impero.
Man mano che la storia prosegue, vestiremo i panni dei personaggi più disparati con rispettivi aircraft dal diverso fuoco secondario. Solo nella modalità arcade potremo decidere a priori quale navicella utilizzare. Ah, il multi: scordatevelo!
A livello di gameplay c’è poco da dire: siamo di fronte ad uno sparatutto a scorrimento orizzontale furioso. Di quelli che, un tempo, avremmo definito “mangia gettoni”. La quantità di proiettili su schermo, certe volte (NdZ:che dico, SEMPRE!), sfiora i limiti dell’assurdo e poco o nulla serve la trovata cromatica, comunque comoda, di alternare le raffiche nemiche tra colori azzurri e rossi: certe volte evitarle sarà quasi impossibile, salvo maturare una skill da vero campione. Al di là degli altri clichè del caso, come la raccolta di bonus per potenziare il fuoco o per attivare uno scudo, anche questo Sine Mora ha il suo perchè.
Il capolavoro insuperato di Treasure, Ikaruga, permetteva di “modificare” il colore della propria nave: se rosso, allora le raffiche rosse ci facevano un baffo e così via. Sine Mora, invece, vede il suo asset basarsi sull’utilizzo del tempo per allargare il bacino di utenza e far sì che ogni giocatore, non i soliti esperti del genere, possa godere del titolo. Il che, tradotto, vuol dire che il titolo in questione non vi umilierà brutalmente come un Ikaruga, portandovi ad abbandonarlo dopo il primo quarto d’ora per disperazione.
In pratica, in Sine Mora, ogni livello è diviso in “sezioni”, ciascuna delle quali va affrontata in un certo periodo di tempo (NdZ: Del resto, “Sine Mora” viene dal latino e sta per “Senza perdere tempo”). Quindi avremo un timer in alto, sullo schermo. Bene, quella è la nostra “barra di energia”: se veniamo colpiti il contatore scende di un tot, se abbattiamo nemici aumenta, ma comunque sia il suo arrivare a zero comporterà sempre la morte. Unite questa bizzarra caratteristica -che di fatto elimina l’instant death se si viene colpiti- alla possibilità di rallenare il tempo per evitare le raffiche di proiettili più B A S T A R X E e comprenderete quanto questo gioco sia ad ampio spettro. Chiunque avrà pane tosto da mordere, niubbi ed esperti. Questi ultimi potranno godere di tutta una vasta gamma di difficoltà selezionabili. Se risulterà troppo morbida la difficoltà più elevata affrontabile nello story mode, ci penserà la modalità arcade a far buttar giù i santi dal calendario.
Titolo consigliato ai fan del genere ed a tutti quelli che ne sono sempre stati affascinati, ma sempre allontanati dall’alta difficoltà. Il pregio più alto di Sine Mora è quello di far divertire tutti, accompagnando anche i videogiocatori più niubbi su sentieri di autoperfezionamento e, comunque, di gratificazione. Perchè di difficile è difficile, ma sicuramente riuscirete a finirlo ed a viverne per intero la trama. Unica pecca l’assenza del multi che tuttavia avrebbe stonato in questo contesto così storiacentrico, nonchè in determinate ambientazioni non proprio spaziose.
Piccola polemica: quanto risalto avrebbe avuto in più questo gioco se solo fosse stato distribuito per piattaforme portatili? Personalmente, la PsVita sarebbe stata la piattaforma più idonea.

.jpg)



