[RECENSIONE] Splinter Cell Blacklist

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[RECENSIONE] Splinter Cell Blacklist

splinter cell blacklist logoSam Fisher è tornato più furtivo e letale che mai.

Convinzione. Nonostante il titolo, Splinter Cell Conviction è mancato proprio di questo aspetto. Un esponente della serie che ha diviso parecchio il pubblico, tra chi lo considera un ottimo capitolo (sottoscritto compreso) e chi ha difficoltà nel valutarlo come un vero Splinter Cell prendendo come metro di paragone i suoi predecessori. Probabilmente il problema stava in un salto eccessivo verso l’approccio action che ha fatto storcere il naso ai fedelissimi del vecchio Sam Fisher. E Splinter Cell Blacklist arriva proprio con il proposito di trovare l’equilibrio giusto tra stealth e action, permettendo ai giocatori libera scelta su quale stile utilizzare in base ai gusti personali.

Blacklist ruota tutto su questo mix, dove risultano essenziali la costruzione di un level design che garantisca entrambe le strategie e la programmazione di un’intelligenza artificiale che, per ogni situazione possibile, si adegui di conseguenza. Nel primo caso Ubisoft ha pienamente centrato l’obiettivo, tornando prevalentemente ad ambientazioni più spaziose e tipiche dei primi capitoli, nonostante qualche zona di gioco riprenda la linearità degli scenari di Conviction. Cosa che comunque non è da considerarsi negativa, bensì utile come espediente per spezzare il ritmo di gioco. Ad ogni modo, gli spazi aperti funzionano anche grazie ad un’ottima varietà di strade per raggiungere il prossimo checkpoint e aggirare/eliminare i nemici. I percorsi alternativi spaziano da condotti di ventilazione a sporgenze nel vuoto, passando poi per edifici scalabili con finestre da cui tendere agguati, fino a tubi attaccati al soffitto e scale a pioli. Ed è anche per questa moltitudine di opzioni che lo stealth mode funziona tranquillamente anche in missioni alla luce del sole. Il tutto senza dimenticare un numero di coperture sempre ben dosato che comporta il giusto rischio nel passare di riparo in riparo anziché attraversare l’area sfruttando le altre strade. Un rischio che però aumenta anche per i limiti che spesso affiorano dal sistema di copertura, vale a dire episodi in cui Sam fatica ad utilizzare qualche riparo o si stacca da esso inavvertitamente, pur non dimenticando la dubbia comodità nel mirare il riparo successivo se la situazione si fa più concitata e sbrigativa.

1 splinter cell blacklist laser

In Blacklist la presenza di sistemi di sicurezza è, purtroppo, abbastanza ridotta. Solo verso le missioni finali e in alcune secondarie l’uso di laser e telecamere aumenta.

Fatti gli elogi per il level design, va levato qualche sassolino dalla scarpa a proposito dell’intelligenza artificiale, che mostra alcune pecche nelle due fasi di allerta e allarme. Ben congegnati i percorsi di ronda, che si adattano efficacemente in base al numero di sentinelle, le quali resteranno a portata di sguardo l’una dall’altra facendovi faticare anche dopo averne tolte di mezzo la maggior parte. Discorso un po’ diverso quando scattano i primi allarmi o i primi corpi esanimi ritrovati dai colleghi di guardia. Le ricerche si intensificano, si possono anche formare alcune coppie serrate di ricerca, ma non è escluso che qualcuno resti impallato negli stessi punti favorendo le vostre losche tattiche. In pieno combattimento, tutto sommato, le guardie si comportano bene stando vicine e dietro i ripari a spararvi o lanciare granate, ma qualche raptus di follia può capitare. Guardie che si avventano verso le vostre coperture come se non ci fosse un domani ne sono l’esempio perfetto, ed inoltre, nel caso in cui riusciste a dileguarvi, i tempi con cui le sentinelle tornano in fase di allerta sono forse troppo ridotti.

I miglioramenti rispetto alla base posta da Conviction proseguono sempre sull’onda dei diversi stili di gioco, il tutto grazie ad un sistema di punteggio e ricompense influenzato appunto dal modo in cui vengono affrontate le missioni. Fantasma, per giocatori silenziosi e non letali, Pantera, per azioni lampo furtive e letali, e Assalto, per scontri a fuoco, sono i tre stili principali che determinano il punteggio finale della missione e i crediti che vengono aggiunti al conto della squadra di Sam. Soldi che potranno essere spesi per personalizzare il proprio inventario personale con nuove armi, visori, gadget letali e non, oltre che tutte le parti del vestiario andando a modificare parametri come la furtività, armatura, maneggevolezza armi e via dicendo. Per la verità la gestione del denaro e dei gadget durante la missione non sarà poi così decisiva, da un lato per i generosi compensi economici e dall’altro per l’abbondanza di equipaggiamento disponibile a livello in corso (e comunque ricaricabile grazie a casse di rifornimento). Un aspetto che difficilmente diventa determinante, perfino per la difficoltà più alta.

2 splinter cell blacklist paladin

Ecco il Paladin, l’aereo dal quale opera la squadra di Sam. Il denaro guadagnato può essere utilizzato anche per aggiornare le strutture interne, ottenendo miglioramenti di vario genere.

Un ultima nota di gameplay riguarda l’unico filo diretto con Conviction, ossia le due features riprese pari pari del Mark & Execute e dell’ Ultima Posizione Nota. La prima in grado di permettere una rapida esecuzione a bersagli precedentemente selezionati dal giocatore, e la seconda utile ad organizzare i piani per dileguarsi dopo essere stati scoperti, con una sagoma trasparente che sta ad indicare la posizione in cui i nemici pensano di trovarvi. Va specificato però, che salendo con la difficoltà di gioco entrambe le caratteristiche tendono ad essere limitate o eliminate completamente.

Anche a livello di contenuti l’obiettivo è quello di ampliare le basi precedenti in quantità e qualità. In qualità di gioco, come già ampiamente spiegato in precedenza, non ci si può affatto lamentare, ma in quanto a trama siamo di fronte a un piccolo passo indietro. Fatta la premessa che quando si tratta di videogames che trattano di conflitti mondiali e terrorismo non è affatto semplice spiccare rispetto ai temi classici (e Blacklist non fa eccezione), questo piccolo passo indietro sta nella totale estraneità sul profilo personale di Sam e dei suoi colleghi di avventura, mentre in Conviction qualche situazione introspettiva ha aiutato maggiormente nel trasporto emotivo verso la storia principale. In Blacklist si narrano le vicende del terrorista Sadiq, intento ad arrivare alle alte cariche del governo statunitense per mezzo di una lista di attacchi imprevedibili e mirati a creare fraintendimenti politici con alcuni paesi dell’est. Ma, come detto, oltre questo non si va.

3 splinter cell blacklist risparmia uccidi

In alcuni spezzoni della campagna in singolo sarà possibile risparmiare o eliminare alcuni personaggi principali. Scelte però completamente ininfluenti sullo svolgimento della trama.

In quantità si raggiunge sicuramente l’apice della saga, con un gran numero di missioni secondarie suddivise in quattro categorie, ognuna per ogni altro componente della squadra. Ogni categoria propone anche un tema ricorrente, come il non farsi scoprire, sopravvivere a ondate di nemici (si, possono essere completate anche in stealth) o portare a termine obiettivi multipli. La caratteristica comune e sicuramente più interessante è la possibilità di giocare le missioni sia in singolo che in cooperativa, ad eccezione di quelle assegnate da Briggs, braccio destro di Sam durante la campagna in singolo. Quest’ultime sono completabili soltanto in co-op (in schermo condiviso o online con amici e giocatori casuali), anche se per la verità non ci sono scelte di gameplay particolarmente restrittive che dovrebbero pregiudicare la possibilità di affrontarle in singolo. Infatti si parla più che altro di qualche strada alternativa percorribile solo grazie a mosse cooperative come la scaletta umana o irruzioni su doppie porte.

Conti alla mano, si arriva quindi ad un totale di 27 missioni che tengono incollati allo schermo per un quantitativo di tempo invidiabile, di almeno 12-13 ore per la sola campagna in singolo a difficoltà Perfezionista (stealth mode sottinteso), la più alta delle quattro disponibili. Non bastassero, torna allo scoperto anche il multiplayer competitivo con la modalità Spie vs. Mercenari. Le Spie non sono nient’altro che un Sam Fisher trasportato nel multiplayer, quindi con nessuna novità di gameplay rispetto alle missioni in singolo e co-op, mentre i Mercenari si avvalgono di una visuale da FPS che rende le partite competitive asimmetriche e inusuali rispetto ai classici tipi di multiplayer in circolazione. Naturalmente Spie e Mercenari si contraddistinguono anche per opportune differenze di agilità, resistenza, abilità e tipi di armi/gadget, tuttavia parzialmente compensabili attraverso una personalizzazione in classi, modificabili con nuovi equipaggiamenti da sbloccare sempre attraverso il conto in banca, universale per single player e multiplayer.

4 splinter cell blacklist IMS

L’IMS, il tavolo tattico dal quale gestire i vostri fondi, selezionare missioni, accedere al multiplayer, o visualizzare l’elenco delle sfide che vi permetteranno di guadagnare soldi extra durante le missioni.

Il principio di base è questo, ma la modalità Spie vs. Mercenari non manca di alcune varianti, sia per la presenza o meno di equipaggiamento personalizzabile, sia per gli obiettivi da raggiungere per vincere la partita. Nella modalità classica i Mercenari saranno a difesa di tre terminali che le Spie dovranno hackerare, in Estrazione fondamentalmente le parti si invertono con i Mercenari a caccia di dati per poi portarli al sicuro, mentre in Controllo Dati lo scopo è quello di mantenere il possesso di centri di trasmissioni. Quanto alle mappe, sei quelle disponibili attualmente, si nota una complessità di poco inferiore alle ambientazioni del single player, con meno passaggi secondari e zone di media dimensione. Una scelta che comunque si dimostra efficace e giustificata dalla natura del multiplayer, anche a fronte di una suddivisione in squadre piccole, di massimo 4 giocatori ciascuna.

Graficamente Blacklist convince soprattutto nelle fase di gameplay, dove la resa visiva non tradisce le attese e sfoggia ottimi risultati a livello di illuminazione, manco a dirlo fondamentale per un gioco dove luce ed ombra fanno la differenza. Piuttosto, si storce il naso nei filmati di intermezzo, realizzati con il motore di gioco e per questo poco incisivi nei minimi dettagli e in particolar modo nei contorni, in certi casi leggermente spigolosi e affetti da aliasing. La notizia più lieta viene però dal reparto audio, con un cast di doppiatori azzeccato e capeggiato nuovamente dallo storico Luca Ward che torna ad impadronirsi delle corde vocali di Sam Fisher.

5 splinter cell blacklist espressioni facciali

Da sinistra a destra, Grim e Charlie, due compagni di viaggio. Da notare il buonissimo risultato ottenuto a livello di espressività facciale.

Difficile non consigliare Splinter Cell Blacklist. Ma certo, pur essendo presenti numerevoli opzioni per favorire anche gli scontri a fuoco, l’idea migliore sarebbe quella di non partire con le intenzioni di trasformarlo in un TPS qualsiasi, perchè la vera natura della saga è quella di stealth game. E Blacklist in questo è un must, che nonostante la permanenza di margini di miglioramento, riesce nei propositi di trovare i giusti equilibri tra i capostipiti della saga e le novità sperimentate in Conviction, proponendo una sfida all’altezza di chi ama nascondersi nell’ombra dietro alle tre luci del proprio visore.

[checklist]

  • Tante missioni
  • Ottimo level design
  • Il ritorno di Spie vs. Mercenari

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[badlist]

  • Sistema di copertura a volte scomodo
  • IA non sempre perfetta
  • Gestione del denaro e dell’equipaggiamento troppo generosa
  • Trama poco incisiva

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Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Tra le console attuali, felice possessore di Switch e Xbox Series X.

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