Si muove nell’ombra, è il più abile ed è finalmente tornato
Eh già, è passato davvero tanto tempo da quell’ultimo Deadly Shadows che uscì su PC nell’ormai lontano 2004. Oggi, a dieci anni di distanza, Garret torna finalmente sui nostri schermi grazie a Eidos Montreal: software house che negli ultimi tempi ha riesumato la saga di Deus Ex e in parte quella di Tomb Raider. Non è per niente facile incaricarsi di un compito del genere, ma soprattutto si tratta di un lavoro estremamente rischioso che potrebbe compromettere l’immagine del team di sviluppo o annerire anche il più roseo ricordo di un vecchio videogioco, provato parecchi anni prima. Alla fine però, anche questo titolo, annunciato circa quattro anni fa, è finalmente sbarcato anche sulle console di nuova generazione; vediamo com’è andata!
Proporre un reboot di una saga uscita su vecchie console, non è un’impresa semplice e comporta il rischio di deludere gli appassionati al brand. Per fortuna, come avrete intuito dalla valutazione, questo Thief non cade in questa trappola, anzi riesce con qualche mossa azzeccata a rinnovare, senza stravolgere lo stile di gioco classico e il gameplay. Quest’ultimo è stata influenzato, sotto alcuni aspetti, dai vari action usciti nel corso degli anni, primo fra tutti: Assassin’s Creed. Infatti è stato semplificato e ridefinito il concetto di salto, che sarà ora automatico con l’avvicinarsi ad una sporgenza, in modo da muoversi più semplicemente tra un ostacolo e l’altro, contribuendo ad incrementare la mobilità e la reattività dei balzi. Se questo che ho appena citato possiamo ritenerlo un’elemento positivo, non possiamo certo dire la stessa cosa per la “modalità concentrazione”; ovvero quella sorta di raggi X, introdotti a forza come in Thief anche in altre produzioni, che ci riveleranno senza il minimo sforzo dove si trovano i nemici e gli oggetti sparsi sulla mappa. Durante la produzione è stato sfruttato un procedimento analogo, secondo me, a quello impiegato dal team di sviluppo per Splinter Cell: Blacklist, ovvero si è cercato, là per mezzo dei vari approcci alle missioni e qua tramite l’esplorazione, di compiacere un maggior numero di persone.
Uno degli elementi più criticati è l’eccessiva linearità con cui ogni missione, ogni quest, ogni schema ed ogni puzzle ambientale viene risolto. Tutto ciò è facilmente confutabile perché, nonostante la semplicità e l’eccessiva chiarezza delle richieste semplifichi ed accorci enormemente il gioco, questi elementi possono sempre essere contrastati dall’iniziativa del giocatore, che si può perdere nell’esplorazione dei luoghi, spinto dalla curiosità o dal desiderio di nuovi oggetti da rubare. Tuttavia, le mappe restano sempre fin troppo ristrette e povere dal punto di vista delle scelte; state tranquilli che non vi ritroverete consumati dal dubbio riguardo quale strada o che tipo di approccio scegliere per completare la missione; tale elemento influisce anche in termini di longevità, la quale si attesta sulle 10 ore circa.
Questo Thief, che tanto ci ricorda Dishonored, è completamente diverso da quest’ultimo per un motivo di certo non trascurabile: gli scontri. In Thief vi saranno non troppe armi ed il nostro ladro prediligerà sempre gli attacchi a sorpresa, stordendo o uccidendo chiunque gli si parerà davanti. Non solo, ma saranno moltissimi i momenti in cui sarete costretti a muovervi nell’ombra cercando di non far rumore, o ad utilizzare frecce per spegnere le luci. Contribuirà a rendere molto più gradevole e sensazionale la nostra esperienza di gioco una grafica nettamente all’altezza, nonostante qualche bug assurdo riguardo i nemici, che si potranno bloccare in un punto, ignorando qualsiasi cosa gli accada attorno, ma soprattutto un’ambientazione magnifica e ben dettagliata in ogni suo punto, in particolare per quanto riguarda gli interni. In questa oscura e misteriosa città farete la conoscenza di Basso e della ladra Erin, i quali purtroppo non si inseriscono perfettamente nella storia ma anzi, finiscono per passare fin troppo in secondo piano. Tale mancanza è in parte dovuta alla narrazione, che da l’impressione di non essere stata particolarmente curata ed adattata, e che procede con un ritmo meno incalzante del previsto.
L’elemento meno riuscito e forse il più tirato via è l’IA nemica, davvero troppo imbranata ed insensibile a rumori, movimenti, e dotata di un campo visivo ristrettissimo; ad arricchire una situazione così precaria ci pensa la presenza di pattern fissi, che non variano con i game over del giocatore e che semplificano il titolo, lasciandoci prevedere senza troppe difficoltà i movimenti nemici. Fortunatamente anche in questo caso è previsto un rimedio, ahimè soltanto parziale, per risolvere questa enorme pecca. Sarà quindi possibile scegliere un ulteriore livello di difficoltà come avveniva ad esempio in The Last of Us o in Hitman che renderà il tutto notevolmente più complicato, ed eliminerà (per fortuna) la modalità concentrazione.
Thief è senza dubbio un ottimo prodotto, tuttavia il ritorno sugli schermi del ladro più famoso al mondo, avrebbe meritato un sforzo a livello di produzione un po’ più impegnato, mirato ad un maggior coinvolgimento a livello di trama e ad un importante procedimento di risoluzione dei mille bug che minano l’esperienza di gioco. Al di là di questo, il titolo è molto buono, lodevole dal punto di vista grafico, quasi perfetto per quanto riguarda lo stile di gioco ed il gameplay e particolarmente ispirato nel level design. È un videogioco che consiglierei sicuramente agli amanti del genere stealth, ma anche a coloro i quali volessero avvicinarvisi per la prima volta, per prendere confidenza, con questa magnifica tipologia di videogioco.
Il Buono
- Graficamente bello
- Stealth di buona qualità
- Level Design curato e dettagliato
Il Cattivo
- Non esiste il cambio dei pattern
- Difficoltà mirata verso il basso
- Narrazione poco intrigante






