Tiny Tina’s Wonderlands

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[RECENSIONE] Tiny Tina’s Wonderlands

Quando si parla di shooter looter (o shlooters per gli amici), ci sono due filosofie principali. Destiny, serio e con una lore talmente profonda da perdonargli anni di narrativa che sembra scritta da 200 scimmie in una stanza, e Borderlands, dove la storia e la lore possono essere totalmente ignorate perché quest’arma fantastica che avete appena preso sarà spazzatura il momento stesso in cui ne troverete un’altra. Per il resto, entrambi offrono un’esperienza divertente da soli ma eccezionale in compagnia. Ma se Destiny è un live game con appuntamento annuale per il drop di contenuti nuovi, la serie 2K preferisce offrire un gioco completo e qualche DLC per poi passare al prossimo, spesso con un’attesa non proprio breve (sì, sto parlando di BL3).

E’ proprio da uno di quei DLC, Tiny Tina’s Assault on Dragon Keep che viene l’ispirazione per Wonderlands, uno spin-off della serie che tenta di unire l’umorismo e il gameplay tanto amati dai fan al fantasy, di forte ispirazione D&D. Ma può un semplice cambio di stile attrarre nuovi utenti senza deludere i fan delle avventure precedenti?

Il cambiamento principale rispetto al passato è dato dall’ambientazione e dalla storia, soprattutto nel modo in cui è raccontata. Se nei vari Borderlands a farla da padrone era uno scenario desertico/post-apocalittico alla Mad Max, qui siamo nel regno del fantasy puro, con foreste, castelli e cave da esplorare, anche se stilisticamente la differenza non è tanta.

Al posto di scegliere un personaggio predefinito, avrete un editor per creare l’avatar che più vi aggrada, per poi scegliere una classe con specifici bonus e abilità e assegnare i vari punti alle caratteristiche che più vi interessano.

Finita la creazione, Tiny Tina, famoso personaggio secondario della serie, fungerà da Dungeon Master, raccontando una storia assolutamente fuori di testa con personaggi strambi e avvenimenti improvvisati al momento. I dialoghi sono un continuo entrare ed uscire “dal personaggio”, consci di star giocando a un gioco di ruolo, con un battibeccare continuo. Il mix che ne esce fuori è fenomenale, soprattutto se siete amanti dei GDR da tavolo e vi siete trovati in situazioni simili in passato. Il tutto sostenuto da un doppiaggio, unicamente in inglese, assolutamente fenomenale con attori quali Will Arnett (Bojack Horseman, Arrested Development) e Ansy Samberg (Brooklyn 99) e il ritorno di Ashly Burch nel ruolo di Tina.

 

A differenza di quanto visto nei titoli della serie principali, non avrete un open world per il quale viaggiare, ma una mappa del mondo dove muovervi in modo limitato tra le diverse aree che la compongono, con tanto di combattimenti casuali, collezionabili e scorciatoie da sbloccare. Questo aiuta a mantenere l’azione più contenuta, rendendo gli spostamenti e l’esplorazione più interessanti.

L’ambientazione fantasy permette di introdurre diversi tipi di nemici che stonerebbero in un Borderlands classico. Si va da troll a scheletri, con goblin e demoni di contorno. Una bella varietà, anche se, inevitabilmente per il genere, affronterete lo stesso tipo di nemici tantissime volte.

Bisogna essere chiari: A livello dl gameplay, il DNA è puramente Borderlands. Di base siamo di fronte alla stessa formula vista, e amata, in passato. Tonnellate di armi da fuoco da raccogliere, fucili, pistole, lanciarazzi, mitragliatori e tutte le possibili variazioni e mix tra queste. Inizialmente potrete equipaggiarne unicamente due (più una per il corpo a corpo), ma salendo di livello sbloccherete altri due slot per un totale di 4. Alcune armi faranno anche danno elementale, tra i quali fuoco, ghiaccio, veleno, fulmine, solitamente più o meno efficaci per qualche tipo di nemico o semplicemente in grado di creare status negativi/danno ad ogni turno.

Come detto precedentemente, al momento della creazione del personaggio sceglierete anche una classe, in grado di darvi particolari poteri e attitudini e un compagno esclusivo. Salendo di livello sbloccherete punti abilità che potrete poi usare per acquisire nuove abilità passive. Proseguendo nell’avventura sbloccherete anche una seconda classe da equipaggiare, in grado di darvi ancora più possibilità di personalizzare le vostre abilità e stile di gioco.

Ovviamente non si può parlare di uno shlooter senza parlare di loot. E come sempre avete disponibili i soliti livelli di rarità, ai quali corrisponde una possibilità sempre più alta di moltiplicatori e punti danno. Ma il loot non si limita agli strumenti di distruzione, con la possiblità di equipaggiare scudi (nel senso FPS del termine), armature, anelli e collane. Le granate sono qui sostituite da magie, con un cooldown da rispettare per poterle lanciare di nuovo. Purtroppo con le tonnellate di bottino, torna anche il dover stare continuamente a gestire l’inventario. Nonostante sia possibile estenderne la capienza nell’hub principale del gioco, raccogliere tutto quello che vi capita di fronte significa dover fare visite frequenti ai rivenditori o fermarsi a gettare equipaggiamento per poter raccogliere quella nuova fantastica mitragliatrice.

Oltre alla missione principale, Wonderlands offre un numero non indifferente di quest secondarie da completare che vanno da semplici fetch quests di pochi minuti a complicate sequenze in grado di occuparvi per intere sessioni di gioco. Nonostante non sia obbligatorio completarle tutte, spesso vale la pena per potervi portare al livello adatto per la prossima missione principale o raccogliere qualche nuovo pezzo di equipaggiamento.

Una volta finita la campagna, sbloccherete una nuova modalità che funziona da endgame e vi permette di affrontare dei dungeon generati casualmente, per ottenere equipaggiamento ancora migliore.

Tecnicamente non siamo di fronte a nulla di particolarmente notevole. Il feeling è quello di familiarità, è un Borderlands con skin diverse e questo non è necessariamente un male. A conti fatti gira benissimo sulle console moderne e PC e, tolto qualche bug qui e lì, l’esperienza è più che piacevole grazie allo stile grafico in cel-shading e all’ambientazione fantasy.

Nonostante sia godevole da soli, è in co-op che la formula splende e il sistema di drop-in è ottimo. Avete un amico online che sta giocando? Saltate nella sua partita in qualunque momento e in pochi secondi sarete a massacrare goblin in compagnia. Volete continuare da soli? Uscite e chiudete la vostra partita e nessuno vi disturberà. Avete amici che giocano su una piattaforma diversa? Nessun problema, Wonderlands supporta il cross-play. Fenomenale.

Tiny Tina’s Wonderlands è uno spin-off ottimo che mantiene vivo e chiaro lo spirito della serie da cui è tratta, offrendone tutti i punti forti ma con diverse novità in grado di smuovere un po’ la formula in attesa di un eventuale quarto capitolo. Il cast di personaggi strambi, i dialoghi e il modo in cui le narrative tra ciò che è reale e ciò che è gioco nel gioco si intrecciano in modo esilarante e non potrà che strapparvi diversi sorrisi. Se ciò che cercate è uno shooter da giocare in compagnia, Wonderlands è facile da consigliare anche in un anno pieno di uscite di rilievo come questo.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Borderlands in D&D è un’ottima premessa
  • Doppiaggio fenomenale
  • Gunplay eccellente
  • Un umorismo unico ed efficace

Il Cattivo

  • Mancanza di doppiaggio in italiano
  • Gestione dell’inventario ancora stressante
8.5

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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