Toy Story 3

Hai un amico in me...

Recensione

Toy Story 3

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Sono passati addirittura 15 anni da quando Woody e Buzz hanno fatto il loro ingresso nelle sale cinematografiche, eppure non li ho mai dimenticati. Il primo Toy Story è rimasto uno dei ricordi più indelebili della mia infanzia, e come me, molti altri bambini (e non) di quell’ epoca ne sono rimasti segnati. Sarà per questo motivo, sarà perché ho guardato tutti i film negli ultimi 3 giorni o sarà perché da quando ho inserito il disco nella console la canzoncina “Hai un amico in me” non mi esce più dalla testa, ma sono veramente entusiasta all’idea di poter scrivere un pezzo su questo fantastico mondo che Pixar ha portato dentro di noi. Se poi si tratta di videogames, meglio ancora. E poi, nella maggior parte dei casi, staremo qui a parlare della classica trasposizione videoludica finalizzata allo scopo di trasformare una licenza in soldi facili “regalando” esperienze a dir poco superficiali, ma questa volta vi assicuro che è diverso. Devo solo spiegarvi il perché.

“Questo non è volare…E’ cadere con stile”

Dove eravamo rimasti? Ah si, vi avevo detto che Toy Story 3 è diverso. E’ diverso a partire dal fatto che la modalità portante non è la solita campagna che dovrebbe riassumere e permettervi di rivivere le vicende dell’ omonimo film. Non vi spaventate comunque, c’è anche quella, solo che in questo caso è vista più come un extra, un bonus. E prima di parlarvene, preferisco esporvi il vero nucleo principale su cui si basa il videogame, ossia la modalità “Toy Box”. Il nome è piuttosto esplicito, la “Scatola dei Giocattoli”. Anche se da bambini è usanza comune lasciarli dispersi per tutte le stanze della casa, penso che tutti voi abbiate avuto una scatola, un baule o un qualsiasi luogo dove riporre i vostri giocattoli tutti assieme, giusto? Poi da quella scatola li andavate a pescare e grazie alla vostra semplice ma potente immaginazione li combinavate per creare favolose avventure. E’ proprio questo il concetto che gli sviluppatori degli Avalanche Studios hanno voluto riportare nel videogame, loro vi danno lo scenario e voi usate la vostra fantasia per fare ciò che vi passa per la mente. Ora però andiamo un po’ nei dettagli.

All’inizio vi ritroverete in un piccolo villaggio del selvaggio West e starà a voi espandere, costruire e modificare questo grande mondo nei panni dello sceriffo Woody, di Buzz o di Jesse (anche di Zurg nella versione per Playstation 3). Per fare ciò avrete bisogno di guadagnarvi un po’ di oro, e il modo migliore per farlo sono le decine di missioni che vi verranno offerte mentre esplorerete l’area di gioco. Durante la vostra permanenza nella scatola dei giocattoli avrete a che fare con diverse tipologie di missioni, da quelle di stampo platform a quelle più incentrate sul combattimento e, una volta che avrete messo da parte i primi risparmi grazie alle missioni iniziali, o meglio tutorial, sbloccherete l’accesso ad una speciale macchina da cui potrete ordinare nuovi giocattoli, edifici o aree. Ognuna di queste cose porterà interessanti novità anche a livello di gameplay: tra i giocattoli troverete ad esempio il vostro fidato Bullseye che vi permetterà di partecipare a gare a tempo, così come gli altri veicoli disponibili che non voglio svelarvi, o una macchina in grado di aumentare/diminuire le dimensioni di qualsiasi cosa, gli edifici potrebbero implicare anche una serie di eventi casuali come le rapine in banca, mentre le nuove aree saranno spesso studiate per offrire un nuovo tema di base, missioni, un nuovo tipo di level design, nuovi oggetti da utilizzare come la bacchetta magica nel mondo delle favole. Tra l’altro una volta che sbloccherete la possibilità di acquistare nuovi giocattoli o aree, sarete interrotti da un breve filmato di presentazione dell’oggetto in questione, ovviamente caratterizzato dall’umorismo tipico della serie. Comunque, la grande varietà di missioni, giocattoli e aree garantisce al gameplay di non cadere mai nella ripetitività e vi assicuro che nella modalità Toy Box le scoperte sono sempre dietro l’angolo.

Riciclaggio Sceriffo. Riciclaggio.

Nelle prime righe dell’ultimo discorso vi avevo anche detto che il piccolo villaggio iniziale era destinato ad espandervi per mano vostra. E infatti la personalizzazione è uno degli aspetti più importanti di questa modalità. Sparse per il mondo di gioco, troverete decine e decine di capsule contenenti vernici, decorazioni e stili per i vostri edifici e magliette, acconciature e completi per i cittadini (non mancano inoltre accessori con lo stile di altri film Pixar come “Alla Ricerca Di Nemo” e “Gli Incredibili”). Vi basterà posizionarvi davanti ad un edificio e sfoderare la vostra cassetta degli attrezzi per dare alla città il vostro tocco personale, modificando i rivestimenti, le porte, le finestre, i balconi e le rifiniture. Invece, per quanto riguarda i cittadini, vi basterà prenderli tra le vostre braccia e scaraventarli nelle finestre/porte dei vari negozi per vestirli e acconciarli a vostro piacimento. Potrete così dar vita ad un villaggio tutto spaziale, fiabesco abitato da creature adatte o fare un mix di entrambe le cose. Avete carta bianca.

Inoltre se proverete a ricreare le immagini a tema del Pict-o-matic, una sorta di libreria digitale di foto, riuscirete anche a guadagnare qualche soldino in più.

Come è giusto che sia, la modalità Toy Box si approccia (ma anche tutto il resto del gioco) maggiormente ad un pubblico giovane e non offre certamente un alto livello di sfida ma nonostante questo riesce comunque ad abbracciare diverse tipologie di gamers: bambini, amanti della personalizzazione, cacciatori di collezionabili, fan di Toy Story e non solo.

“Comando Stellare rispondete. Individuata forma di vita ostile, procedo all’identificazione.”

E ora passiamo alla modalità storia. Anche in questo caso gli standard a cui ci ha abituato la maggior parte dei tie-in sono stati un po’ trascurati, e per fortuna. Quando si parla di videogames tratti da pellicole cinematografiche si finisce spesso col ritrovarsi una modalità campagna fin troppo fedele alla controparte proiettata nelle sale, con il risultato di un gameplay quasi forzato. Stavolta non è così. Gli Avalanche Studios si sono concentrati solo su alcuni punti chiave del film, che hanno riletto sotto un altro punto di vista per adattarli al meglio ad una trasposizione su un videogame. Le missioni che compongono la campagna propongono così sezioni puzzle, platform e anche sparatutto in terza persona e, anche se alcune saranno dedicate ad un personaggio specifico, permetteranno di assumere il controllo di Jesse, Woody e Buzz nello stesso livello. I tre personaggi principali avranno anche delle mosse speciali, motivo per cui è stata implementata la possibilità di cambiare giocattolo in qualsiasi momento tramite la pressione di uno dei tasti dorsali. Durante i livelli troverete anche altri oggetti collezionabili come figurine o gettoni, utili a raggiungere ricompense per la modalità Toy Box o comprare giocattoli da esposizione nel negozio di Al.

Tornando alla scelta di riprodurre solo alcune parti specifiche del film, penso che abbiate capito che essa crea sicuramente benefici a livello di gameplay, ma allo stesso tempo bisogna ammettere che causa qualche lacuna a livello di narrazione, a volte troppo superficiale nel passaggio tra una missione e l’altra. L’altro difetto che affligge lo story mode, oltre alla difficoltà abbastanza semplice come accade per la modalità Toy Box, è la longevità. Come aveva già espresso Jon Warner, producer del gioco, si tratta di una modalità extra, ma le ore che impiegherete a concludere la campagna sono comunque pochissime.

Prima di passare ad analizzare il comparto tecnico, credo di essermi dimenticato di dirvi una cosa. C’è la co-op! E per tutte e due le modalità! Con un amico nello story mode, cosa che magari vi spingerà a rigiocare questa modalità per aumentarne la longevità, potrete così evitare di cambiare personaggio ogni volta che avrete bisogno di una mossa speciale. Nella modalità Toy Box il secondo giocatore potrà prendere parte alla partita in qualsiasi momento e sarà completamente libero di vagare per l’area di gioco, svolgere missioni e personalizzare la città proprio come il giocatore 1, godendo quindi di una totale indipendenza.

Casa di Zurg. Ospitale come poche.

Tecnicamente Toy Story 3 non è sicuramente nulla di eccezionale, ma nel complesso è comunque una gioia per gli occhi. Textures colorate e di buona qualità, personaggi realizzati fedelmente e molto curati (in particolare i protagonisti principali) e un level design ispiratissimo in ogni area di gioco. Ogni tanto si mostrerà qualche bug (FU-SIO-NEEEE, ah no era DragonBall quello) ma comunque nente di preoccupante che possa minare l’ottima giocabilità del titolo. Il comparto audio è altrettanto all’altezza della situazione, con le voci dei doppiatori italiani originali e tutte le musiche che hanno caratterizzato questa fantastica saga.

E per finire? Complimenti e grazie ai ragazzi di Avalanche Studios perché Toy Story è un nome che pesa, e affiancare un ottimo videogame a una perla dei film di animazione (Non l’avete ancora visto? Male, molto male) non è affatto una cosa semplice. Pur con un target principale focalizzato sui bambini, Toy Story 3 può far divertire chiunque: hardcore, casual o qualunque tipo di videogiocatore ci si definisca. La modalità Toy Box centra il suo scopo di far ricordare e far rivivere, seppur in modo diverso e più limitato, i tempi in cui spensieratezza e immaginazione non incontravano ostacoli, mentre lo Story Mode si rivela un piacevole modo per ripercorrere il film, nonostante qualche sassolino nella scarpa. Speriamo che sia un esempio per tutti i tie-in futuri.

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  • Modalità Toy Box longeva e varia
  • Divertente e adatto a tutti
  • Level Design di grande qualità

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  • Campagna breve
  • Difficoltà non certo alta

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