[RECENSIONE] Ico & Shadow of the Colossus Collection

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[RECENSIONE] Ico & Shadow of the Colossus Collection

Poesia e videogioco. Un concetto inizialmente assurdo, divenuto realtà con l’avvento delle console a 128 bit e alle saghe che hanno reso grande il mondo dei videogiochi. Concetto che è andato man mano perdendosi dai più che spinti dalla brama di fare soldi si limitano a creare ciò che piace, non ciò che viene loro dal cuore. Prima di questa generazione esistevano grandi uomini che spinti dalla passione davano vita al loro ideale poetico di videogame.

Tra i più annoverati, come un Michelangelo della videoludica, troviamo Fumito Ueda. Se avete posseduto una PS2 e non giocavate solo alle licenze cinematografiche o ai calcistici allora le sue due maggiori, e uniche, opere non possono esservi sfuggite. Trattasi di Ico e Shadow of the colossus.

Due avventure, due storie diverse, mille apparenti intrecci ma nulla di mai confermato. E in attesa del terzo incommensurabile must have del poeta videoludico un’altra SH su consenso di Sony si è occupata di riproporre le vecchie perle per chi se le fosse perdute, ma anche per chi si senta nostalgico.

Ico e SotC tornano dunque rispettivamente dopo 10 e 5 anni, upgradati graficamente ma con l’anima intatta.

Differenza versione HD/versione SD

Ico

Ico è la prima grande avventura di Ueda: impersonerete un bambino che, nato con le corna ritenute nel suo villaggio segno demoniaco, viene condotto all’interno di un castello per essere imprigionato. Da lì riuscirete però a liberarvi e salverete Yorda, una ragazza dall’esile figura quasi eterea, indifesa e capace solo di fare piccoli salti. L’unica sua capacità è quella di interagire con rocce speciali che vi bloccheranno il cammino e di spostarle per liberarvi il passo, ecco dunque che sarete costretti a portarvela dietro per riuscire a fuggire dalla prigionia.

L’idea di base è quella di un puzzle game: vagherete per il castello e dovrete risolvere enigmi ambientali per creare una strada accessibile a Yorda, in un crescendo di difficoltà. Il secondo ostacolo sarà rappresentato dai mostri che popolano la costruzione: esseri d’ombra che desiderano solo rinchiudere nuovamente la ragazza nella sua cella e toccherà a voi scacciarli con una speciale spada.

Ecco dunque che la formula di gioco di Ico è completa: un ragazzo senza nessun potere particolare, una ragazza a cui dovrete costruire la strada e in grado di aprirvi punti inaccessibili, mostri d’ombra a cercarvi e tanti, tanti enigmi ambientali.

Ico e Yorda, anime inseparabili che condividono una delle avventure più belle di sempre.

Shadow of the colossus

SotC è la seconda opera di Ueda, molto controversa a livello di trama. Seppur direttamente non esista nessun collegamento tra questo e Ico, il fatto che inizialmente il progetto fosse denominato Nico (che in giapponese significa Ico 2, da Ico + Ni) e i molti elementi comuni tra i due i protagonisti e ambienti ha fatto fare i trick mentali più assurdi ai fan della saga.

“Ufficialmente” voi sarete Wonder, un ragazzo che giunge nella terra proibita degli Dei per riportare in vita la sua ragazza. Sarete costretti a stringere un patto con Wormin, la divinità dormiente e dovrete abbattere per lui i 16 colossi sparsi per la piana. Qua le cose si complicano: i colossi sono, appunto, veri e propri edifici con le gambe e per tirarli giù dovrete montare loro addosso (capendo prima come) e poi raggiungere i suoi punti deboli sparsi per il corpo, il più comune è sulla testa. In groppa a questi esseri non avrete comunque vita facile: saranno in grado di divincolarsi e scuotersi per esaurire il cerchio della resistenza, una speciale icona che divenuta vuota vi farà perdere il grip alla cosa su cui siete attaccati. Il game over è rappresentato invece dalla morte del personaggio tramite azzeramento della seconda barra a schermo.

L’avventura si snoderà dunque tra questi 16 nemici, gli unici del gioco, e le cavalcate per la piana alla ricerca dei nascondigli dei mostri, di frutti e lucertole in grado di aumentare progressivamente la vostra vita e resistenza. Presente anche una modalità difficile e time attack dove abbattere i colossi in un determinato tempo per ottenere varie ricompense.

Aguzzate l’occhio, forse vedrete anche Wonder.


Anche l’occhio vuole la sua parte

Se fino a ora abbiamo trattato separatamente i due giochi, è tempo di unirli tutti sotto un unico titolo per trattare dell’argomento più “scottante”: l’upgrade grafico. È tuttavia ingiusto parlare per entrambi insieme visto che Ico è vecchio di 10 anni e SotC di 5 e di conseguenza la differenza grafica tra uno e l’altro nelle versioni originali si nota assai. In questa collection però no: ogni texture viene portata alla stessa definizione (1080p, il massimo generazionale) e ci resta solo da trattare le differenze tra collection-copia originaria.

Il balzo grafico da Ico a ora è ovviamente il più evidente: prima molte texture erano sbiadite seppur fossero più che ottime per i tempi, adesso invece appaiono molto più delineate e sicure, anche l’effetto di luce è cambiato rendendo molto meglio la differenza spazi aperti/spazi chiusi.

Su SotC la differenza si nota meno, nonostante ci sia e evidentissima anche: l’unica differenza è data, ancora, dall’upgrade grafico generale ai 1080p che adesso rendono Wonder e 16 colossi molto dettagliati e decisamente più gradevoli alla vista. Colonna sonora rimasta fortunatamente invariata, semplicemente divina.

Conclusione

La Ico collection dunque riesce nell’impresa di apparire con rinnovata forza sugli scaffali dei negozi grazie a un upgrade grafico ben studiato e unitario. L’anima generale delle due opere è invece rimasta intatta: immergervi nuovamente o per la prima volta nei fantastici mondi (o nel fantastico mondo?) di questi due giochi vi farà dimenticare ogni cosa e vi saprà regalare o riproporre emozioni fortissime. Acquisto obbligato per tutti considerato il prezzo budget.

 + Ico

+ Shadow of the colossus

+ HD e stereoscopia

+ Unici nel loro genere

– Per chi già li ha giocati infinite volte non c’è nulla di nuovo

– Unici nel loro genere

Scritto da: admin

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