ABBIAMO BISOGNO DEI GIOCHI RIMASTERIZZATI?
Vi faccio una domanda: l’uscita sul mercato delle nuove console è sufficiente per poter affermare di essere entrati di diritto nella next gen? Non serve spremersi troppo le meningi per rendersi conto che la risposta ovviamente è no. Malgrado la presenza di qualche gioco che merita la nostra attenzione, compresi gli Indie, i titoli di lancio offerti da Sony e Microsoft sono molto lontani dal poter essere usati come valido motivo di acquisto delle nuove console. Nel corso dei mesi passati in attesa dell’uscita di PlayStation 4 e Xbox One ne abbiamo seguito con ansia gli sviluppi, i rumor e le polemiche accanite sull’hardware, tanto da farcele sentire quasi come parte “della famiglia”. Le avremmo comprate lo stesso nonostante sapessimo già a cosa saremmo andati incontro. E così è stato. C’era e c’è però qualcosa che manca ancora all’appello, qualcosa di più importante delle console stesse: i giochi.
Ecco quindi, in un periodo di magra come questo, ricomparire lo spirito dei giochi passati, incipriati in chiave next gen. Tutto è iniziato a gennaio con la Tomb Raider Definite Edition che al prezzo pieno di listino offriva una Lara più reale e qualche nuovo effetto grafico utile a nascondere la polvere sotto il tappeto. Non passa molto tempo che all’orizzonte compare anche The Last Of Us Remastered. Ed è quì che mi sorgono i primi dubbi. Prima di spingermi oltre però, vorrei fare una breve digressione. La moda, o per meglio dire il trend, dei remake games non è affatto nuova, nasce infatti durante la scorsa generazione. Prendere un titolo per PlayStation 2/Xbox e riproporlo in HD era qualcosa che aveva un suo perchè, anche se il lifting grafico a cui erano sottoposti i giochi era fine a se stesso e non apportava nessuna nuova esperienza al gameplay, che rimaneva identico alla versione originale. Durante il ciclo vitale delle 2 console, i remastered games (d’ora in avanti r.g.) sono pian piano aumentati ed hanno preso possesso di una considerevole fetta di mercato. E così, quasi per inerzia, dopo soli pochi mesi di uscita delle nuove console, ecco che la storia si ripete e non sembra volersi fermare. Nascosti lì nell’ombra infatti, dovrebbero esserci anche i remake di Metro, della triologia di Mass Effect, di Grand Theft Auto 5 e di Beyond: Two Souls.
Da videogiocatore non posso quindi non chiedermi se questi r.g. siano realmente necessari o se siano solo frutto di attente indagini di mercato per far gonfiare i portafogli alle software house che, con un lavoro relativamente poco oneroso, riescono a trarre il massimo profitto. Nel corso della stagione videoludica passata (temporalmente parlando), ho sempre pensato che questi remake non fossero altro che delle semplici “commercialate”. Col tempo però, il mio punto di vista é mutato e si é fatto plasmare dal corso degli eventi, pur mantenendo un certo attaccamento alla vecchia linea di pensiero. Prendiamo per esempio il su citato The Last Of Us Remastered. Osservando attentamente ciò che l’intero pacchetto offre si vede subito che non si tratterà della versione “liscia” bensì della GOTY con tutti i DLC e pack vari al seguito. Un bel colpo, verrebbe da pensare. E infatti potrebbe esserlo se non per un piccolo particolare: il costo. Mi domando quindi se sia lecito (ri)proporre un gioco uscito neanche un anno fa con grafica sotto steroidi a prezzo pieno. Il rivedere un titolo come TLOU su PS4 la dice lunga sul ciclo vitale della passata stagione che è tutt’altro che in discesa, ma è anche un valido punto di osservazione per la next current gen. Dati di vendita alla mano c’è da considerare anche quella fetta di neo giocatori che si affaccia per la prima volta alle console e che potrebbe vedere nella PlayStation 4 un valido punto di partenza grazie proprio a questo remake. Oppure per chi proviene da ambiente Microsoft potrebbe essere il momento giusto per “convertirsi”. Portare sulla real next gen una killer app che è servita da apripista per le nuove console nella old gen potrebbe essere una genialata. “Batti il ferro finchè è caldo”, recita un detto e da questo punto di vista si può capire come mai la Sony abbia deciso di far uscire questo gioco ora anzicchè aspettare i canonici 2,3 anni. Tale manovra però fa anche riflettere sulla questione retrocompatibilità i cui problemi vanno ben oltre le limitazioni tecniche, se di limitazioni realmente si tratta.
I r.g. sono quindi utili a chi non li ha ancora provati e non vuole lasciarsi sfuggire delle pietre miliari. Chi invece ha già avuto modo di giocarli, potrebbe farsi ammaliare dall’offerta proposta e cedere alla tentazione il cui unico rammarico rimane sempre il prezzo di vendita, ma grazie al mercato dell’usato si potrebbe risolvere in parte il problema. Eticamente parlando sarebbe infatti più opportuno che lo sconto venisse fatto direttamente dalla software house/publisher in modo così da invogliarne ulteriormente l’acquisto. Chi ad esempio è già in possesso della versione PS3 potrebbe guardare con maggiore interesse questo remake e chi invece sta ancora pensando a che gioco prendere su PS4 troverebbe sicuramente un valido punto di riferimento.
Analizzando il calendario delle uscite passate e presenti è comprensibile quindi capire come mai siano state create le versioni rimasterizzate di Tomb Raider e di The Last Of Us ed in generale i vari r.g. I motivi sono principalmente due: soddisfano sia i fan originali che chi non li ha ancora giocati e riempiono il buco lasciato dalle nuove IP e dai titoli tripla A. Nonostante questo, la preoccupazione principale rimane il prezzo che potrebbe non essere un deterrente per i puristi mentre farebbe storcere il naso a chi non vuole spendere altri 70 euro per rivivere la stessa esperienza videoludica. Infatti, malgrado questo, dopo aver visto il video di presentazione di The Last Of Us Remastered, mi viene difficile non cadere in tentanzione.
Dario “The Stig” Santoro





