La presentazione dell’Xbox One ha chiarito alcuni dubbi che circondavano da mesi la nuova console Microsoft ma allo stesso tempo ha scatenato un polverone e molta confusione attorno l’uso dei giochi usati con la famigerata tassa da pagare per ogni “consegna di mano”.
Grazie a degli informatori di MCV addentro ad alcune catene di rivenditori sembra che Microsoft e i publisher riceveranno una percentuale sui giochi di seconda mano mentre sarà lo stesso rivenditore a stabilire il prezzo di vendita.
Il sistema di protezione delle copie prevede l’associazione di un seriale intrinseco ad ogni gioco al proprio ID Xbox Live. Questo sistema consentirebbe di fruire della stesso disco su un’altra console previa log in con lo stesso profilo. La procedura di “riscatto” della copia potrà essere fatta dai rivenditori al prezzo di 40 euro per associare il gioco ad un nuovo ID. In pratica ogni rivenditore verrà fornito di un framework (una sorta di pc creato ad hoc per l’uso specifico n.d.r.) che, collegato al server cloud Azure di Microsoft, eliminerebbe la licenza del gioco dall’account del possessore originale inserendo così il gioco nel mercato dell’usato per poi associarla al futuro acquirente.
Ogni rivenditore potrà vendere il gioco al prezzo che desidera, guadagnando il 10% della vendita, a cui dovrà sommare i 40 euro per il “passaggio di proprietà”. Il costo complessivo di acquisto sarebbe quindi di 40 euro più il prezzo di vendita scelto dal rivenditore, un pò come un vero e proprio acquisto di una macchina di seconda mano.
Un comunicato ufficiale Microsoft mandato a MCV cita: “Sappiamo che c’è molta confusione sui giochi usati e stiamo cercando di provvedere a fare chiarezza sulla questione“. Sappiamo che si tratta ancora di “scenari potenziali” come li definisce la MS ma si tratta pur sempre di “scenari terribili” .





