Let’s Play – QUANDO IL VIDEOGICO DIVENTA MESTIERE

Negli Stati Uniti sono 146.000 persone (dato ESA – Entertainment Software Association – al 2014). Nel Regno Unito, al 2016, erano circa 10.000 addetti, mentre in Italia sono circa 1000, ma con un tasso di crescita del +30% sul 2014 (fonte AESVI). Parliamo del numero degli addetti alla “produzione” dei videogame. Ma a quali professionalità ci riferiamo? Se tutti sanno che registi, truccatori, costumisti, sceneggiatori sono figure chiave del cinema, pochi saprebbero elencare i mestieri del settore videoludico.

 

Eppure parliamo di lavori ben retribuiti che, in realtà internazionali come Stati Uniti o Regno Unito, possono arrivare a far guadagnare circa 85 mila dollari l’anno[1], con punte superiori a 100 mila dollari[2]. Gli stipendi sono ovviamente commisurati all’esperienza e alle effettive capacità ma, in alcuni casi, anche chi è al primo lavoro può contare su cifre consistenti. Dietro queste professioni (diversamente da quanto si potrebbe pensare) ci sono anni di studio e specializzazione, come avviene in altri settori. In Italia, accanto a quanti hanno deciso di lavorare nel mondo videoludico dopo un’esperienza all’estero, sono numerosi gli addetti che scelgono un percorso di studi che può fornire le conoscenze richieste.

 

Tanti atenei, per questo, si sono aperti al mondo videogioco. La Statale di Milano propone all’interno del Corso di laurea magistrale in Informatica un percorso “Video Game” articolato in due macro-aree: Game Design e Game Programming. L’Università di Verona ha il Master in Computer Game Development, mentre la LUISS offre un Master in Game Design. L’Università di Genova ha un corso in Videogame Design e lo Iudav di Pozzuoli un corso in Comunicazione digitale – Indirizzo animazione e videogiochi. Esistono poi realtà più trasversali che propongono veri e propri corsi di preparazione professionale. A Roma si contano l’Accademia Italiana dei Videogiochi, che propone corsi di studio in Grafica, Programmazione e Art Direction e la Vigamus Academy che propone una formazione a 360° sulla produzione e lo sviluppo di videogiochi. A queste si aggiunge anche la milanese Digital Bros Academy con specializzazioni in Game Designer, Game Developer e Artist & Animator 2D/3D.

 

Secondo le informazioni fornite dalle realtà che si occupano di formazione in quest’ambito, le opportunità di lavoro, soprattutto a livello internazionale, possono arrivare a un placement post diploma che supera il 70%, con punte del 90% per i grafici, che trovano spesso lavoro prima ancora di finire il percorso di studi. Ma quali sono le posizioni lavorative che il settore offre? Ecco le principali.

 

GAME DESIGNER

E’ la “mente creativa” che dà vita al videogioco. Si occupa dello storyboard, ossia dei bozzetti che in sequenza rappresentano l’opera nella sua versione finale; delle meccaniche di gioco e dell’intero aspetto del videogioco, dal design dei personaggi alle difficoltà che i protagonisti dovranno affrontare. E’ lui che supervisiona i processi dall’idea iniziale fino ad arrivare al prodotto finale.

 

DESIGNER

Accanto alla mente creativa si trovano una serie di “artisti” che hanno il compito di realizzare graficamente il videogioco. A capo del gruppo di lavoro il Lead Designer che si occupa del design del videogioco e prende le scelte creative più importanti. Con lui collaborano il System Designer, ovvero il responsabile delle meccaniche di gioco e del loro equilibrio (ad esempio, in un gioco di lotta, sarà lui a decidere le mosse dei personaggi); il Level Designer, che si occupa di come strutturare i livelli, che decide e pianifica le missioni e come queste andranno ad integrarsi con la trama del gioco; il Technical Designer, che implementa elementi di gameplay attraverso funzionalità specifiche all’interno del gioco e l’ UI Designer, che crea l’interfaccia di gioco.

 

CREATIVE DIRECTOR

Il direttore creativo lavora in sincronia con Lead Designer e artisti al fine di supervisionare i processi di sviluppo e di garantire che i principali aspetti del gioco come il codice, gli artwork, le immagini e le versioni giocabili di prova siano all’altezza delle aspettative del proprio pubblico, nonché di buona qualità.

 

PROGRAMMER

Si occupa della programmazione, senza la quale il videogioco non potrebbe esistere. Il Lead Programmer ha il compito di coordinare il team e supervisionarlo, confrontarsi con gli altri reparti, dettare le tempistiche di lavoro, scrivere i codici più complessi. Al suo fianco c’è l’engine programmer, addetto alla gestione del motore grafico, ovvero il nucleo – a livello di codice – del videogioco. Figura analoga è il Tool Programmer, che crea delle interfacce con cui il personaggio deve interagire. C’è poi l’AI Programmer che si occupa di creare l’intelligenza artificiale, il Graphic Programmer e lo Special Effects Programmer, responsabili della gestione degli elementi 3D del gioco e degli effetti speciali.

 

SOUND DESIGNER

Suono e colonna sonora del videogame determineranno il tono e l’atmosfera che si vuole ricreare e di questo si occupa il Sound Designer, che deve evidenziare, con effetti sonori e composizioni originali, i momenti topici della trama immergendo il giocatore all’interno della storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito: http://www.letsplay.net/IT

Questi i canali social di Let’s Play:

https://www.facebook.com/LetsPlayRoma/?fref=ts

https://twitter.com/Letsplay_roma

https://www.instagram.com/letsplay_roma/

[1] https://www.sokanu.com/careers/video-game-designer/salary/

[2] http://www.payscale.com/research/US/Industry=Entertainment_or_Video_Game_Software_Development/Salary

 

Scritto da: Andrea "lordfener91" Dugoni

Laureato in Economia Europea, scrive News e Recensioni per passione e videogioca nei pochi momenti liberi. E’ un grandissimo amante del franchise di Star Wars (soprattutto di tutto ciò che riguarda l'Universo Espanso, Canon o Legends che sia) e si chiede se un giorno riuscirà mai a finire di leggere tutti gli innumerevoli romanzi e fumetti ambientati "tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana" usciti dagli anni ’70 ad oggi. Stalkeratelo sull'Internet: @lordfener91

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