Phantom Blade Zero supera 4 milioni di copie in 72 ore: debutto da record su Steam

Phantom Blade Zero, il compositore spiega la colonna sonora Kung Fu Punk

Il compositore Caisheng Bo racconta come ha mescolato strumenti tradizionali cinesi, metal, trap ed elettronica per la colonna sonora di Phantom Blade Zero.

La colonna sonora di Phantom Blade Zero non vuole limitarsi a riproporre le sonorità tradizionali cinesi: punta a mescolarle con metal, trap, pop ed elettronica, seguendo l’identità estetica che S-GAME ha definito Kung Fu Punk. A raccontare le scelte musicali del gioco è il compositore Caisheng Bo, che ha spiegato come la musica sia stata progettata per accompagnare e amplificare le immagini e le atmosfere dell’avventura.

L’intera colonna sonora è stata pubblicata da Milan Records in una raccolta composta da quattro dischi e 81 tracce. Il progetto musicale ha radici lontane: Bo lavora alla serie Phantom Blade da circa 18 anni, fin dai tempi di Rainblood 2: City of Flames, il gioco indipendente da cui si è sviluppato il franchise.

Una delle idee centrali del compositore è mettere in discussione gli stereotipi legati agli strumenti tradizionali cinesi. L’erhu, per esempio, viene normalmente associato a momenti eroici e malinconici, ma in Phantom Blade Zero assume anche un significato legato alla manipolazione, rappresentata nel gioco dai fili rossi che controllano i corpi dei nemici.

Anche la pipa, tradizionalmente associata a immagini femminili e al pericolo sul campo di battaglia, viene utilizzata per evocare situazioni di dissonanza e distorsione dello spazio e del tempo.

«Questa è la convenzione che voglio mettere in discussione nella musica di Phantom Blade Zero. Per ogni strumento cinese ho creato una contrapposizione tra le sue associazioni tradizionali e nuovi significati».

La sperimentazione riguarda anche il sound design. In alcune sequenze narrative sono presenti effetti sonori frammentati e intermittenti, soprattutto nelle scene legate ai piani di Zuo Shang. Il loro utilizzo diventa progressivamente più evidente, accompagnando la crescita dell’ambizione e della sua intenzione omicida.

Bo ha spiegato che il risultato nasce dall’incontro tra strumenti tradizionali e generi musicali contemporanei, con l’obiettivo di proporre una rappresentazione meno convenzionale della cultura cinese.

«Grazie al concetto di Kung Fu Punk di Phantom Blade, ho potuto prendere decisioni musicali audaci per accompagnare le immagini. Voglio presentare il lato moderno della musica cinese: pensate a Shanghai, una città di grattacieli e insegne al neon che rimane profondamente cinese».

Il compositore ha citato anche pop, trap e metal tra le influenze occidentali utilizzate per ampliare le possibilità espressive della colonna sonora. L’intenzione non è abbandonare le radici culturali del progetto, ma dimostrare che elementi orientali e sonorità moderne possono convivere senza perdere la propria identità.

Un aspetto particolare riguarda il rapporto tra musica e sviluppo. Bo riceveva registrazioni di diverse ore delle aree di gioco, dopo che queste avevano raggiunto circa il 60% del completamento. In questo modo poteva studiare l’esplorazione, i combattimenti e gli incontri con i boss, organizzando la musica in funzione delle emozioni e dei momenti da accompagnare.

Il processo coinvolgeva anche il resto del team: dopo aver ricevuto le demo musicali, gli sviluppatori potevano modificare mappe, combattimenti e scontri con i boss per sincronizzarli meglio con la colonna sonora.

Phantom Blade Zero utilizza quindi la musica come una componente attiva della propria identità, non soltanto come accompagnamento delle sequenze d’azione. La filosofia Kung Fu Punk trova così un’espressione anche sonora, attraverso il confronto tra tradizione cinese e linguaggi musicali contemporanei.

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