[RECENSIONE] Ni No Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea

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[RECENSIONE] Ni No Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea

ni no logo‘Sto giochetto me piace… Direbbe Lucciconio

Il genere Jrpg faceva provincia ai tempi della prima storica Playstation.
Sono convintissimo: i giocatori che hanno cominciato ad appassionarsi al mondo videoludico con la prima casalinga Sony, associano questo media ad avventure interminabili, trame stereotipate ma egualmente emozionanti, evocazioni, menù e pozioni…
Queste produzioni figlie del nipponico Dragon Quest, non hanno saputo recentemente tenere il passo con i tempi, almeno nella maggior parte dei casi.
Le ragioni sono da attribuire sia alle difficoltà che hanno incontrato le società di sviluppo giapponesi in questi anni, una volta leader indiscusse nel settore, che al durissimo compito di convertire un gameplay profondamente radicato a meccaniche ossidate, a forme più appetibili per l’utente moderno.
Level 5 e Studio Ghibli hanno creato un JRPG di altissimo livello, nonché a mio avviso una delle esclusive migliori per Playstation 3.
I famigli sono creature da accudire in tutto e per tutto...

I famigli sono creature da accudire in tutto e per tutto…

Nella storia messa a punto da Level5, anche se con l’impronta del famigerato Studio Ghibli, Oliver è un ragazzino che perde la mamma dopo che lei lo ha salvato da un annegamento.
L’inizio non è infatti dei più gioiosi; a seguito della morte della povera madre debole di cuore, Oliver passa svariati giorni totalmente distrutto e in balia dell’angoscia
Tuttavia,un fantoccio regalato dalla madre si rivela una creatura fatata: Lucciconio, che si anima con una goccia delle lacrime del ragazzino.
Lo strano essere non perde tempo, lo rimprovera per i comprensibili piagnistei e gli spiega che entrando in una realtà alternativa chiamata Ni No Kuni, può salvare la mamma facendo uso della magia, aiutando al contempo gli abitanti di quel mondo a respingere un’incombente minaccia.
Anche se la storyline non è la più originale che io abbia mai sentito, è riuscita comunque ad appassionarmi.
Segnalo soltanto una tremenda difficoltà a riuscire a seguire i dialoghi dei filmati, che per rendere il più possibile fedeli agli originali hanno tradotto, nel caso di Lucciconio, in romanesco. La scelta è da imputare al fatto che nella vergione nipponica il personaggio parla nel dialetto di Osaka (o del Kansai), che in inglese hanno reso con la parlata gallese.
Poco male, ma provate a seguirlo lungo tutta la durata dell’avventura… Parlasse almeno lentamente… Ovviamente il dettaglio non rappresenta un grande difetto, però penso semplicemente avrebbe dato meno noia se le scritte fossero state accostate a un doppiaggio burino inedito nei videogames ed esilarante.
Non si può avere tutto dalla vita.
Le ambientazioni sono semplicemente incantevoli, vedere per credere.

Le ambientazioni sono semplicemente incantevoli, vedere per credere.

Il gameplay è a metà tra un JRPG tradizionale a menù e un action; fortunatamente gli scontri non sono casuali ma possono essere comodamente evitati.
L’esperienza di gioco si basa fortemente sull’evocazione di esseri che ricordano vagamente i Pokemon (i Famigli), collezionabili e ciascuno provvisto di particolari abilità, che vanno sviluppate non solo durante i combattimenti contro le numerose creature selvagge, ma anche mediante la somministrazione di leccornie (sì, apprezzeranno molto schifezze ipercaloriche, però non dovete esagerare) e l’acquisto di armi.
Il menù di combattimento per impartire i comandi consiste in una serie di baloons in stile fumettistico, che sembrerebbero estremamente intuitivi ma che danno qualche difficoltà, soprattutto inizialmente.
Facendo un po’ di pratica, trovo la meccanica piacevole e a portata di mano.
Leggere gli interminabili discorsi di questo simpatico personaggio può portare a fastidiose emicranie; pensate che spasso con il doppiaggio di un Gigi Proietti...

Leggere gli interminabili discorsi di questo simpatico personaggio può portare a fastidiose emicranie; pensate che spasso con il doppiaggio di un Gigi Proietti…

Il gioco dura circa trenta ore se si conta soltanto la quest principale. Personalmente non vedo il motivo di comprare un prodotto di questo tipo per scartare le decine di quest secondarie, che allungono di molto l’esperienza,  ma ognuno è libero di fare ciò che gli pare…Ho trovato le quest estremamente gradevoli, anche se determinate tipologie soffrono alla lunga di una certa ripetitività. Molto interessante l’espediente messo in piedi per racchiudere le missioni in cui si aiutano gli abitanti delle varie cittadine: delle tessere dove ottenere dei timbri, in una sorta di raccolta punti che premia i più generosi.
Come potete vedere, il menù consiste in una serie di baloons che descrivono varie azioni; è possibile alternare i Famigli durante lo scontro per farli riposare e ottenere sempre il massimo

Come potete vedere, il menù consiste in una serie di baloons che descrivono varie azioni; è possibile alternare i Famigli durante lo scontro per farli riposare e ottenere sempre il massimo

Parlando di tecnica siamo a livelli davvero entusiasmanti. Il cell shading non si era mai ancora spinto così in là.
Non esiste comprensibilmente tecnica più adatta a trasportare la magia dei cartoni animati direttamente nel mondo dei videogiochi.
Oltre al comparto grafico di alto livello, siamo di fronte ad una creazione artistica di assoluto spessore, con personaggi incantevoli e ambientazioni affascinanti.
Un confezionamento di rilievo per un capolavoro che ha impiegato un anno ad essere trasportato qui nel vecchio continente, ma che dimostra quanto sia appropriata l’espressione: “Meglio tardi che mai!”.
Se devo in conclusione esprimere un parere prettamente personale, era da tempo che non mi sentivo così “dentro” un videogioco, così motivato a consumare il pad senza voler mai smettere. Ciò basterebbe già di per sè a consigliarvelo… Datemi retta, non fatevelo scappare
Il libro con tutte le magie presenti nel gioco... E' presente in modo fisico soltanto nella collector's edition. Ci si può specchiare in un piccolo gioiello finto posto sulla copertina: se ci si vede al contrario si è dei maghi...

Il libro con tutte le magie presenti nel gioco… E’ presente in modo fisico soltanto nella collector’s edition. Ci si può specchiare in un piccolo gioiello finto posto sulla copertina: se ci si vede al contrario si è dei maghi…

 

[checklist]

  • realizzazione tecnica superba
  • realizzazione artistica superlativa
  • un jrpg degno di questo nome

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  • gameplay forse complesso da assimilare

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Scritto da: Gabriele "gaboman87" Piacente

Appassionato di cinema, teatro, fumetti, videogiochi... Insomma, tutto ciò che non serve a niente, se non all'anima (che massima...). Adora Grim Fandango, la Sega di una volta,il joypad della Gamecube, il fondoschiena di Madison in Heavy Rain, la serie Onimusha (dateci un seguito!), ha un'ossessione per Batman (non fisica) e adora tutto ciò che è retrogaming. Ha un' incapacità cronica e insensata a giocare a Super Mario Bros; è stata epica una partita in cui ha perso tre vite contro il primo minaccioso funghetto.

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