Affiliamo le lame
Ammettiamolo, la saga di Assassin’s Creed negli anni si è un po’ persa in sé stessa, spremuta di anno in anno è riuscita a mantenere gran parte del suo fedele pubblico solo grazie alle ormai rodate meccaniche di gameplay, non certo per una trama che si è quasi disintegrata nel grande disegno di cui faceva parte Desmond oltre che per le storie trattate nei rispettivi periodi storici di ogni capitolo. C’è però quell’eccezione rappresentata dalla trilogia di Ezio, sarà per la caratterizzazione del personaggio, sarà per l’eccezionale sviluppo che Assassin’s Creed 2 ha sfoggiato rispetto al primo capitolo, o sarà semplicemente per la bellezza del setting italico. Ed essendo questo 2016 un sano anno di transizione (finalmente) per la saga, non poteva esserci occasione migliore per rilanciare questa saga nella saga sulle console della “nuova generazione” con opportuni miglioramenti grafici.
Stiamo però parlando di una vera e propria Remaster? Sembrerebbe proprio di no, tant’è vero che già il titolo della trilogia, The Ezio Collection, non include appunto la dicitura Remastered, il che probabilmente non è un caso. Se vi aspettate un trattamento grafico comparabile, ad esempio, a produzioni come la Gears of War: Ultimate Edition è bene evidenziare il fatto che siamo ben lontani da questa mole di lavoro. Assassin’s Creed 2, Assassin’s Creed Brotherhood e Assassin’s Creed Revelations sono sì migliorati dal punto di vista grafico, ma per arrivare a definire la Ezio Collection una vera e propria Remaster mancano chilometri di strada. I tre capitoli si presentano perfezionati per quanto riguarda textures e livello di dettaglio generale, ma addirittura peccano in quanto ad illuminazione e colori, quasi snaturando l’opera originale. Per non parlare poi dell’accentuato effetto pop-up che non risparmia nessuno dei tre capitoli. Per cui, tirando le somme, il gioco non vale la candela. Il maggior dettaglio grafico ha sicuramente portato alla luce nuove problematiche e purtroppo stiamo parlando di uno dei più ininfluenti lavori di restauro su giochi della generazione precedente.

Ed è un peccato perchè i tre giochi varrebbero da soli il prezzo del biglietto. Assassin’s Creed 2, storicamente, è il capitolo che ha avuto l’impatto più importante, grazie alla clamorosa espansione delle più grezze meccaniche di gioco che avevano accompagnato la storia di Altair in Terra Santa. I potenziamenti, la varietà di gameplay, l’economia, le strutture, tutte caratteristiche introdotte nel secondo titolo della serie che poi con il tempo sono entrate a far parte del nucleo di tutti i successivi capitoli di Assassin’s Creed. E naturalmente la storia portava anche qualcosa di nuovo rispetto alle vicende di Altair, grazie ad un protagonista più estroverso e personaggi secondari di incredibile valore storico.
Assassin’s Creed Brotherhood, oltre a proseguire ottimamente le gesta di Ezio, ha poi portato nuove sfaccettature: dalle sequenze action più spettacolari, al reclutamento di assassini, fino al multiplayer , che per inciso non troverete in questa Collection. Tutte caratteristiche più o meno riprese anche nella parentesi turca raccontata in Assassin’s Creed Revelation, dove sono partite le prime sperimentazioni quasi da tower defense per la difesa dei covi degli assassini.

I tre giochi sono sicuramente di assoluto valore, ma nasce spontaneo chiedersi se non varrebbe la pena recuperare le tre edizioni per le console precedenti, con una spesa complessiva anche inferiore. Purtroppo, alla luce di una trilogia che guadagna in dettaglio grafico ma perde in stabilità ed illuminazione è difficile trovare un vero motivo per accaparrarsi questa Ezio Collection, che diventa però un acquisto caldamente consigliato per chi non ha ancora giocato i capitoli più affascinanti della serie e contemporaneamente non ha la possibilità di giocarli sulle vecchie console o tramite retrocompatibilità.
Il Buono
- I tre giochi migliori della saga
- Maggior dettaglio grafico
Il Cattivo
- Effetto pop-up
- Illuminazione e colori non sempre convincenti




