Asterix & Obelix XXL: Romastered

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[RECENSIONE] Asterix & Obelix XXL: Romastered

Sono (da) Picchiare Questi Romani

Va bene, non è che sia il massimo del patriottismo mettersi nei panni di due “cugini” Galli e picchiare Romani come se non ci fosse un domani, però diciamocelo, ad Asterix e Obelix è facile voler bene, sia per la storia che hanno fatto nel medium del fumetto sia perché sembra quasi di impersonare la versione animata di Bud & Terence. Gli ultimi anni, dopo un’assenza prolungata interrotta solo da qualche capitolo per mobile o console portatili, sono stati l’occasione per rivedere l’iconico duo transalpino nuovamente sulle console di punta, prima con la versione rimasterizzata di Asterix & Obelix XXL 2 e l’anno dopo con il vero e proprio sequel XXL 3. Ed ora, con un altro salto indietro nel tempo, Microids ripropone anche il primo XXL, naturalmente in versione Romastered e quindi con un look più moderno ed alcuni contenuti aggiuntivi.

In quanto punto di origine del filone XXL, il primo capitolo si avvale di una struttura pressoché identica ai sequel, anche se leggermente differente dal terzo, che sviluppa l’azione su una visuale isometrica. Per il resto si tratta di una fusione tra fasi platform e combattimenti di stampo musou, un’altalena di salti e pugni che accompagna tutta la durata dell’avventura. Il lato platform alterna l’esplorazione, principalmente volta alla raccolta di collezionabili e di elmi (la valuta in-game), agli enigmi ambientali necessari per passare da una zona alla successiva. Questi ultimi sono per la maggior parte una serie di leve, interruttori, bracieri da accendere passando la torcia dall’uno all’altro, oppure marchingegni che possono sfruttare o l’agilità di Asterix, o la forza di Obelix, in modo da poter impersonare entrambi i personaggi. In realtà però è Asterix ad essere il vero protagonista, in quanto lo switch non può essere effettuato a piacimento, e di base è il biondo dall’elmo alato che viene impiegato nell’80% dei combattimenti.

Combattimenti che, un po’ come le fasi platform, impiegano poco tempo a tradire una notevole ripetitività di fondo tendente al semplice button smashing. Non importa così tanto il tipo di nemico, più o meno agile, più o meno resistente, più o meno estroso negli attacchi, basta soltanto continuare a premere il pulsante adibito alle manate di Asterix e il gioco è fatto. Romano dopo Romano è sufficiente prendere a pugni i nemici a ripetizione con l’accortezza di evitare gli attacchi degli altri più vicini, o comunque di spezzarne il movimento in modo da non permettere l’affondo definitivo. L’unica vera variante è rappresentata dalle combo, che possono essere utilizzate una volta riempita un’apposita barra alimentata dal numero di nemici che picchierete nello scontro in corso. Esse sono tra l’altro acquistabili da un venditore in cambio di elmi, i quali sono disponibili in quantità fin troppo eccessive, sia grazie ai drop dei nemici, sia per le numerose casse da distruggere che sono disseminate praticamente ovunque. Un’esagerazione nei numeri e nei prezzi richiesti decisamente fine a sé stessa e che accentua la sensazione di ripetitività.

Al di là di qualche eccezione, come alcune boss fight o sezioni platform in stile corsa ad ostacoli, la formula di gioco è essenzialmente quella appena descritta, molto ripetitiva e che ha più possibilità di essere apprezzata dagli irriducibili dei collezionabili e del completismo, o da chi vuole solo giocare un platform/musou senza troppo impegno. Anche perchè non è poi presente una storia che possa interessare più di tanto gli amanti del fumetto o dei personaggi, quindi quel tipo di pubblico difficilmente troverà qualcosa oltre l’impersonare i propri beniamini. Il tutto si protrae per circa 10-15 ore (per i più sbrigativi) attraverso svariate location, come la Grecia o l’Egitto, che dimostrano anche alcune caratteristiche uniche, tuttavia per la maggior parte limitate all’aspetto estetico dell’ambientazione più che per grosse modifiche al gameplay. Qualche variazione, magari marginale e solo per un target di affezionati, la propongono le tre nuove modalità incluse in questa Romastered: Percorso, Conto alla rovescia, Estrema. Percorso richiede di raccogliere monete in un certo range di tempo, Conto alla rovescia è essenzialmente una sfida a tempo e, per finire, la modalità Estrema rafforza notevolmente i Romani. Come detto, aggiunte gradite, ma che difficilmente faranno la differenza.

Il maggior lavoro proposto da Asterix & Obelix XXL: Romastered risiede, come pronosticabile, nella revisione grafica, che potremmo definire riuscita solo a metà. Indubbiamente il lavoro sui modelli poligonali è la cosa più apprezzabile e, pur senza esaltare, rende davvero piacevoli da vedere le ambientazioni, i nemici e i due protagonisti. Il problema scatta nella palette di colori, che non appena viene paragonata alla versione originale (switchabile in qualsiasi momento con la pressione di un tasto) soffre di tonalità meno sgargianti risultando decisamente più spenta. Non benissimo anche la risoluzione, che nella versione testata (Nintendo Switch) non impressiona e porta alla luce contorni non definiti al meglio, pur senza intaccare la godibilità del gioco. Altri piccoli problemi nascono da alcuni bug, come l’illuminazione che a volte cambia repentinamente, la musica dinamica che cambia senza motivo, oppure come la ripresa del salvataggio, che una volta caricato non posiziona automaticamente il giocatore sull’ultimo livello, bensì su uno a caso. Basta solamente spostarsi sulla mappa e selezionare l’ultimo stage, ma questo ed altre piccole cose fanno pensare ad un’ottimizzazione ben distante dalla perfezione. Fortunatamente, nonostante non sia evidentemente a 60 fps, il frame rate si è dimostrato piuttosto stabile e accettabile.

Asterix & Obelix XXL: Romastered è, e si sapeva, un platform che dà il meglio di sé nella ricerca di tutti i collezionabili e nella risoluzione degli enigmi ad essi legati, che in fondo funzionano piuttosto bene. Per il resto, in particolare nei combattimenti, la ripetitività di fondo è davvero importante e può sicuramente diventare un peso, per cui rimane un titolo da consigliare solo nel caso non si ricerchi una profondità che questo primo XXL non può offrire. Quel che non si sapeva, invece, è l’efficacia del lavoro di rimasterizzazione, che nonostante un buon restyling dei modelli soffre di diverse problematiche, da banalissimi bug fino ad un range di colori con meno personalità rispetto alla versione originale. Apprezzabili infine le modalità aggiuntive, che difficilmente possono essere viste come un valore aggiunto irrinunciabile, ma se non altro fanno il loro ruolo nell’arricchire l’offerta per i più interessati.

Il Buono

  • Enigmi ambientali che funzionano bene
  • Qualche modalità aggiuntiva
  • Nuovi modelli poligonali apprezzabili

Il Cattivo

  • Ripetitivo
  • Colori più spenti rispetto all'originale
  • Diversi Bug
6

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Felice possessore di Switch, PS4, Xbox One e 3DS.


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