[RECENSIONE] Batman Arkham Origins

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[RECENSIONE] Batman Arkham Origins

bat 1CHIARO SUCCESSO PER L’OSCURO CROCIATO

Paradossale pensare al successo di un supereroe che tale non è… Non così tanto se si pensa al fattore dell’immedesimazione, per il quale anche nella finzione cerchiamo qualcosa di verosimile a cui poterci aggrappare. Sta di fatto che questo oscuro eroe umano vive ancora oggi dagli anni ’40, e si concede apparizioni cinematografiche e videoludiche di livello altissimo. La trilogia Arkham, nata con Arkham Asylum, proseguita con Arkham City e terminata (?) con Arkham Origins è un segnale importante, che fa capire quanto anche i titoli su licenza possano essere qualitativamente eccellenti. In effetti, il mix action stealth messo in piedi da Rocksteady, che si adatta perfettamente a un uomo che pesta a mani nude la peggior feccia della città ed è considerato il detective più grande del mondo, è stato concepito per regalare la migliore trasposizione videoludica del pipistrello.  Dopo l’eccezionale Arkham City, il testimone è passato a Warner Bros Games Montreal, che si è presa un fardello di non poco conto. La sfida era semplicemente quella di bissare il successo del miglior gioco su licenza mai creato. Anche se avevano già lavorato alla versione per WiiU proprio di Arkham City, la pressione da parte di critica e fan intransigenti, deve essere stata difficile da gestire, anche se piacevole perché a dimostrazione di quanto la serie sia apprezzata.

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Inutile sottolineare quanto una componente stealth sia necessaria per emulare le gesta del crociato. La criminalità non si sconfigge solo con i pugni, ma con gadget e un’ accurata pianificazione di ogni mossa.

Quando è stato annuncianto il cambiamento di software house e la storia, ambientata prima dei fatti di Arkham Asylum, molti hanno pensato a un prequel con poche ambizioni, affidato a una casa di sviluppo minore per finanziare l’oscuro progetto a cui sta lavorando Rocksteady. Sinceramente sono sempre stato piuttosto contrario a questa tesi, perché dopo la cura riservata agli eroi DC Comics da parte di Warner, considerate anche le iterazioni LEGO, trovavo difficile ipotizzare un fiasco. La mia fiducia mi ha ricompensato, anche se preferisco andare con ordine… Le vicende si svolgono, appunto, prima di quelle del primo capitolo, quando ancora Batman era scarsamente conosciuto nell’ambiente, anche se già etichettato come la peggiore delle minacce dalla malavita. Proprio su questo si basa la trama, che vede Maschera Nera capitanare una squadra di sicari desiderosi di annientare il crociato mascherato. Maschera Nera non gode probabilmente della fama di Joker, Pinguino o Due Facce nell’immaginario collettivo, ma è un nemico pericolosissimo, sadico e intelligente del pipistrello. Nelle serie fumettistiche viene anche ricordato per aver violentemente massacrato l’unica Robin donna… Stephanie Brown.

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Tra i sicari non poteva mancare Deathstroke, un personaggio molto conosciuto nel mondo DC. Ovviamente si tratta di un professionista dalle mille risorse, tra le quasi un’intelligenza superiore in grado di pianificare ogni mossa prima dell’avversario.

La produzione è come al solito attenta ai dettagli riguardanti personaggi e intreccio, che si rifanno ad avventure fumettistiche conosciute dai fan. Infatti, anche se la trama è scritta ad hoc e non tutti i particolari sono in linea con i fumetti, numerosi sono gli omaggi, le citazioni e le scene che piaceranno agli estimatori. Nota di merito anche per il character design, aspetto lodevole anche nei capitoli passati.

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Ottima caratterizzazione dei personaggi; fantastici modelli poligonali.

Il gameplay è subito a portata di mano per chi ha giocato agli altri capitoli. A portata di mano con riserva… Perché la difficoltà è nettamente aumentata e richiede una conoscenza piuttosto approfondita dei comandi avanzati. Scordatevi di poter affrontare l’avventura soltanto con semplici pugni, schiacciando sempre lo stesso tasto. Molto più facile per chi ha affrontato in passato tutte le sfide e non solo la modalità principale. Il tutorial iniziale, che tale non si può nemmeno definire, è piuttosto avido di consigli approfonditi sulle tecniche di combattimento. E’ evidente che ci troviamo di fronte a un capitolo della saga destinato a chi già conosce altre avventure Rocksteady del pipistrello. Questa caratteristica si riflette automaticamente su altri aspetti del gioco, e a conti fatti, mette in luce il fatto che Arkham Origins non sia rivoluzionario rispetto a se stesso come Arkham City con Arkham Asylum; amplia e migliora quanto già fatto, senza risultare troppo innovativo. Non per questo le novità non mancano, come nuove mosse e scagnozzi da abbattere con maggior difficoltà e architettando nuovi metodi. Se per questo non è detto che un franchise debba per forza accantonare ogni volta quanto fatto in passato… Però è innegabile: sebbene il lavoro fatto sia di indubbio valore, la spinta innovativa si è per il momento quasi arrestata.

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Il prodotto Warner Bros Games Montreal è longevo, soprattutto se spolpato nella sua interezza. Non mancano infatti missioni secondarie con boss fight e aspetti da approfondire curati e convincenti. Ho trovato l’intreccio principale persino più interessante che in passato. Le fasi di combattimento sono ovviamente accostate a parti stealth, arricchite da nuovi accessori e gadgets di cui non voglio spoilerare…  Anche le fasi investigative sono adesso più interessanti, con aggiunte che se non mettono direttamente alla prova l’abilità del giocatore, servono a mostrare la sagacia investigativa di Bruce Wayne, che Ra’s al Ghul chiama semplicemente: il detective. Nel complesso Arkham Origins si conferma una grandissima produzione a livello tecnico, solida e con una trama se non geniale nei presupposti, quanto meno estremamente godibile. Davvero un ottimo lavoro se considerato il cambiamento di testimone. Non regala qualcosa di altamente innovativo, come aveva invece fatto Arkham City, però ci fa ancora una volta sentire il crociato mascherato… E lo fa dannatamente bene.

[checklist]

  • Comparto tecnico di altissimo livello
  • Longevo e con una trama estremamente godibile
  • Più difficile, anche con una modalità in più

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[badlist]

  • Non innovativo quanto il predecessore

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Scritto da: Gabriele "gaboman87" Piacente

Appassionato di cinema, teatro, fumetti, videogiochi... Insomma, tutto ciò che non serve a niente, se non all'anima (che massima...). Adora Grim Fandango, la Sega di una volta,il joypad della Gamecube, il fondoschiena di Madison in Heavy Rain, la serie Onimusha (dateci un seguito!), ha un'ossessione per Batman (non fisica) e adora tutto ciò che è retrogaming. Ha un' incapacità cronica e insensata a giocare a Super Mario Bros; è stata epica una partita in cui ha perso tre vite contro il primo minaccioso funghetto.

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