Tra Francia e Inghilterra, senza infamia e senza gloria
Chiedete a un videogiocatore cosa gli ricorda il nome Tecmo Koei e quasi sicuramente vi risponde Dynasty Warriors. Ragionamento logico, considerata la nomea che si è creata la software house giapponese a furia di sfornare parecchie versioni dello stesso titolo. Ma, agli albori della scorsa generazione e più precisamente nel 2007, questi ragazzi hanno tentato di intraprendere una strada leggermente diversa, abbandonando le vaste lande della Cina antica per trasferirsi in un contesto molto più vicino al nostro, quello occidentale. In data 2015 e con nuove piattaforme da sfruttare, Tecmo Koei riprova a percorrere questa via ed eccoci qui a parlare di Bladestorm Nightmare, un remaster a metà di quel gioco action strategico che passò un po’ in sordina e che molti qui non ricorderanno nemmeno, proiettandoci nel bel mezzo della Guerra dei Cento Anni tra inglesi e francesi. Viene in sostanza riproposta la stessa modalità principale vista nel precedente Bladestorm con l’aggiunta di un’altra modalità stand-alone, Nightmare, che ci farà vivere un’esperienza nuova con tanto di mostri legati al mondo fantasy contro una Giovanna D’Arco un po’ diversa da quella che abbiamo conosciuto nei libri di scuola.
Bladestorm ci mette nei panni di un soldato mercenario, completamente personalizzabile grazie a un corposo editor, in cerca di gloria e successo; come lecito pensare, essendo persone legate solo al vile denaro, siamo liberi di schierarci a piacimento con l’esercito francese o inglese prendendo parte alle missioni che più ci sembrano redditizie e fattibili, con lo scopo di aumentare la nostra fama e prendere parti a missioni sempre più impegnative e quindi remunerative. La lobby principale è una taverna francese, a conti fatti la nostra base operativa, da dove potremo accedere alle missioni e potenziare il nostro personaggio, investendo denaro ed esperienza guadagnati per l’acquisto di armi, armature, mercenari alleati e soprattutto ai potenziamenti delle abilità. Grazie ai tomi disponibili per ogni classe di guerrieri possiamo decidere che impronta dare al nostro mercenario, se specializzarlo negli attacchi di fanteria oppure nelle incursioni come cavalieri, o ancora come abili arcieri favorendo lo scontro dalla distanza. Bladestorm è infatti, sulla carta, uno strategico in chiave action basato su un sistema triangolare che si basa sul concetto di “carta – sasso – forbice”: ad esempio, schierare uno squadrone di fanti contro dei nemici a cavallo servirà a ben poco, tuttavia contro dei nemici dotati di arco si è in netta superiorità fisica e si possono rompere le linee nemiche avvalendosi dei potenti colpi di spada e lancia. Peccato che il sistema funzioni davvero solo nelle prime fasi di gioco, dove la nostra esperienza è comunque limitata e la nostra dimestichezza ancora bassa: basta infatti specializzare a fondo il nostro mercenario in una sola classe per trasformarci in un esercito numeroso e che viaggia coi ritmi di un rullo compressore.
Il campo di battaglia non ci vede mai soli, siamo sempre accompagnati da una serie di soldati che esegue alla lettera ogni nostro movimento e attacco. Sono presenti una mossa d’assalto standard, utilizzabile sempre, e tre attacchi specifici per ogni classe: i cavalieri sono in grado di correre e investire letteralmente i nemici, gli arcieri sono capaci a eseguire attacchi mirati, gli spadaccini sono più inclini a affettare tutto ciò che si trova nel loro breve raggio d’azione, e via dicendo. Libero di specializzare la classe che preferisce, il giocatore può decidere anche di cambiare in tempo reale lo stile del mercenario grazie alla pressione di un tasto una volta incontrato un suo battaglione, oppure può stringere una sorta di alleanza con uno dei suoi sottoposti, raddoppiando quindi il numero dei soldati che lo seguono; il principale pregio di questa unione si denota dalla possibilità di lanciare attacchi di massa particolarmente potenti una volta che l’apposita barra speciale è caricata. La classe utilizzata dal personaggio principale, infine, guadagna punti esperienza ogni qualvolta vengono uccisi gli avversari; switchando continuamente la classe si permette il grinding senza quindi investire denaro ed esperienza extra nello sviluppo dei tomi. Il fine ultimo delle missioni, seppur diverso apparentemente sulla carta, è sempre quello di conquistare una determinata base nemica presieduta da un generale, un po’ come avviene in Dynasty Warriors.
Se in Bladestorm abbiamo la libertà di decidere con chi schierarci tra francesi e inglesi, in Nightmare ci vediamo invece a braccetto col nemico, formando un’insolita alleanza dovuta più alla necessità che alla gloria. Nel bel mezzo della Guerra dei Cento Anni infatti, sul campo di battaglia appaiono mostri non appartenenti a questo mondo, trasformandosi nel nemico comune di entrambe le fazioni. Questa nuova modalità non lascia scelta sulla fazione quindi, ma ci vede impegnati in una crociata contro un’indemoniata Giovanna D’Arco che, per qualche motivo non conosciuto all’inizio dell’avventura, è in grado di evocare sulla Terra eserciti di demoni e altri mostri come ciclopi, grifoni e draghi. Per quanto riguarda la battaglia vera e propria non si hanno differenze con la modalità standard di Bladestorm, se non qualche piccola aggiunta inerente al contesto di Nightmare come la possibilità di evocare o comandare plotoni composti da spettri; sono presenti inoltre più di 30 ulteriori personaggi in confronto a Bladestorm, basati sia sulla finzione che su importanti personaggi storici del tempo. Molto gradita la possibilità di utilizzare lo stesso personaggio creato con l’editor iniziale in entrambe le modalità mantenendo l’esperienza acquisita in precedenza: se ad esempio ci si trovasse in difficoltà a proseguire nella campagna Nightmare, è possibile ritornare nello scenario della Guerra dei Cento Anni e prendere parti alle classiche missioni, in modo da acquisire l’esperienza necessaria e il denaro per l’acquisto di armi più potenti per il nostro mercenario.
Tutti contro uno, uno contro tutti. Draghi e altre creature fantasy saranno i boss più ardui della modalità Nightmare
Abbiamo detto in apertura che Bladestorm Nightmare è un remaster a metà, affermazione dovuta sia al fatto che il gioco presenta una modalità inedita, ma anche dal fatto che a livello tecnico il gioco non sembra avere proprio visto un lifting dei propri modelli. Se si esclude il personaggio creato con l’editor e alcuni dei protagonisti più rilevanti, il gioco presenta una grafica non degna di questa attuale generazione. Se questo può essere un aspetto comunque secondario, considerata la tipologia di gioco dove siamo chiamati a muovere orde di soldati tutti assieme senza badare ai loro dettagli, è innegabile che resta un po’ il senso di amarezza nel vedere delle sequenze filmate (ad esclusione di quelle in computer grafica che sono comunque migliori) con personaggi poco rifiniti e fondali dove si vedono texture sgranate. Questo difetto è sembrato essere presente ovviamente più che altro nello scenario della Guerra dei Cento Anni, preso di forza dalla old gen, mentre per Nightmare la resa visiva pare leggermente migliore, anche se comunque non degna dei canoni a cui siamo abituati ora. Si tratta comunque di aspetti rilevanti fino ad un certo punto per una produzione di questo tipo, preoccupa un po’ di più il fatto che, a differenza del più famoso fratello Dyansty Warriors, il frame rate sia ballerino in certe situazioni concitate. Anche le fasi di attacco standard non sono sempre perfette: col fatto di controllare un esercito impartendogli lo stesso comando, può capitare di fare cilecca con gli attacchi o di non riuscire a bloccare i nemici col personaggio principale mentre i secondari attaccano.
Ciò che è presumibile chiedersi è: c’era davvero il bisogno di una sorta di remaster di questo tipo? Probabilmente no, ma considerato il panorama attuale riguardante questa tipologia di titoli, si può dire che questo sia un esperimento che tutto sommato ci può stare. Bladestorm Nightmare è un titolo cui la lancetta non pende sicuramente verso la perfezione e il divertimento assoluto, considerato che propone una struttura di gioco tendente alla ripetizione a causa della scarsa varietà di stimoli che offre. Tutto sommato è indubbio il fatto che sia qualcosa di diverso dai soliti titoli a cui Tecmo Koei ci ha abituato, nonostante la mano dello sviluppatore giapponese si veda: tante battaglie, tante ore di gioco, ma anche tanta ripetitività.
Il Buono
- Nuova modalità inedita Nightmare
- Fedele agli avvenimenti storici
- E' un gioco diverso da tanti
Il Cattivo
- Tecnicamente non al passo
- Ripetitività dietro l'angolo
- Non digeribile da tutti








