Borderlands 3

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[RECENSIONE] BORDERLANDS 3

7 anni. 7 anni per questo seguito. Lo shooter looter per eccellenza si fa attendere e salta da una fine generazione all’altra, atterrando con nonchalance in un Settembre non proprio povero di uscite. Ma le cose sono cambiate parecchio in questa generazione e se da una parte le microtransazioni erano già un fenomeno diffuso nella scorsa, è facile vedere come un titolo basato sull’online e i collezionabili possa cadere facilmente vittima di lootbox e co. Senza contare la concorrenza di prodotti come Destiny e Warframe e il gran numero di giochi basati su loot e potenziamenti. Insomma, è lecito chiedersi: C’è ancora spazio per Borderlands nel panorama videoludico attuale?

Se la vostra idea di un seguito di Borderlands 2 fosse riassumibile in più grande, più bello e più funzionale, allora questa terza iterazione è probabilmente ciò che stavate aspettando. Correre e scivolare? Presente. Muoversi tra le quest disponibili usando il d-pad? Certo. Viaggio veloce per raggiungere un veicolo senza dover fare km a piedi? Ci puoi scommettere. Possibilità di rubare veicoli ai nemici e collezionare parti per upgrade completando quest ed altre attività? Beh, di cosa stiamo parlando, chiaro che sì!

Le novità iniziano dal menu di selezione dei personaggi, con 4 nuovi cacciatori della cripta che rappresentano più che una semplice evoluzione di quanto visto nel primo e secondo capitolo. Amara è la sirena di Borderlands 3, ma non lasciatevi ingannare:I suoi pugni psichici con i quali distruggere i nemici sono ben diversi da quanto visto dalle sirene precedenti. Zane, l’agente, è l’esperto tecnologico del gruppo, in grado di utilizzare gadget e clonare se stesso per utilizzare due abilità alla volta. Fl4k, il domatore, combatte sempre affiancato da uno dei suoi fidi animali. Moze, l’artigliera, è in grado di utilizzare un enorme mech chiamato Orso di Ferro, che la rende ridicolmente potente. Nonostante queste classi siano tutte interessanti, ci sono pochi dubbi sul fatto che Moze e Fl4k siano i più interessanti per i cambiamenti che portano al modo di giocare. 

Come visto precedentemente, ogni personaggio avrà tre sottoclassi tra cui scegliere per spendere punti esperienza, sottoclassi che sembrano essere molto più consistenti e interessanti di quanto non fosse disponibile nei primi due capitoli (solo il tempo potrà darmi torto o ragione quì).

Ma a prescindere dalla classe e dal percorso che sceglierete di fare, il cuore del gioco resta sempre lo stesso: Far fuori nemici, ottenere armi più potenti, vendere il loot inutile e ricominciare. Borderlands non ha affatto paura di inondarvi di roba e la varietà presente è impareggiabile. I nuovi effetti (ad esempio la possibilità di congelare i nemici) e il peso maggiore delle armi possono essere viste come un passo avanti globale a livello di giocabilità.

 

Ma cosa farsene delle armi senza nemici da distruggere? E anche qui Borderlands 3 non delude, con la maggior varietà mai vista prima d’ora nella serie, sia a livello visivo che della strategia richiesta per eliminarli. Chiaro, la maggior parte degli incontri è una gara a chi ha l’arma più grossa, ma il numero di situazioni nel quale un approccio strategico paga è di molto maggiore a quanto visto in passato.

Stesso discorso può essere fatto con i boss, dove sarà solitamente richiesto di più di un semplice “scatenagli addosso l’inferno evitando di farti colpire”. Un altro enorme punto a favore.

Ma la differenza più grande, almeno sulla carta, è data dal mondo di gioco. Se in passato avete viaggiato e “lootato” su Pandora, questa volta il limite è lo spazio. Le prime missioni vi vedranno tornare sul pianeta desertico, ma dopo qualche missione potrete viaggiare a bordo della vostra astronave (Sanctuary III) ed esplorare diversi pianeti, ognuno con le proprie differenze. Indubbiamente interessante come idea, ma a conti fatti il loop di gameplay resta lo stesso: Parla con personaggio A, vai nel luogo B a fare C e torna da A per la ricompensa. Non che ci sia nulla di male, ma è bene specificare che l’innovazione è poca sotto questo punto di vista.

La storia ci mette di fronte a due nuovi nemici, i Gemelli Calypso, che indossano più o meno gli stessi abiti di Jack il Bello e rappresentano il classico sociopatico cattivo che prova gioia nello spaventare e razziare la galassia. Essendo una serie abbastanza popolare, l’avventura di BL3 è quasi una sorta di motivo per avere a che fare con i tanti personaggi strani incontrati fino a oggi e nulla di più. Ma se vi aspettate personaggi profondi, motivazioni che cambiano e colpi di scena, probabilmente state già guardando altrove. Questa non è mai stata una serie con enfasi sulla storia ed è lì unicamente per dare coerenza e motivazione alle vostre scorribande spaziali.

Un pollice all’insù è senza dubbio la quantità di missioni, sottomissioni e il contenuto post-game, un passo avanti rispetto a quanto visto in passato. Circa 30 ore per la campagna, e tanta, tanta roba per spingervi a giocare ben oltre il filmato conclusivo e che potrà intrattenervi fino all’uscita dei nuovi contenuti a pagamento verso la fine dell’anno.

Ovviamente tutto quanto detto fino ad ora può essere fatto in compagnia di altri 3 amici, nel classico spirito cooperativo della serie. Unirsi o uscire da una partita è un’esperienza veloce e indolore e si nota l’esperienza Gearbox nella totale assenza di problemi sia per chi è in partita e sia per chi si unisce/lascia. E’ presente anche la modalità schermo condiviso per giocare localmente in due giocatori ma è veramente difficile raccomandarla visto quanto terribilmente giri. Il framerate è terribile e ci sono diversi bug e cali in situazioni difficili da spiegare che mostrano chiaramente perché in molti giochi tripla A la coop locale sia quasi sparita. La riduzione del campo visivo mostra anche la poca attenzione dedicata dagli sviluppatori a questa modalità, con menù che non entrano nella visuale dei giocatori, rendendo l’intera esperienza frustrante. Tutti problemi che non esistono (non allo stesso livello di gravità) giocando da soli o online e ci si chiede se sia possibile risolvere il disastro attuale con una futura patch.

Tecnicamente l’ultima fatica Gearbox si difende bene. Si nota venendo da BL2 un bel salto in avanti a livello visivo, anche se siamo ben lontani dal meglio visto in questa generazione. Il che sarebbe accettabile se il framerate fosse stabile, ma le cose purtroppo non sono così…

BL3 gira a 30 fps su console base e 60 fps a 1080p e 30 fps 4K sulle console potenti. Purtroppo nessuna delle versioni e nessuna delle modalità fornisce un framerate solido. Seppure il sottoscritto preferisca di gran lunga la fluidità dei 60 fps, sono abbastanza evidenti i cali verso i 50 o anche nei 40. Viene da chiedersi cosa sia così pesante di impedire a una PS4 Pro di mantenere fluidità costante visto che il titolo non sembri stressare più di tanto la debole CPU delle console attuali. Soliti problemi con UE4? Non ci è dato saperlo al momento, ma si spera che una patch (e magari l’aggiunta di risoluzione dinamica) possano migliorare la situazione in futuro.

Ma si può ignorare questi difetti vedendo quanto Borderlands 3 porti in tavola e, cosa importante, quando riesca a divertire e mantenere perfettamente intatto lo spirito della serie. Lo abbiamo aspettato 7 anni ed è qui, più grande, più lungo e più irriverente che mai, con tanto da fare durante e con la promessa di essere supportato a lungo. Senza lootbox o microtransazioni e meccaniche pay to win, ancora fin troppo presenti all’alba della prossima decade.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Miliardi di armi
  • Gameplay al top della forma
  • Ricchissimo di contenuti
  • Coop locale…

Il Cattivo

  • Coop locale...piena di problemi
  • Storia banalotta
  • Framerate troppo instabile
8.5

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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