Call of Cthulhu

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Risponderete al richiamo?

Trasformare le parole in immagini, questo sembra essere lo scopo di Cyanide e del suo Call of Cthulhu. Trascinare i videogiocatori in un mondo oscuro, incerto e misterioso, così come da quasi cento anni riesce a fare il racconto originale di Howard Phillips Lovecraft, pubblicato nel lontano 1928. E per raggiungere questo obiettivo ne è uscito un videogioco che prende spunti da diversi generi, sia per quanto riguarda la trama, psicologica, thriller e investigativa, sia a livello di gameplay, in terza persona, con elementi stealth e anche da GdR.

La storia vede protagonista di Edward Pierce, investigatore privato ed ex veterano che si rifugia nell’alcool a causa dell’insuccesso lavorativo, almeno fino a quando non gli viene offerto di lavorare al caso della famiglia Hawkins, scomparsa in un incendio in quel di Darkwater, un’isola vicina a Boston. Ovviamente le dinamiche dell’incendio di cui sopra non sembrano essere delle più affidabili, motivo per cui Edward dovrà andare sempre più a fondo per scoprire la verità sull’accaduto.

Sicuramente la trama è l’elemento cardine di Call of Cthulhu, pertanto è anche difficile scendere nei particolari evitando troppi spoiler. Tuttavia, se conoscete Lovecraft, potete ben immaginare le pieghe che andrà a prendere l’avventura di Edward. Darkwater è una location oscura ed abitata da persone tutt’altro che socievoli, anzi, piuttosto subdole nel profondo, quindi stiamo parlando del luogo ideale per costruire un’atmosfera cupa e coinvolgente. L’immersione è davvero il centro dell’esperienza, senza la quale difficilmente sarete in grado di apprezzare Call of Cthulhu, ma in definitiva Cyanide ha fatto davvero un buon lavoro per fare in modo che siate coinvolti a dovere.

Il gameplay, come detto in apertura, si presenta in terza persona, e per la maggior parte del tempo ruoterà attorno l’esplorazione e i dialoghi. L’idea è quella di entrare totalmente nei panni da detective, quindi esplorare ogni angolo alla ricerca di indizi e interrogare i NPC alla ricerca di informazioni o risposte alle vostre domande. Di contorno abbiamo anche un lato GdR che consiste nel potenziamento di varie abilità per il protagonista, comunque di impatto piuttosto leggero sull’avventura. Secondarie sono anche le fasi action, che poche volte si prendono la scena, richiedendo una sorta di approccio stealth nell’evitare i nemici, spesso nascondendosi.

È facile capire come il gameplay sia quasi un accessorio della narrazione, solo che anche in questa scelta c’è qualche crepa di troppo. Innanzitutto i dialoghi, limitati in mancanza di indizi, che quindi spingono ad una routine abbastanza ripetitiva che prevede prima di esplorare il più possibile, e poi di approcciarsi ai dialoghi. Inoltre, va riscontrato come stringi stringi Call of Cthulhu sia comunque un’avventura piuttosto pilotata, con dialoghi e scelte che in fondo hanno poca influenza, situazione che non viene salvata più di tanto dalla presenza di alcuni finali alternativi.

Tecnicamente Call of Cthulhu non è sicuramente tra i videogiochi più esaltanti di quest’anno, e forse neanche degli ultimi 2-3. La resa grafica, seppur comunque godibile, è ormai superata, anche da produzioni di pari livello, ed inoltre si riscontra anche qualche inciampo sul fronte frame rate e sulla lunghezza dei caricamenti. Fortunatamente è la parte artistica a giocare il ruolo principale dell’esperienza, e non si può rimanere indifferenti ad un’atmosfera ben ricreata per quelli che sono i temi narrativi del gioco.

A conti fatti Call of Cthulhu soddisferà pienamente solo chi è alla ricerca di una buona storia, cosa comunque non banale di questi tempi, mentre un’occhio più critico sul versante puramente ludico finirà per notare una banalità eccessiva nel gameplay, punto debole del gioco. Davvero un peccato per questa mancanza di profondità, che se non si fosse presentata avrebbe permesso a Call of Cthulhu di essere una delle più interessanti avventure dell’anno. Non ci resta che sperare in un miglioramento se dovesse prendere piede l’idea di un seguito.

Il Buono

  • Una buona storia
  • Ottima atmosfera

Il Cattivo

  • Gameplay superficiale
  • Tecnicamente mediocre
6.5

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Felice possessore di Switch, PS4, Xbox One e 3DS.

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