[RECENSIONE] Dead Rising 3

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[RECENSIONE] Dead Rising 3

[expand title=”Open” swaptitle=”Close”][schema type=”review” url=”CoPlAnEt.it” name=”Dead Rising 3″ rev_name=”Dead Rising 3″ author=”Gabriele “gaboman87″ Piacente” pubdate=”2013-12-06″ user_review=”8.5″ min_review=”0″ max_review=”10″ ][/expand]

dead 1Gli zombies sfondano famelici la barriera della next gen

Non faccio mai mistero del mio amore assoluto verso il primo indimenticabile Dead Rising, che ha indicato nuovi orizzonti per il genere survival horror. Il titolo Capcom non era un capolavoro, ma un tentativo più che riuscito di innovare il genere senza necessariamente porsi come modello da imitare. Era un’esperienza appagante,  faceva sentire come sopravvissuti e mescolava ironia con meccaniche hardcore. Il secondo capitolo della saga, con passaggio di testimone agli sviluppatori Blue Castle Games, era un “more of the same” di extra lusso: ampliava quando visto nel predecessore aumentando a dismisura le possibilità. Dobbiamo a Dead Rising 2 l’introduzione delle armi combo da creare utilizzando diversi oggetti. Quando ho sentito che Dead Rising 3 sarebbe stata un’esclusiva per Xbox One, ho onestamente desiderato la console casalinga Microsoft come non mai, fiondandomi a prenotarla. Potete capire quanto sia stato difficile per me recensirlo, considerato che l’approccio è sensibilmente cambiato e che non sapevo davvero cosa aspettarmi dopo le versioni di prova criptiche a cui avevo potuto attingere in passato, Games Week compresa. Si limitavano a una semplice dimostrazione di gameplay.

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Ok… Diciamo che l’ironia non è scomparsa del tutto. Seri e truculenti, ma non troppo…

L’ aspetto che salta subito all’occhio è l’approccio significativamente differente rispetto al passato. Basta città colorate in stile Las Vegas e basta supermercati dove sbizzarrirsi con boiate… Tinture cromatiche lugubri e sangue a fiumi, con tanto di interiora in bella mostra, fanno adesso capolino sullo schermo senza tanti complimenti. Positivo per quei giocatori che hanno criticato i predecessori proprio per l’approccio scherzoso e sopra le righe, che per inciso non è scomparso proprio del tutto… Come avrò modo di sottolineare in seguito. L’atmosfera strizza l’occhio a The Walking Dead, la serie campione di incassi, o allo splendido omonimo videogioco della Telltale. Chissà se anche la serie Techland, Dead Island, abbia influenzato gli sviluppatori… Non lo sapremo mai. Sta di fatto che viene dato un peso decisamente maggiore alla trama, che precedentemente serviva soltanto come contorno al gameplay. Peccato che, inutile parafrasare, non basti modificare la struttura di gioco rendendola più user friendly e lineare per rendere il plot interessante. Occorre anche fare un lavoro sui personaggi e… Scrivere una trama adeguata all’atmosfera più drammatica. Inutile dire che ciò non accade in Dead Rising 3, che ha un intreccio elementare e dialoghi decisamente poco curati. Il protagonista è poi quanto di meno interessante mi sia capitato di vedere negli ultimi anni… Onestamente non credo di aver trovato un singolo personaggio indimenticabile o con una caratterizzazione quanto meno degna di nota… E pensare che il doppiaggio in italiano non è per niente male, se escludiamo la scelta della voce del protagonista  totalmente inadatta…

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Sì, Nick Ramos è il nuovo protagonista. Trovo che non sia esattamente dotato di carisma da vendere. “L’uomo che ripara le cose”è anche piuttosto petulante.

 Il problema deriva, secondo me, anche dal coesistere di elementi seri e demenziali, senza uno stile preciso a guidare la produzione. Gli aspetti farseschi appaiono in questo modo cuciti all’interno della trama soltanto per non distaccarsi dalla serie. Forse, con un protagonista carismatico a fare da collante, sarebbe anche stato diverso… Chuck Green aveva ad esempio il fascino del duro a tutti i costi; posso azzardare un paragone con il Machete di Rodriguez, un protagonista serio e cazzuto che si barcamena in situazioni esilaranti. Frank West… Era semplicemente Frank West. Anche gli stessi psicopatici, che hanno la funzione di spezzare il ritmo rappresentando la componente degli avversari “umani”, non brillano per una caratterizzazione chissà quanto divertente… Siamo sinceri, non credo fosse così difficile escogitare vari tipi di follia con un po’ più di originalità. Credo che se Dead Rising 3 avesse avuto una sceneggiatura come si deve, anche l’aspetto tecnico sarebbe passato in secondo piano, come avrò modo di ribadire in seguito…

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Gli antagonisti senza “qualche venerdì” non godono di una caratterizzazione molto originale; tutto già visto… O quasi.

Tutt’altra storia sul versante gameplay, aspetto che ho trovato superiore rispetto alle precedenti iterazioni. Diciamo che la nuova struttura semplifica decisamente la vita, con salvataggi automatici non più affidati a uno o tre slot, e una gestione della partita a portata di tutti. I salvataggi più o meno semplificati sono una caratteristica soggettiva, che può o meno piacere. Sta di fatto che mi sono divertito da matti per le strade di Los Perdidos, disseminate di armi, progetti combo e tanti veicoli utilizzabili come trita carne. Sciaccia sassi, suv, moto, macchine sportive, camion, torrette e chi più ne ha più ne metta… La carneficina è assicurata, con somma delizia per l’utente. I veicoli ricoprono davvero un ruolo fondamentale nell’economia di gioco.

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I veicoli non sono soltanto utili, ma anche divertenti da utilizzare e oltremodo sfiziosi… Questa volta è possibile combinare combo anche di questi, ricreando vetture distruttive manco fosse Carmageddon…

La fortissima componente free roaming, con collezionabili disseminati in ogni antro della mappa, ha fatto optare per una modifica alla struttura di gioco per ciò che concerne le assillanti scadenze di tempo. Il migliore amico del videogiocatore di Dead Rising era l’orologio, che con le proprie lancette imponeva corse serrate verso gli obiettivi in pericolo; pena il mancato completamento delle quest… Dead Rising 2 aveva già reso meno severe queste scadenze, rendendo di fatto possibile il completamento al 100 % dell’avventura senza trapianti di fegato. Dead Rising 3 limita tale caratteristica alle missioni secondarie, che possono essere avviate a patto di farsi trovare in un determinato punto della mappa prima dell’esaurirsi della barra temporale. Tuttavia la main quest può essere affrontata con tutta calma, così da concedere possibili tempi morti da impiegare nell’esplorazione o, come si suol dire in gergo, nel “cazzeggio”. Non mi sono mai annoiato e ho faticato a riporre il pad quando la mia vita reale lo richiedeva.

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Un arsenale di armi più o meno realistiche è a nostra disposizione…

Il comparto tecnico è invece un punto davvero dolente per un titolo next gen, che ha quindi il fardello aggiuntivo di dover dimostrare qualcosa. Il gioco gira ad una risoluzione di 720 p, con texture che presentano rallentamenti in fase di caricamento e un framerate che arriva anche a 12 frame al secondo in fasi di distruzione di materiali o sovraffollamenti di zombies. Normalmente siamo invece sui 20/30 frame al secondo. Non certo un traguardo, per usare un eufemismo… Queste caratteristiche non minano pesantemente l’esperienza di gioco, risultano fastidiose soltanto in fasi circoscritte. Certo è che non è il titolo da consigliare per mostrare le potenzialità della nuova console agli amici. Leggermente meglio per quanto riguarda i modelli poligonali, che risultano comunque superiori rispetto a quanto visto nella generazione uscente. Vero è che nessun gioco aveva fino ad ora mosso così tanti zombies su schermo, infatti ce n’è davvero una quantità impressionante. Forse avrebbe giovato un annetto in più di sviluppo? Degna di lode invece l’integrazione del sensore kinect, che se non gioca un ruolo fondamentale funziona comunque egregiamente e può servire ad esempio a distrarre gli zombie o ad impartire ordini vocali e navigare nei menù. Un valore aggiunto anche la possibilità di affrontare la cooperativa in due giocatori online, da capo o ripetendo soltanto alcune missioni. Senza dubbio è più utile avere a che fare con utenti in carne e ossa che con le vittime da salvare nelle quest secondarie, che ci seguono per dare una mano, ma che finiscono soltanto per dare fastidio. Causa un’intelligenza artificiale veramente carente…

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la quantità di zombies per le strade è davvero impressionante…

La domanda sorge spontanea: perché un 8 a un gioco che pecca sulla sceneggiatura, sulla caratterizzazione dei personaggi e soprattutto nel comparto tecnico? Per lo stesso motivo per cui non potrei stroncare Pacman per la sua grafica… Dead Rising 3 è un’esperienza longeva di puro gameplay e fa ciò che in primis dovrebbe fare un videogioco: divertire e lasciare l’utente incollato al televisore. Qualora foste amanti dei virtuosismi tecnici, sarei io stesso a sconsigliarvelo. Sono d’accordo con chi sostiene che ha parecchie carenze, talvolta intollerabili nel 2013. Però non concordo con chi sostiene che un titolo next gen vada valutato in base a una prova di forza nella quale deve dimostrare le potenzialità della nuova console. E’ un titolo al lancio… E vi invito a menzionarmi un titolo così profondo in termini di gameplay e longevità al lancio delle vecchie console. Con del tempo di sviluppo in più e una buona sceneggiatura sarebbe stato un ottimo prodotto nella sua interezza; in questo caso abbiamo il peggior Dead Rising uscito (Purtroppo è vero), ma pur sempre un gioco che mi sento di consigliare per le sue indubbie qualità. Questa volta a tutti, perché è estremamente accessibile senza risultare troppo facile.

[checklist]

  • Puro gameplay
  • Dannatamente divertente
  • Longevo
  • Kinect ben integrato

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[badlist]

  • Comparto tecnico inadeguato
  • Sceneggiatura insipida
  • Protagonista insipido

[/badlist]

Scritto da: Gabriele "gaboman87" Piacente

Appassionato di cinema, teatro, fumetti, videogiochi... Insomma, tutto ciò che non serve a niente, se non all'anima (che massima...). Adora Grim Fandango, la Sega di una volta,il joypad della Gamecube, il fondoschiena di Madison in Heavy Rain, la serie Onimusha (dateci un seguito!), ha un'ossessione per Batman (non fisica) e adora tutto ciò che è retrogaming. Ha un' incapacità cronica e insensata a giocare a Super Mario Bros; è stata epica una partita in cui ha perso tre vite contro il primo minaccioso funghetto.

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