[RECENSIONE] Diablo III

Da il il Recensioni

[RECENSIONE] Diablo III

D3 HomeTemer si dee di sole quelle cose c’hanno potenza di fare altrui male;
de l’altre no, ché non son paurose.”

Di Diablo si é detto tutto e il contrario di tutto.Fedelmente alla fama che si è creato nel corso degli anni, prima tra tutte quella di aver praticamente creato un genere, l’ARPG (acronimo di Action Role Playing Game) in un mondo, quello del Pc Gamimg dove, nel 1996, gli rpg si potevano distinguere in due sottocategorie: quella in First Person (categoria in cui rienrrano alcuni gloriosi titoli tra cui la serie ormai dimenticata Might e Magic o i primi espidodi della serie Elder’s Scroll) e quelli con visuale “falso isometrica” della serie Ultima.Se nel corso di questi anni si è sentito spesso parlare di “Rpg alla Diablo” il perchè appare chiaro, è frutto del successo devastante che questo titolo ha avuto sin dal primo momento. Ambientazione matura, splendidi filmati in CG (anche per l’epoca nonostante oggi soprattutto quelli del primo capitolo riescano solo a generare simpatia mista a nostalgia)e soprattutto, un sistema di loot per i drop che ha fatto scuola esattamente come la tipologia di gioco: basti pensare al Borderland, gioco di tipologia diametralmente opposta, che sfrutta bene o male lo stesso sistema per ottenere l’equipaggiamento.Diablo 2, uscito nel 2000, è stato fino a poco tempo fa, uno dei titoli più giocati online, con una community che arrivava a toccare anche gli 8 milioni di giocatori. E per un titolo di inizio millennio é un dato sconcertando, specie se si considera la qualità delle connessioni internet italiane di quel periodo e, soprattutto, se si considera la quantità di giochi usciti nel corso degli anni: se un titolo riesce a mantenere una fetta di appassionati (e di conseguenza del mercato) così solida qualcosa di buono deve effettivamente esserci, al di là delle polemiche perpetrate dai detrattori. Quando quindi nel 2008 venne annunciato Diablo 3 si può ben immaginare la reazione del mondo videoludico. Negli anni a venire Blizzard si è dimostrata maestra del viral marketing, rilasciando con il contagocce qualsiasi informazione (compresi screenshot) riguardanti al titolo, fino alla release data: 15 maggio 2012, ore 00.00 a Parigi.

Diablo 3 art

Il lavoro fatto dai grafici della Blizzard é impressionante

Quel giorno il mondo (videoludico si intende) è esploso.

3,5 milioni di copie vendute in meno di 24 ore (preorder compresi, vero, ma pur sempre di copie vendute si tratta).

La community attualmente attiva su Battle.net conta oltre 10 milioni di giocatori.

Numeri impressionanti per un titolo che avrebbe dovuto rappresentare la pietra angolare del genere, cosa che purtroppo non si verificò, in quanto gli appassionati di Diablo 2 (e che quindi rappresentava la base dell’utenza di Diablo 3) si spaccò, principalmente in merito al sistema adottato per lo sviluppo del personaggio, ovvero l’abbandono delgi alberi di abilità presentii nel secondo capitolo (che a loro volta erano uno sviluppo delle abilità presenti nel capostipite della serie, che non avevano alcun “senso logico” in quanto queste si imparavano attraverso la lettura di determinati Tomi droppati, ovviamente casualmente come tutto il resto, dai vari mostri/forzieri) per una serie di bilità e Azioni “preimpostate” a seconda della classe scelta. Queste si differenziano in Principali e Secondarie e Azioni “da barra” per un totale di 6 Comandi utilizzabili in battaglia sbloccabili semplicemente avanzando di livello. Parallelamente a ognuna di queste, sempre tramite avanzamento, si sbloccano delle Rune (5 per ogni Azione/Abilità)che conferiscono effetti aggiuntivi al comando scelto. Nessun punto da spendere, nessun prerequisito se non il livello del personaggio per poter usare un Comando. Molti lo hanno visto come una limitazione, in quanto “standardizzava” i perosnaggi, limitando la possibilità di creare Build differenti anche nelle stats/Comandi e non solo nell’equipaggiamento.

D3 Battle

Se il numero dei nemici che vi fronteggia vi sembra esagerato, non preoccupatevi: é una situazione normale.

E poi la Casa d’Aste. Gestita direttamente da Blizzard, dava la possibilità di acquistare utilizando valuta reale l’equipaggiamento, trasformando così il gioco in una sorta di “Pay To Win”, specie con l’introduzione del PvP. Ovviamente l’utilizzo della moneta reale era (e lo é ancora) solo un opzione, in quanto è possibile acquistare anche utilizzando la moneta guadagnata in gioco.Qualacuno si starà chiedendo se questa è la recensione di Dablo 3 per pc uscita con un ritardo mostruoso (oltre 15 mesi) e se semplicemente sto divagando. In realtà la premessa lunghissima serve da doverosa introduzione all’analisi del titolo che finalmente esce anche su console.Quando fu presentato all’ E3 2012 si ripresentò più o meno la situazione verificatasi nel 2008. Finalmente anche all’utenza console (numericamente più ampia rispetto a quella PC) veniva data la possibilità di giocare al titolo che ha creato tantio cloni, più o meno risciti, In verità non era la prima volta, in quanto la conversione del primo Diablo fu fatta anche per PSX nel 1998, ma è un episodio che viene volontariamente messo nel dimenticatoio, non solo dal sottoscritto, come il peggiore dei segreti e questo lascia ben intendere la qualità del risultato.

Il secondo tentativo sarà quello buono?

Dipende dagli occhi di chi guarda e, in qusto caso, di chi legge.

Trattandosi di una CONVERSIONE é impossibile non fare dei confronti diretti tra il gioco PC e quello Console, dando per scontato che le versioni Ps3 e Xbox 360 sono praticamente identiche, pur risultando quella per la console Microsft la migliore tra le due per una resa grafica complessivamente migliore e una fluidità più marcata. Tecnicamente infatti, le differenze si vedono eccome. Questo perché nonostante i vari screenshot in giro per la rete possano trarre in inganno, Diablo 3 non é certo un gioco alla portata di tutti i pc, risultando infatti molto esoso per quello che riguarda i requisiti minimi, Trasportare quindi sulle console di questa generazione (ricordiamo che é prevista anche una versione per le console next gen) si è rivelata impresa ardua per i programmatori della Blizzard. Il risultato non é affatto male, chiariamolo, ma il merito va gran parte alle ambientazioni che sono sorprendentemente evocative ( Atto 3 e Atto 4 su tutte) e che spesso distraggono e fanno “perdonare” alcune mancanze. Ma portare il gioco su console ha richiesto soprattutto un interfaccia comandi Pad Oriented, ed è qui che, dopo un comprensibile adattamento, si nota la bontà del lavoro fatto dalla Blizzard: le due levette sono destinate infatti al movimento del personaggio (sinistra) e alla schivata (destra), assente sulla versione PC e che contribuisce a rendere il gioco molto più dinamico: la velocità di rotolamento del personaggio varia da classe a classe, con il Demon Hunter in cima alla lista (personaggio che già di suo possiede abilità votate alla Destrezza) e il Barbaro a chiudere la classifica. Le Abilità e le Azioni sono disposte in maniera molto intuitiva e comode da raggiungere, sfruttando tutti i 4 tasti del pad e i due dorsali destri (il tutto compleatamente mappabile) mentre i due dorsali sinistri vengono utilizzati per pozioni (L1) e per un lock sul nemico (L2), affidando la gestione del bersaglio al giocatore visto che il gioco automaticamente targetta il nemico più vicino. Questa possibilità non è da sottovalutare, in quanto ai livelli più avanzati la scelta del bersaglio può fare la differenza tra la vita e la morte, considerato che le varie categorie di nemici (i “campioni” circondati da un ‘aura blu e gli “elité” circondati da un a’ura dorata) hanno anch’essi delle abilità, che aumentano con l’aumento della difficoltà, una per ogni livello (1 a Normale, 2 a Incubo, 3 ad Abisso e 4 ad Inferno) e alcune combinazioni tra queste abilità possono dare serissime difficoltà anche al personaggio meglio equipaggiato. Anche la schermata di status e l’inventario hanno subito un restyling, ma in questo caso non mi sento di approvarle, soprattutto l’iventario, come invece per l’inpout del comandi.

D3 Inventory

La schermata dell’inventario non è poi così immediata come potrebbe sembrare a prima vista, soprattutto per quello che riguarda la parte destra della stessa..

L’inventario infatti é rappresentato dal classico sistema a “ruota” che, per quanto semplice, non riesce a dare l’idea di immediatezza che invece servirebbe in giochi del genere. L’intrduzione poi del “fast equip”, opzione che permette di equipaggiare immediatamente gli oggetti raccolti (mentre l’oro viene raccolto automaticamente tutto il resto necessita della conferma del giocatore tramite la pressione del tasto X, A sulla versione Xbox360) é la novità che mi ha lasciato più perplesso. Sebbene sia utile nei primi livelli, con il progredire dell’avventura diventa pian piano più inutile, in quanto non sempre l’oggetto che appare “migliore” nel momento in cui lo si raccoglie (viene segnalato un semplice segnale a video con frecce rosse se è peggiore di quello che è già equipaggiato, verde se invece è miglore) effettivamente lo é. Questo perchè il gioco si limita a fare un confronto 1:1 con il corrispettivo equipaggiato (ad esempio se l’oggetto raggolto è un’armatura il gioco lo confronta con l’armatura indossata, evidenziando il rapporto tra i due) senza considerare l’utilità che il pezzo ha nella totalità dell’equipaggiamento. I set leggendari, ad esempio, oltre ad avere statistiche “personali” chiamiamole così, ottengono dei bonus cumulativi a seconda di quanti pezzi appartenenti a quel set si hanno. Viene da sé che quindi il loro valore non è espresso dalle singole statistiche ma va contestualizzato in base ail numero di pezzi del set equipaggiati, e possono risultare peggiori di un oggetto singolo, ma nel complesso risultano nettamente più utili grazie proprio ai bonus cumulativi. Fortunatamente il fast equip é totaolmente opzionale (si attiva premendo SU sul D-pad) e quindi non è necessario utilizzarlo, alsciando così al giocatore la totale libertà nella costruzione della sua build. Nel passaggio alle console è stato rivisto anche il sistema di loot, rendendo più semplice trovare oggetti potenti e utili per la classe che si sta utilizzando, questo per sopperire all’eliminazione della Casa d’Aste e quindi rendere possibile la creazione di personaggi potenti senza ricorrere a “scorciatoie”. E’ bene chiarire che però con “semplificare” non si intende dire che l’operazione si sia trasformata in una passeggiata, il farming di equip é e rimane una delle caratteristiche fondamentali di Diablo, a prescindere dalla piattaforma in cui si gioca. Il vero punto di forza della produzione Blizzard però è la cooperativa, che tanto nella versione PC quanto in quella console, completa l’esperienza e la porta su un altro livello.  A differenza della controparte Pc però, la veriosne console gode di una cooperativa locale che offre la possibilità di giocare fino in 4 senza fastidiosi split screen Ovviamente si è dovuto ricorrere a qualche compromesso, specie nel caso in cui uno dei giocatori dovesse spostarsi troppo dall’azione: in questo caso infatti verrà automaticamente teletrasportato al centro della visuale. Con la pressione dello stick analogico destro potremo evidenziare il personaggio nei momenti più concitati della battaglia, quando il caos dei nemici a schermo rende difficile capire l’esatta posizione dello proprio eroe.

D3 Multy

Il vero punto di forza di Diablo III é la cooperativa, disponibiloe anche il locale offline su console. Un’esperienza decisamente appagante.

Doppiaggio e comparto sonoro assolutamente di primissimo livello, esattamente come la controparte PC, a patto però di avere un robusto impianto Dolby collegato alla console, diversamente non si godrebbe appieno dell’ottimo alvoro svolto dal compositore Russel Brower, da sempre collaboratore di Blizzard e già autore delle colonne sonore di World Of Warcraft, nonchè vincitore di 3 Emmy Awards. Quindi il giudizio complessivo su questo Diablo 3 é positivo? Rialloacciandomi a quanto detto all’inizio, dipende dagli occhi di chi guarda.

Obiettivamente ci troviamo davanti ad un gioco epico, adrenalinico, ben strutturato, con un’ottima campagna cooperativa e soprattutto divertente. L’eliminazione di quelli che venivano coinsiderati come difetti della verisone PC ( l’always on line e la casa d’aste) potrebbe far considerare questa conversione addirittura superiore all’originale. Ma chi scrive ha accumulto quasi 400 ore di gioco complessive su PC (e nonostente i nuemrosi impegni videoludici mi ritaglio sempre qualche oretta settimanale per milgiorare i miei PG) e devo dire che non sono rimasto convinto dalla verione Console. Le differenze sono tante e marcate (non solo a livello visivo) , e seppur il passaggio ad un tipo di controllo pad oriented sia sostanzialmente “facile” trovo che il gioco ne sia uscito sostanzialmente modificato. Cosa che invece non è capitata con altri titoli che godono di “doppia piattaforma” (PC e Ps3) come Final Fantasy XIV ARR ad esempio. So che dovrei analizzare solo la verione console, ed è quello che ho cercato di fare lasciando da parte l’emotività, ma come detto a inizio recensione, è la natura stessa del prodotto, essendo una conversione, a richiedere dei confronti. Il risultato è sicuramente apprezzabile, e decisamente meglio del risultato ottenuto con la converisone del primo Diablo, ma siamo ancora lontani dalla perfezione.

Detto questo rimane comunque un must have, per quelli che non hanno la possibilità (o la volontà) di giocarlo su PC.

[checklist]

  • Modalità cooperative divertenti (in locale e online) e longevità impressionante data dalle 5 classi presenti e dalle 4 difficoltà, che si sbloccano solo terminando l’avventura varie volte
  • E’ “Diablo” sotto tutti i punti di vista.

[/checklist]

[badlist]

  • Alcuni rallentamenti di troppo nei momenti più concitati
  • Inventario e schermata status non proprio funzionali e convincenti

[/badlist]

Scritto da: Riccardo "Rhaxs" Sitzia

Videogiocatore sin da quando ha avuto facoltà di pensiero, possiede come caratteristica fondamentale avere "metallo liquido e birra" al posto del sangue nelle vene. Soffre della "Sindrome del Chitarrista" che, oltre a costringerlo a imbarazzanti esibizioni di Air Guitar in luoghi pubblici utilizza come scusa per i suoi frequenti errori di battitura: "Ho le dita della mano sinistra che vanno più veloce del pensiero..deformazione professionale" ama dire.

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet