Disintegration

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[RECENSIONE] DISINTEGRATION

Per chi videogioca da un numero consistente di anni è abbastanza naturale aspettarsi un mix di diversi generi quando si tratta di nuovi IP. Molte volte si tratta unicamente di lievi influenze, basti pensare a l’onnipresenza delle caratteristiche dei giochi di ruolo negli action moderni (livelli, upgrades ecc.), altre volte si tratta di una vera e propria fusione che da vita a nuovi generi che non sapevamo di volere. Disintegration rientra in una categoria diversa. Una fusione di generi che, personalmente, non sapevo di non volere.

La ricetta è all’apparenza semplice: prendere uno degli autori di Halo, le meccaniche di un FPS, la strategia di un RTS e un pizzico di combattimento su veicoli. Mischiare tutto in un grande mondo sci-fi popolato da automi et voilà. Ma una volta assaggiato è abbastanza chiaro che il numero di ingredienti non basta a renderla una pietanza saporita. Okay, basta con le metafore culinarie.

Disintegration ha luogo in un futuro lontano in cui il genere umano ha devastato il pianeta e, per sopravvivere alla carenza di risorse e al clima insostenibile, ha trovato il modo di spostare la mente umana in un corpo robotico come misura temporanea fino alla risoluzione del problema. Un processo chiamato “integrazione”. Purtroppo il sorgere di un potentissimo gruppo militare, Rayonne, pone il genere umano pericolosamente vicino alla distruzione totale. È in questa situazione disperata che controllerete Romer, un ex pilota di gravicicli,suo malgrado al controllo di una banda di integrati fuorilegge intenzionati a sconfiggere Rayonne e riportare l’umanità ai suoi vecchi fasti.

Se dopo aver letto il paragrafo precedente vi state grattando il capo chiedendovi cosa sia un graviciclo, tranquilli, è naturale. Il graviciclo è una sorta di scooter armato in grado di levitare di alcuni metri sopra il suolo (scordatevi di volare sopra un precipizio). Ne esistono diversi modelli, ma lo scopo principale di un pilota in guerra è quello di comandare e supportare le truppe combattendo attivamente. La ragione di esistere di questo veicolo è la possibilità di spostarsi velocemente in 3 dimensioni per avere una visuale maggiore delle mappe di gioco. La differenza rispetto a un semplice strategico è che i nemici saranno ben felici di utilizzarvi come bersaglio quando sarete in vista.

La storia di Disintegration è raccontata principalmente dai brevi filmati tra le missioni che vedono i personaggi interagire e decidere sul da farsi. Non c’è nulla di particolarmente innovativo o degno di nota nella storia, se non che lo humor e il design in generale ricordano in diversi aspetti Destiny. Una volta finito il breve filmato si passa generalmente a una sessione nell’hub di gioco dove è possibile parlare con alcuni dei personaggi secondari prima di partire per la prossima missione. In queste ultime, saranno principalmente i membri della vostra squadra a parlare mentre, inspiegabilmente, Roman rimarrà silenzioso per tutto il tempo. Ma il silenzio del personaggio principale è l’ultimo dei problemi dell’opera prima di V1 interactive.

Se dovessi descrivere con una parola la mia esperienza con Disintegration, sarei obbligato ad andare per “frustrante”. Alla scelta del livello di difficoltà sono andato direttamente a Maverick, il terzo su quattro disponibili e, secondo gli autori, come andrebbe affrontato. L’esperienza non è stata per nulla positiva. Le armi fanno un danno ridicolo, i nemici continuano ad arrivare, spesso obbligandovi a monotone ondate su ondate dove il vostro ruolo sarà evitare di farvi ammazzare mentre riparate i membri della vostra squadra. Ah, terribile idea iniziare a difficile, meglio abbassare il livello di difficoltà a normale e… stessa identica storia.

I problemi della campagna di Disintegration sono strutturali e i livelli di difficoltà non fanno altro che accentuarli. In teoria a difficoltà facile e normale i livelli potrebbero essere affrontati con un utilizzo minimo della vostra squadra, mentre quelli più alti richiedono una maggiore strategia. In pratica non utilizzare i vostri compagni rende l’esperienza terribilmente monotona a causa della mancanza di varietà delle armi e delle situazioni. Con la squadra al vostro servizio le cose migliorano, ma le opzioni strategiche sono davvero troppo poche per rendere il tutto interessante. Sarà possibile indicare dove andare e chi attaccare, ma unicamente come gruppo. Il che significa che una squadra di 4 persone si muoverà sempre e comunque nella stessa direzione e daranno priorità all’unico nemico che gli direte di attaccare. Le unità avranno degli attacchi in grado di danneggiare o rallentare gruppi di nemici, ma avranno un tempo di cooldown abbastanza lungo rendendo l’attesa una grossa componente degli scontri.

Un altro problema che si unisce ai precedenti è l’impossibilità di scegliere l’equipaggiamento del vostro graviciclo o i membri della vostra squadra. Ogni missione avrà la sua combinazione e non potrete in nessun modo influenzarla per adattare il gameplay ai vostri gusti. E’ presente la possibilità di migliorare le caratteristiche dei vostri personaggi ma in un modo molto generico che influisce leggermente su parametri quali energia e tempo di cooldown. Se a questo si unisce che molti dei livelli sono poco più che degli enormi spazi vuoti è semplice vedere la mancanza di appeal di questa opera prima.

Le cose migliorano per il multiplayer, dove affrontare altri piloti umani mostra almeno qualcuno dei punti di forza della formula completamente assenti dalla campagna single player. Sono presenti tre modalità, tutte 5 vs 5, un cattura la bandiera, un deatmatch con conferma e king of the hill. A prescindere da quale modalità sceglierete, il gameplay sarà pressoché identico.

Le mappe sono di dimensioni ridotte, probabilmente per mantenere la tensione alta, e la maggior parte degli incontri sono abbastanza caotici. Sono presenti diversi gravicicli da utilizzare, ognuno con il proprio loadout e diverse opzioni per personalizzare il look di pilota e veicolo. Il gameplay e il controllo della squadra non cambiano passando dal single al multi, ma l’essere parte di una squadra, ognuna con le proprie unità, dona all’esperienza un feeling diverso che quasi mostra delle potenzialità. Questo però non basta per consigliarne l’acquisto visto che in un periodo pieno di alternative per il PvP tutto dipende dal supporto post lancio.

È davvero difficile consigliare Disintegration. È difficile vedere i fan degli FPS o RTS sceglierlo al posto di un’esperienza più classica. L’idea del graviciclo e del controllo delle squadre non sono di per sé cattive, ma l’esecuzione è piatta, superficiale. Un FPS vi darebbe un gran numero di armi a disposizione per liberarvi dei nemici. Un RTS vi darebbe diverse unità da controllare individualmente per poter creare strategie complesse. Disintegration riduce all’osso la varietà in nome della fusione dei generi, dimenticandosi purtroppo di trovare ciò che rende un videogioco divertente. Un gioco che raggiunge la sufficienza ma nulla di più.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Multiplayer interessante
  • Storia e personaggi apprezzabili

Il Cattivo

  • Mancanza di profondità
  • Difficile ma senza una vera sfida
  • Opzioni strategiche limitate
  • Ambientazioni monotone
6
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Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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