Lignite e paura
Dopo gli inseguimenti al cardiopalma di “The dephts”, ecco emergere dalle profondità più oscure “The hideaways”, secondo capitolo del DLC “secret of the Maw” di Little Nightmares. Come previsto la Tarsier Studios ci regala un’altro piccolo gioiello, questa volta nero come il carbone, che ci porterà ancora più a fondo nell’opprimente mondo delle Fauci.
In questo nuovo livello, ci troveremo ad accompagnare il fuggiasco attraverso le fornaci della The maw e a fare i conti con il custode, vecchia conoscenza che qui ci braccherà in un buio ancora più opprimente e fitto, in questo caso la torcia sarà davvero indispensabile per la nostra fuga verso la “salvezza”. Verranno però in nostro aiuto i nomini, con i quali potremo collaborare attraverso un sistema di liberazione e controllo dal retrogusto Oddworldiano che amplia la complessità di platforming e ci porrà davanti a dei bei grattacapi.
Le ambientazioni mantengono come sempre un altissimo livello di dettaglio
Come sempre, Little nightmares non delude per la sua cura nelle ambientazioni e nella regia, che restano davvero impressionanti: qui tra carbone, nomini addetti alle fornaci e orribili custodi dalle braccia chilometriche si ha la sensazione di esser finiti in una versione sadicamente corrotta di un film di Miyazaki. Purtroppo, così com’è stato anche per The dephts, questo DLC potrà offrirci tuttalpiù un paio di ore effettive di gameplay tenendo anche conto della ricerca dei collezionabili nascosti lungo il percorso.
Capitolo nero, cupo ma anche grezzo come il carbone: The hideaways infatti, nonostante la sua potenza e bellezza, si presenta malauguratamente come un DLC instabile, pieno di piccoli bugs capaci di rovinare davvero l’esperienza di gioco. Primo di tutti è l’IA dei nostri piccoli amici incappucciati, che occasionalmente inizieranno a perdere il controllo vagando senza meta lungo lo stage, rendendo impossibile risolverlo e obbligandoci a riavviare dall’ultimo checkpoint disponibile. Altro neo sta nelle animazioni che spesso risultano mal coordinate o glitchanti, il che demolisce inclementemente l’atmosfera del gioco, suo più grande punto di forza.
Il custode ci caccerà nel buio più totale
Dopo i fuochi d’artificio di The depths, non si può fare a meno di notare un leggero calo nella qualità della saga, non tanto per la resa ed il gameplay in sé, quanto appunto per queste piccole imprecisioni, che ci auguriamo vivamente possano essere aggiustate nel prossimo DLC in arrivo a gennaio. Little nightmares: the hideaway resta comunque un articolo davvero imperdibile per chi si è affezionato al contorto universo della Tarsier e di certo capace di ghermire altri cuori con la sua seducente e ambigua oscurità.
Il Buono
- Atmosfera e regia magistrali
- Ampliamento interessante del gameplay
Il Cattivo
- Piccoli ma troppo frequenti bug che rovinano l'esperienza di gioco
- IA talvolta precaria e non sempre affidabile




