GRADISCE UNA BANANA?
Dopo The Legend of Zelda: the Wind Waker HD e Super Mario 3D World, non poteva mancare l’arrivo in alta definizione del gorilla incravattato più amato dai Nintendari. A distanza di quattro anni dalla loro ultima fatica, gli sviluppatori del team Retro Studios hanno dato alla luce Donkey Kong Country: Tropical Freeze. Il gioco, seguito di Donkey Kong Country Returns per Wii, presenta una trama minimal: Donkey Kong sta festeggiando il suo compleanno con Dixie, Diddy e Cranky, quando un branco di folli vichinghi provenienti da regioni glaciali, gli Snowmads, si impossessa dell’isola DK e scaraventa in terre lontane i poveri primati, che si vedranno costretti a iniziare un tortuoso ritorno verso la terra natia.
Senza molti preamboli, dopo un breve filmato introduttivo ci si trova subito immersi nel primo livello del primo mondo (su sei principali disponibili). I programmatori sono riusciti a dare una certa varietà ai livelli: questi spaziano dalle classiche piattaforme a scorrimento laterale al pilotare un barile razzo, sino al farci guidare un carrello lungo dei binari, conferendo velocità ai livelli quasi in stile Sonic. La durata di questi è variabile. Alcuni sono brevi e intensi, altri invece più lunghi, anche se il posizionamento di checkpoint e cuori in punti strategici aiuta a contenere la difficoltà del gioco, che in alcuni punti presenta picchi davvero elevati. Lungo il vostro viaggio sarete aiutati da Diddy, dotato di una sorta di jet-pack che vi terrà in volo per alcuni secondi e di una pistola spara arachidi, Dixie, che grazie alla sua treccia vi permetterà di effettuare un piccolo sprint verso l’alto e avrà a disposizione una pistola spara bolle che stordirà i nemici, e Cranky, il primato vissuto che permetterà di effettuare dei balzi su ostacoli potenzialmente dannosi e che stordirà i nemici a suon di dentiere. In alcuni livelli potrete usare anche Rambi il Rinoceronte, che si rivelerà estremamente utile per superare ostacoli invalicabili.
Lo scopo del gioco è quello di giungere sani e salvi a fine livello. In ognuno di essi sarà possibile collezionare le lettere della parola K-O-N-G e frammenti di puzzle che troverete, non facilmente, sparsi per i luoghi che visiterete. Inoltre in ogni quadro saranno presenti uno/due bonus room che consisteranno nel raccogliere cento banane per ottenere un frammento di puzzle e una vita extra. Quasi sempre la prima volta che giocherete a un livello sarà una sorta di perlustrazione, in quanto ottenere tutti i collezionabili richiederà più di una giocata. Oltre a questo si aggiunge il fatto che una volta finito un livello si bloccherà la sfida a tempo, che fornirà come ricompense delle monete di bronzo, argento o oro in base al tempo che registrerà il vostro cronometro. Sarà anche possibile condividere le vostre prestazioni con altri giocatori: infatti, inviando il vostro record, entrerete di fatto in una classifica globale in cui saranno messi a disposizione anche i replay vostri e di altri giocatori per confrontarvi e, magari, scoprire qualche segreto. Se a tutto questo aggiungiamo l’inserimento dei soliti livelli bonus, possiamo tranquillamente affermare che ci troviamo di fronte ad un gioco dalla longevità elevata. In ogni mondo sarà presente uno Shop gestito da Funky Kong, da cui potrete acquistare vite, potenziamenti e oggetti collezionabili.
Il gioco presenta pochi comandi, semplici, ma che devono essere usati con estrema precisione. La maggior parte del gioco si articola su combinazioni di movimenti che porteranno DK a saltare su piattaforme, arrampicarsi su liane o nuotare sott’acqua. Nei livelli in cui si guiderà il carrello da miniera è fondamentale calibrare al millimetro tutti i movimenti. All’inizio potrà sembrare complicato, ma con il tempo prenderete facilmente dimestichezza e i vari comandi, senza che ve ne accorgerete, vi sembreranno sempre più naturali. I nemici sparsi per il livelli non sono moltissimi e raramente potranno crearvi qualche grattacapo. La maggior parte di loro servirà comunque per raggiungere luoghi o oggetti inaccessibili con i semplici salti. Discorso differente, invece, per i boss di fine mondo. Alcuni saranno davvero ostici, al punto tale da sembrar progettati da un genio del male, che rendono quasi fondamentale l’ingresso in partita di un secondo giocatore. Sarà possibile in qualsiasi momento del gioco far entrare un amico in partita, che impersonerà uno dei tre personaggi di supporto a disposizione. Nonostante il ruolo di questi risulti molto marginale, fungendo unicamente da supporto, non si può negare che si riveli estremamente utile per semplificare alcune situazioni, come i già citati boss.
Una cosa da sottolineare è il mancato utilizzo del Wii U GamePad. Questo potrà essere utilizzato soltanto per proseguire la partita sul minischermo a televisore spento. Durante il gioco il display del pad sarà addirittura sarà spento. Il fatto che non si sia voluto minimamente sfruttare questo accessorio è dimostrato dal mancato utilizzo del touch anche nei menu iniziali. Di contro il Wii U Pro Controller si mostra assolutamente perfetto, sembra quasi creato appositamente per questo gioco e relega al GamePad il ruolo di fermacarte. Ergonomia ed elevata autonomia migliorano di molto l’esperienza di gioco, se pensiamo alle tre/quattro ore scarse del paddone. Possiamo davvero criticare i Retro Studios per il suo mancato utilizzo? Forse, ma non è detto che la next-gen Nintendo debba per forza essere schiava di questo accessorio. E’ possibile creare ottimi giochi anche senza, come Donkey Kong Country Tropical Freeze dimostra. Un consiglio ai giocatori meno esperti o dotati di poca pazienza: data l’estrema complessità di alcuni frangenti di gioco, sarebbe meglio comprare una custodia per il vostro GamePad/Pro Controller, per limitare i danni nell’eventualità che questo possa frantumarsi quando lo scaraventerete contro un muro, soprattutto una volta sbloccata la Modalità Difficile.
Da un punto di vista grafico Donkey Kong Country: Tropical Freeze è davvero ineccepibile. Ogni mondo presenta un’ambientazione caratteristica con elementi particolari in grado di distinguere ogni singolo livello, permettendo al giocatore di far volare la fantasia e immergersi a pieno nel mondo del gorilla “giapponese”. In alcuni livelli le fasi a scorrimento laterale saranno interrotte da una prospettiva tridimensionale, rompendo così la monotonia. Di ottima fattura le cut-scene che precedono gli scontri con i boss. Gli sviluppatori sono stati in grado di unire la semplicità del platform 2D ad una grafica tridimensionale che supera di gran lunga giochi come New Super Mario Bros. U e che non sfigura neppure di fronte Super Mario 3D World. Anche il sonoro raggiunge livelli elevati. La maggior parte delle musiche sono d’ambiente e la ritmicità di queste si intona alla perfezione con l’andamento delle fasi di gioco. Alcuni motivi e jingle vi entreranno nella testa tormentandovi giorno e notte. Bellissimi alcuni motivi rock, soprattutto quelli che accompagnano le battaglie contro i boss di fine mondo.
Donkey Kong Country: Tropical Freeze è, senza ombra di dubbio, un ottimo gioco. Un gameplay solido e già collaudato, che può contare sull’inserimento di alcune novità rispetto al predecessore, si unisce ad una grafica raffinata, un sonoro eccellente e una difficoltà di gioco elevata, caratteristica rara da trovare in un gioco di questi tempi e in grado di mettere a dura prova anche i videogiocatori più esperti. Le quantità innumerevoli di collezionabili e le sfide a tempo garantiscono la rigiocabilità, fornendogli un’elevata longevità. Tropical Freeze è una bellissima risposta degli sviluppatori dei Retro Studios a tutte le male lingue che davano la casa di Kyoto sull’orlo del precipizio. Possiamo invece piacevolmente affermare di essere di fronte all’ennesima perla della grande N e gioire di un Wii U che finalmente mostra un parco titoli soddisfacente e all’altezza delle aspettative.
Il Buono
- Grafica eccellente
- Estrema Longevità
- Comparto tecnico di qualità
- Comandi Semplici, ma ben calibrati
- Wii U Pro Controller Perfetto ..
Il Cattivo
- .. GamePad non pervenuto
- L'Online ha un ruolo marginale









