Dying Light: Bad Blood

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[RECENSIONE] Dying Light: Bad Blood

Non nascondo che Dying Light sia stato un gioco che ho amato alla follia, e mentre la mia voglia matta di Zombie era ormai indirizzata al tanto atteso sequel, ecco che dal nulla spunta su Steam uno spin-off multiplayer che lo stesso sviluppatore definisce un “Brutal Royale”.

Il nome ci fa pensare ovviamente al trend del momento, questa ormai famosa modalità dal nome di Battle Royale e, seppur alcuni fondamenti di questa modalità sono presenti, non ci assomiglia per niente al resto di questa tipologia di giochi. Il mondo del gioco è costruito attorno al combattimento ed al parkour presente nel classico Dying Light e, la differenza di numero di giocatori (fino a 12 contemporaneamente) ci fa capire che è ben diverso. È da considerarsi più come una massiccia espansione multigiocatore di alto profilo del gioco originale, che risulta molto facile e piacevole da giocare,  ancor di più se si ha familiarità con esso.

Finire nella città più devastata di Hassan insieme ad altri 11 concorrenti, senza poter scegliere dove, con il solo obiettivo di recuperare dei campioni di sangue infetti e rimanere l’unico superstite. L’obiettivo non sarà facile da raggiungere, perché naturalmente questi campioni sono ben custoditi dai “non morti” e, solo quando avremo raggiunto la quantità necessaria potremo fuggire con l’elicottero. Durante la “caccia” c’imbatteremo anche con gli altri giocatori umani, uccidendoli potremo recuperare i campioni da loro estratti. La cosa si fa sempre più divertente quando il primo giocatore raccoglie la quantità necessaria di campioni, la sua posizione verrà segnalata sulla mappa per dar via ad un incredibile caccia all’uomo prima che riesca a farsi estrarre dall’elicottero.

I round non sono lunghissimi, durano mediamente una decina di minuti, un gioco ideale anche per partite veloci quando si ha poco tempo. La posizione dei nidi nella mappa non cambia ad ogni partita, quindi dopo qualche partita sapremo già dove andare a pescare il sangue infetto, quello che cambia  è invece la posizione dei nemici, a volte nascosti pronti per una bella imboscata ed a volte bene in vista ad aspettarvi. Ogni nido ha un suo grado di difficoltà, più sangue è presente e più sarà difficile violarlo, questo grazie alla presenza di nemici più numerosa e nemici più potenti. Il fatto che la posizione dei nidi non cambia può essere visto come un aspetto negativo, la ripetitività potrebbe stancare, ma c’è da considerare che il solo fatto di avere una IA dei nemici sempre differente ci porterà ogni volta a studiare la miglior strategia.

I combattimenti avvengono per lo più con armi da mischia, difficile se non impossibile trovare armi da fuoco, anche in questo caso quindi la nostra strategia sarà fondamentale, specie quando dovremo abbattere degli zombie di dimensioni enormi.

La strategia di gioco può essere diversa, potrete scegliere di far fare il lavoro sporco agli altri giocatori e magari poi ucciderli per recuperare il loro arsenale o buttarvi fin da subito nella mischia alla ricerca di armi e sangue infetto.  Il sistema di combattimento è stato rivisto rispetto a quello conosciuto su Dyingh Light, questo per adattarlo al tipo di gioco multiplayer, seppur con i suoi difetti in quanto molto caotico,  riesce ad essere apprezzato e divertire.

L’effetto “paura” è stato trasportato in parte anche qui, il fatto di poter trovare dietro qualsiasi angolo uno zombie o il giocatore avversario di turno,  rende il tutto più adrenalico.

Dying Light:  Bad Blood al momento è disponibile in versione Early Access solo su Steam, ad un prezzo abbordabile di appena 19,99 euro. Dopo l’accesso anticipato il gioco sarà successivamente rilasciato in free-to-play, molto probabilmente nel 2019, con incluse ovviamente delle microtransazioni per l’acquisto di oggetti ed il rilascio delle versioni per Console.  Si vocifera inoltre di una modalità a squadre e, questo non sarebbe per niente male, studiare la strategia in coppia renderebbe il tutto ancora più divertente.

Da appassionato di Dying Light non posso far altro che consigliarlo, può non piacervi il genere Battle Royale, ma questo è qualcosa di diverso, come dicevo in premessa lo reputo più un espansione online del gioco originale, per quel poco che costa la versione anticipata non ci penserei due volte ad acquistarlo se come me siete degli appassionati del genere, in alternativa avete tutto il diritto di attendere la versione free-to-play.

Il Buono

  • Un bell'antipasto in attesa di Dying Light 2
  • Partite frenetiche e veloci
  • Non è un classico Battle Royale

Il Cattivo

  • Al momento manca una modalità a squadre
  • Sistema di combattimento con qualche difetto
  • La posizione dei nidi è sempre la stessa
8

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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