Are you ready to fight?
Non è facile trasferire quella sensazione di potenza e tutta quell’adrenalina che scorre nelle vene di un combattente all’interno di un videogioco. EA è sicuramente la regina indiscussa dei titoli sportivi che, dopo il crollo della THQ, si è presa in carico di continuare lo sviluppo della strepitosa serie dedicata alle arti marziali miste che si svolgono nella UFC. Questo passaggio di licenza non solo segna un punto di partenza su cui lavorare in futuro, ma trasporta questa produzione direttamente su next gen con tutto ciò che il nuovo engine Ignite ha da offrire.
Non servono solo muscoli e potenza per determinare un vincitore, vediamo se EA Sports UFC è riuscito ad assestare i giusti colpi per aggiudicarsi il match.
I primi cambiamenti si notano subito appena si inizia il tutorial. A differenza del passato, in EA Sports UFC i calci e i pugni si tirano premendo i tasti frontali, tutto infatti sarà gestito dalla loro pressione e dai grilletti dorsali che fungono da modificatori. Gli stick analogici per i colpi diretti sono stati abbandonati per dar vita a un sistema di combattimento un po’ più accessibile per la massa e più d’impatto rispetto al passato. Un quantitativo di attacchi distintivi caratterizzano ogni lottatore che ha nel suo DNA uno stile di lotta che lo differenzia dagli altri. Si tratta infatti di una delle cose più riuscite dell’intera produzione, il numero di calci volanti, ginocchiate, pugni e attacchi diretti con cui colpire il proprio avversario è davvero elevatissimo e sempre diverso da un lottatore ad un altro.
Attaccare a testa bassa non ci porterà mai da nessuna parte se non a guardare da vicino il tappeto del ring. La difesa è uno dei tre punti fondamentali di un incontro, schivare e parare i compi premendo i tasti dorsali ci permetterà di penetrare la guardia dell’avversario e colpirlo con un gancio diretto al viso che farà sicuramente più male che bene. Pararsi in modo generale tenendo alta la guardia ci terrà sicuramente in vita più a lungo ma non ci darà mai modo di atterrare il nostro avversario, ecco quindi che la miglior tecnica da imparare è sicuramente la schivata con il quale possiamo annullare l’attacco del nostro nemico che ci darà quell’attimo con cui potremo colpirlo con un poderoso kick.
A schermo abbiamo due indicatori, la prima è la sagoma di un corpo che serve ad allertarci quando uno dei nostri arti è a rischio. Avere la testa rossa che lampeggia è sinonimo di KO se non si fa un passo indietro rispetto all’avversario, mentre avere gambe o busto rosso ed essere presi in una mossa di sottomissione diventa davvero pericoloso. Comunque basterà arretrare e in qualche attimo l’allarme sparirà concedendoci anche di riprendere fiato. Infatti la seconda barra è quella della stamina che ci indica quando il nostro combattente è in grado di attaccare o meno. Con questo indicatore pieno possiamo colpire in nemico con tutti i colpi che vogliamo, ma dobbiamo stare attenti perchè se si esaurisce incapperemo in due bruttissime situazioni: i nostri colpi saranno più deboli e saremo esposti agli attacchi avversari, che saranno più efficaci e devastanti.
Questi cambiamenti al gameplay hanno giovato sicuramente al titolo rendendolo più abbordabile per i neofiti, sopratutto per gli scontri in piedi. Discorso diverso per i clinch e la lotta a terra. L’utilizzo degli stick per atterramenti e proiezioni è la cosa migliore ed è la scelta giusta, ma queste fasi non sono state sviluppate sufficientemente bene e risultano sempre macchinose e legnose rispetto alla fluidità di quanto descritto precedentemente. Il tutto risulta molto innaturale e anche le leve articolari per arrivare a una submission non sono convincenti. A questo punto parte una sorta di minigioco che ci porta a contrastare o sovrastare il nostro avversario che nella posizione di difesa risulta sempre essere più avvantaggiato.
Se penso al passato ricordo delle carriere ben fatte e sviluppate in modo tale da garantire una longevità alta, allenamenti continui e costanti che ci davano modo di crescere e imparare fino a diventare il re indiscusso della UFC. Quest’anno purtroppo l’impegno mostrato nella sviluppo di questa modalità è stato minore, rimane un’esperienza sottotono sui cui probabilmente EA avrebbe dovuto impiegare un po’ più del suo tempo, che ovviamente mancava visto e considerato la velocità con cui è stato sviluppato. Dopo aver creato il nostro alter ego partiamo all’interno di uno show televisivo che, tra un match e un minigioco per lo sviluppo delle nostre abilità, ci porta a conquistare il titolo e diventare un lottatore famosissimo. Il tutto risulta essere monotono e ripetitivo, un’occasione persa insomma.
Se la modalità Carriera non eccelle ci pensano le partite online a intrattenere noi “lottatori da divano”. Un sistema di matchmaking davvero ben studiato e in grado di gestire tutto tramite una classificazione a “cintura” che permette di incontrare avversari sempre del nostro livello. Non mancano mai tornei nel quale metterci alla prova, bellissimi replay delle migliori vittorie della settimana e video con materiale ufficiale della UFC.
Il comparto tecnico è il vero fiore all’occhiello di questa produzione. L’engine Ignite mostra i muscoli di una console ancora agli inizi e che deve ancora dare moltissimo. Un dettaglio dei volti davvero fantastico, muscoli e fisici riprodotti in maniera fedele alla realtà, animazioni dei lottatori davvero ben studiate e fluide sotto tutti gli aspetti. La tensione è palpabile e i volti dei lottatori si contorcono sotto i duri colpi degli avversari, situazioni del tutto simili alla realtà. Sangue e sudore non mancano e vengono ben rappresentati in gioco, anche se la classica foga post vittoria manca rispetto al passato. Un frame rate stabile e una risoluzione altissima risalta gli sforzi fatti dagli sviluppatori, un titolo per la next gen.
Se il comparto tecnico brilla, quello sonoro vacilla. Una buona soundtrack viene demolita da un commento tecnico davvero di basso livello.
Il paragone con la serie targata THQ è d’obbligo, un comparto tecnico eccelso non compensa il poco sviluppo della modalità Carriera che dovrebbe essere il vero fulcro del gioco. Un ottimo gameplay e un online ben studiato fanno ben sperare per il futuro. Tengo a precisare che questo è un punto di inizio per la serie, su queste basi si costruirà sicuramente una serie di successo che renderà ancora più famosa la UFC in Italia.
Un ottimo esordio per Electronic Arts nel temutissimo Oktagon
Il Buono
- Online ben bilanciato
- Tecnicamente perfetto
- Combat system ben studiato
Il Cattivo
- Clinch e proiezioni poco incisive
- Carriera sottotono






