Far Cry: New Dawn

Nuova alba, stesso giorno.

Partiamo da un presupposto: Far Cry: New Dawn è difficile da inquadrare. È passato solo un anno dall’uscita di Far Cry 5, e già l’annuncio di Ubisoft all’E3 2018 è stato un fulmine a ciel sereno. Come ci si poteva aspettare un nuovo capitolo così presto? La risposta sta in New Dawn stesso, perchè siamo di fronte a qualcosa che potremmo definire a metà tra un dlc stand alone e un nuovo capitolo, con caratteristiche dell’una e dell’altra tipologia di videogioco. Una definizione che viene rispecchiata anche dal prezzo, nel mezzo tra i 25-30€ da espansione stand alone e i canonici 70€ dei titoli maggiori. E poi, se da un lato Far Cry: New Dawn riprende per grandissima parte il gameplay del quinto capitolo, dall’altro vengono introdotte alcune novità che possono sfruttare questa nuova iterazione della saga come banco di prova in vista dei veri capitoli principali che potrebbero uscire in futuro.

In linea con la filosofia narrativa espressa negli ultimi capitoli, anche Far Cry: New Dawn cerca di proporre una storia caratterizzata principalmente da un villain folle e imprevedibile, rappresentato in questo caso dalle gemelle Lou e Mickey, le minacciose antagoniste intente a seminare il panico ad Hope County, location principale del gioco. La novità è proprio il setting, che nonostante suoni familiare (è lo stesso di Far Cry 5) vi vede catapultati in uno scenario post apocalittico in cui svariati insediamenti sono intenti alla ricostruzione, mentre le gemelle fanno delle razzie il loro marchio di fabbrica per svilupparsi ed imporsi ad Hope County. Tuttavia, stavolta, Lou e Mickey falliscono nell’essere degne portabandiera dell’immagine di villain che Ubisoft ha tramandato anno dopo anno, o almeno per una buona parte di New Dawn, la cui prima metà di gioco non approfondisce minimamente la figura delle due antagoniste. Nel complesso la storia fa un po’ di fatica ad ingranare, anche per la presenza di personaggi non certo memorabili, salvo poi migliorare nella seconda parte, contraddistinta da due-tre eventi maggiormente interessanti. Ovviamente chi ha apprezzato le vicende di Far Cry 5 troverà una moltitudine di riferimenti e citazioni allo scorso capitolo, oltre che ad informazioni su cosa è accaduto nel lasso di tempo intercorso fino a Far Cry: New Dawn. L’impressione però è che tutto ciò non basti per confezionare un intreccio di pari livello rispetto a quello dello scorso anno, perfino rischiando di annoiare non poco nella prima parte di gioco.

Il motivo è anche da ricercarsi nelle necessità di gameplay, come detto ravvivato con alcune novità al banco di prova, prettamente riguardanti l’ambito gestionale/ruolistico, e che pertanto vi faranno quasi sentire come un fattorino che percorre avanti e indietro buona parte della mappa nella fase iniziale di Far Cry: New Dawn. L’obiettivo iniziale di sviluppare Prosperity, il vostro insediamento, ridurrà la trama ad uno strumento di contorno, dando priorità alla raccolta di materiali e al reclutamento di nuove persone che possano aiutare la vostra piccola cittadina. L’aspetto gestionale prende quindi piede in maniera massiccia, sia per il miglioramento di Prosperity, che per aggiornare il vostro equipaggiamento e le vostre abilità. Prosperity prevede al suo interno diverse strutture, ognuna delle quali dedita ad un settore specifico, vuoi per le armi, vuoi per gli esplosivi, o per veicoli, infermeria e via dicendo. Ogni struttura avrà più step di miglioramento, utili a sbloccare nuovi bonus oppure, per esempio, la possibilità di creare armi di livello superiore, il tutto grazie all’apporto dell’etanolo che funge da valuta principale per l’upgrade delle varie sezioni di Prosperity. La liberazione di avamposti nemici, nonché alcune missioni, saranno quindi l’ostacolo da superare per potenziare la vostra base, oltre che per ottenere tutti gli altri materiali necessari per fabbricare armi e veicoli.

A tutto ciò va aggiunto anche lo sviluppo del vostro personaggio, in termini di perk, sbloccabili spendendo punti abilità, anch’essi da guadagnarsi attraverso missioni oppure grazie a sfide come quelle che richiedono un certo numero di uccisioni con armi specifiche. Insomma, c’è talmente tanto da potenziare e da sbloccare che la prima parte di New Dawn finisce presto col trasformarsi in circolo vizioso di looting e crafting, sacrificando la componente narrativa. Anche le missioni, divise in svariati tipi ma in realtà molto simili come progressione, non aiutano moltissimo sul fronte ripetitività, soprattutto a causa del classico iter punto A->punto B->punto A fin troppo ricorrente. Ci sono fortunatamente anche delle buone eccezioni, in particolare le cacce al tesoro, che richiedono di trovare indizi o compiere azioni specifiche fino al ritrovamento dell’ambito bottino. A parte queste e le missioni principali (le più elaborate), anche le missioni di reclutamento per nuovi cittadini di Prosperity e per compagni non brillano per varietà. Soprattutto le ultime, che consentono di reclutare NPC da usare come compagni per qualsiasi missione, sono in parte un’occasione sprecata, alcune per la presenza di eccessiva linearità, altre per l’approfondimento davvero superficiale della persona da reclutare.

In generale questa è la natura di Far Cry: New Dawn, che strizza l’occhio a giochi come Borderlands per armi e abilità, mentre per looting e crafting ad un più recente Fallout 4, il tutto con le dovute proporzioni. Il vero problema, che comunque non può che essere soggettivo, è l’alto indice di ripetitività che scatena tutto questo, specialmente nella prima metà di gioco. Le cose da fare sono davvero tante, e forse, tra missioni e potenziamenti, anche troppe. De gustibus, ma se non altro avrete a disposizione una mappa di gioco per niente dispersiva e ben studiata per guadagnare più risorse possibili, anche grazie a qualche evento casuale come casse di rifornimento o avventurieri ricchi di risorse da saccheggiare. Inoltre, cosa non da poco, la possibilità di giocare in co-op può esaltare una formula di questo tipo ed essere l’ideale per non annoiarsi quasi mai.

A livello tecnico Far Cry: New Dawn si presenta ad armi pari rispetto al predecessore, ma d’altronde era anche difficile aspettarsi un netto miglioramento ad una distanza di tempo così breve. Ciò che può essere sottolineato in quest’ultima produzione è la caratterizzazione di Hope County nel contesto post apocalittico, in particolare il design di edifici, armi, veicoli e nemici che abitano la mappa di gioco. Il tutto marchiato da una piacevole veste grafica che punta moltissimo su colori accesi in grado di esaltare in particolare i numerosi scorci forestali presenti, impreziositi anche da un ottimo lavoro a livello di illuminazione. Qualche inciampo invece a livello audio, in particolare per il doppiaggio non proprio memorabile e anche per la colonna sonora, che pur essendo pienamente in linea con il setting, a volte risulta troppo ripetitiva.

Far Cry: New Dawn è, come detto, difficile da inquadrare. A tutti gli effetti stiamo proprio parlando di un capitolo a metà tra l’espansione stand alone e un nuovo gioco, con tutti i pregi e difetti del caso. Imbattersi in New Dawn appena un anno dopo Far Cry 5 non può che portare una netta sensazione di déjà vu, che in minor parte è sempre stata presente anche dal terzo capitolo in poi. D’altro canto New Dawn non disdegna alcune novità interessanti come la componente ruolistica e gestionale, che però finiscono per dominare e soffocare in modo esagerato il gameplay classico. Posto che Far Cry: New Dawn rimane comunque un’ottimo gioco con momenti davvero frenetici e divertenti, l’impressione è che con un bilanciamento più accurato queste nuove features possano trovare, un giorno, un posto molto saldo all’interno della saga. Fino ad allora sta a voi decidere quanto looting e crafting siete disposti a tollerare prima di cadere nella monotonia, un fattore che in New Dawn può uscire alla lunga distanza. Magari un acquisto focalizzato al gioco cooperativo può essere la vera svolta per godersi Far Cry: New Dawn più di quanto ci si possa aspettare.

Il Buono

  • Ottima caratterizzazione post apocalittica
  • Nuove dinamiche ruolistiche/gestionali...
  • Mappa di gioco ben riempita...

Il Cattivo

  • Storia e villain sottotono
  • ...ma troppo predominanti
  • ...ma con troppe missioni simili tra loro
7

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Felice possessore di Switch, PS4, Xbox One e 3DS.

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