Freedom Wars

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[RECENSIONE] Freedom Wars

freedomwars1Il segnale che PS Vita è ancora… in vita!

Il mondo dei videogiochi e del cinema ci insegna che nella visione immaginaria dell’uomo il futuro debba essere sempre catastrofico, teatro di invasioni aliene o di guerre al limite del fantascientifico, uno scenario in cui la nostra razza combatte per preservare la propria libertà utilizzando tecnologie all’avanguardia (quasi sempre ridicolizzate dalla nemesi di turno), avvalendosi di persone dal grande valore etico-morale per riporre in questi beniamini il futuro del pianeta stesso. Benchè la linea guida sia questa per la maggior parte dei casi, ciò che propone Freedom Wars tende a scostarsi abbastanza dalla solita idea, catapultando il giocatore in un futuro molto remoto, esente da guerre interplanetarie e navette spaziali ma plasmato sulla distopia totale.

Guai a far innervosire Natalia, a meno che non vogliate vedere aumentare i vostri problemi...

Guai a far innervosire Natalia, a meno che non vogliate vedere aumentare i vostri problemi…

Corre l’anno 102.014 e il nostro pianeta natale non vede i suoi giorni migliori. Dilaniato da conflitti sociali e con penuria di qualsiasi risorsa primaria necessaria alla sopravvivenza, la Terra è un luogo in cui già solo nascere rappresenta un peccato e un peso per la società. Abbandonate le città, l’uomo ora vive in strutture denominate Panopticon, luoghi in cui le persone sono costrette a collaborare l’una con l’altra per riuscire a tenere a galla quel poco di senso civico che è rimasto. Ovviamente si tratta di una collaborazione forzata, imposta da un sistema che classifica l’uomo stesso come difetto (non a caso impersoneremo appunto un Peccatore) e con unico scopo nella vita: il lavoro. Come se non bastasse, libertà di pensiero, parola e movimento sono limitate: la società non tollera che un rifiuto usufruisca del dono di comunicare, socializzare con il prossimo o dormire sdraiato, sarebbe solo un spreco di tempo e risorse preziose. Riuscireste a immaginare cosa potrebbe succedere se in un mondo come questo vi ritrovaste privati di ogni abilità a causa di un’amnesia, rendendovi a tutti gli effetti uno spreco di risorse per il vostro Panopticon? Questo è l’incipit di Freedom Wars, esclusiva per PS Vita targata dal trio Sony – Dimps – Shift, sbarcata finalmente anche in Europa dopo aver raccolto un buon successo nel paese del Sol Levante.

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Questi grossi bestioni, i Rapitori, ci regalaranno battaglie senza esclusione di colpi

Freedom Wars è un action RPG appartente alla scuola degli hunting games in cui il nostro personaggio, completamente personalizzabile in ogni suo aspetto, è costretto a scalare i gradini sociali che lo dividono da una vita di infamia ad una vita mediocre. Condannato ad un milione di anni di pena per essersi macchiato del crimine di perdere la memoria, il giocatore dovrà tornare ad essere una risorsa per cui il Panopticon torni ad essere fiero, e l’unico modo per farlo è difendere i Cittadini ( ovvero coloro che grazie alle proprie abilità permettono di far crescere la società) calandosi nei panni di soldato reprimendo gli assalti dei Panopticon rivali. Ecco quindi la componente action di Freedom Wars, una lunga serie di missioni suddivise tra combattimenti contro eserciti nemici e giganteschi automi detti Rapitori, missioni di salvataggio e rastrellamento materiali. Si tratta del vero cuore del titolo, con un gameplay basato su combattimenti in terza persona a corto e lungo raggio, alternato tra armi bianche, da fuoco e con la comoda aggiunta di oggetti vari utili alla cura in campo o per migliorare le capacità del personaggio. Spicca l’interessante presenza di uno strumento chiamato rovo, una sorta di frusta che permette all’eroe di combattere e spostarsi verticalmente per le mappe di gioco, con la quale si potrà atterrare i giganteschi Rapitori garantendo possibilità di attacchi più efficaci. Il giocatore sarà sempre supportato da un automa in battaglia (oltre che nella vita di tutti i giorni nel Panopticon) controllato dall’intelligenza artificiale, e ci si muoverà in gruppi composti da un massimo di quattro persone sia offline che online. La cosa positiva è che si possono affrontare tutte le missioni presenti in Freedom Wars in compagnia di amici o reclutando giocatori nelle lobby online, indipendentemente dal fatto che le battaglie siano già state sbloccate o meno nella campagna principale. Ciò garantisce un livello di sfida più elevato e migliore cooperazione, oltre al fatto di poter stringere vere e proprie alleanze con altri giocatori del proprio gruppo per poter poi lanciarsi in scontri competitivi contro altri Panopticon, sapientemente denominati con il nome di 50 città mondiali (tra cui Roma).

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Il rovo non servirà solo ad atterrare i boss. Potrà essere utilizzato come strumento per il recupero di energia, oltre che come rampino

L’altro lato della medaglia di Freedom Wars è riassumibile nel sistema di crescita del personaggio e creazione armi/oggetti. In ogni missione ed esplorazione della mappe è permesso raccogliere materiali atti alla modifica o alla creazione di armi ed equipaggiamenti che conferiscono al personaggio una maggiore potenza, decretandone quindi il vero sistema di upgrading fisico del gioco. Tutto ciò però è strettamente correlato dal rango sociale che il Peccatore acquisisce con il procedere delle missioni. Per poter permettersi infatti di equipaggiare determinati strumenti di morte o reperirne materiali è necessario spendere i punti diritto, accumulabili completando le battaglie con successo oltre che con le donazioni degli oggetti recuperati per i quali si è troppo “peccatori” anche solo per starne in possesso. Si può dire che i punti diritto quindi siano i classici punti esperienza dei GDR: essenziale spenderli non solo per le armi ma anche per poter intraprendere svariate azioni quali la possibilità di correre, dormire ed uscire dalla propria cella senza incorrere in sanzioni volte ad aumentare la pena del nostro eroe. Attenzione quindi a non infrangere tali divieti senza avere il diritto di compiere un’azione: sarebbe buffo alleviarsi di 100 anni di lavori forzati dopo aver brillantemente concluso una missione per poi ritrovarsi 10 anni di pena per aver camminato per più di 5 passi di fila o 200 anni per aver parlato con un superiore, senza aver timbrato con l’impronta digitale sul touch screen di PS Vita il regolare diritto concesso dal Panopticon.

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La creazione del personaggio è minuziosa, perderete non poco tempo a personalizzare il vostro alter ego

Dal lato grafico, Freedom Wars si difende molto bene grazie ad un’impeccabile realizzazione anime style dei personaggi e del mondo di gioco. Colori vivaci e linee morbide donano ai personaggi una resa visiva eccezionale, peccato solo che le mappe di gioco risultino meno curate in confronto. La caratterizzazione dell’eroe che andremo a creare è minuziosa, così come il design dei giganteschi Rapitori che si abbattono nel corso delle missioni. Musicalmente il titolo non propone dei motivi memorabili, ma tutto sommato risultano essere orecchiabili e non fuori tema. Freedom Wars è senza dubbio una piccola perla, necessita un apprendimento abbastanza lento nonostante presenti comunque qualche lato oscuro. Innanzitutto la tipologia di gioco stessa può non soddisfare ogni palato, perché tende a lungo andare ad essere abbastanza ripetitiva nella sua forma, senza offrire troppe varianti: forse è anche per questo che il trittico Sony – Dimps – Shift ha pensato bene di rendere ogni missione in un certo senso libera dai binari imposti dalla campagna single player, dando modo all’utente di cooperare sempre con persone vere in qualsiasi situazione. Anche il gameplay non risulta proprio essere esente da difetti, primo tra tutti una gestione della telecamera non proprio consona ad una console portatile; la visuale controllabile con lo stick destro non risulta comoda nelle situazioni più frenetiche, nonostante il lock target tenti di venirci in aiuto. Infine stecca un po’ la narrazione stessa, che parte benissimo ma che con lo scorrere delle ore tende a calare di tono. Sia chiaro: il concetto di distopia che permea l’intera avventura rende tutto lo sfondo una vera delizia, perché fa immergere molto bene il giocatore nel sistema Panopticon e sa coinvolgere; è solo la storia narrata che in sé tende a perdersi un po’ per strada, probabilmente anche per la mole di missioni presenti o per il gusto di giocarle online senza un vero ordine logico.

freedomwars5Considerando il parco titoli che PS Vita detiene, Freedom Wars è sicuramente un gioco che merita più di un’attenzione. Forse non è una killer app assoluta (se non per gli amanti di Monster Hunter e company) ma sarebbe un peccato non dare una possibilità a questo titolo se si è possessori della console portatile Sony. Stilisticamente molto bello, divertente al punto giusto e con una buona longevità: nonostante i suoi comunque pochi difetti Freedom Wars è in grado di lasciare un segno positivo ai possessori di PS Vita, dando prova che questa console il suo potenziale ancora ce l’ha.

Il Buono

  • Stilisticamente molto bello
  • Distopia coinvolgente
  • Giocabile tutto in co-op
  • Una buona esclusiva per PS Vita

Il Cattivo

  • Potrebbe risultare alla lunga ripetitivo
  • Telecamera mal gestita
  • Narrazione migliorabile
8

Scritto da: Max "OminoGiallo" Andreon

Giallo di nome ma non (più) di chioma, è un individuo atipico se confrontato ai suoi simili. Preferisce di gran lunga un joypad usurato ad una quattroruote super-sportiva. Una persona che ha bisogno dei suoi spazi intimi giornalieri con la console. La preferita? La giapponese, sia per il gaming che per il gentilsesso. Ringrazia N per averlo svezzato ludicamente, a pane e Mario-Tetris.

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