HAI DETTO CAPRA?
Nella mia storia videoludica ho affrontato qualsiasi esperienza possibile: sono stato un pallone da spiaggia nel gioco Kula World, ho creato musica attraverso un delfino in Fluid, sono stato Flick, la formica protagonista di A Bug’s Life (“Ah, il progresso” cit.), ho guidato delle creature vegetali in Pikmin, sono nato e ho raggiunto il paradiso in Child of Eden, ho rubato pecore in Ralph il Lupo all’attacco, sono stato un drago in Spyro, un bandicoot in Crash, ma mai e poi mai avrei pensato di diventare una capra. Eppure è questa l’esperienza che hanno deciso di regalarci gli sviluppatori svedesi di Coffee Stain Studios con Goat Simulator, interamente dedicato agli ovini tanto cari al nostro Sgarbi nazionale.
Ma bando alle ciance, immergiamoci immediatamente in questa suggestiva e quanto mai surreale esperienza ovina, nonché superbo pesce d’Aprile videoludico. L’obiettivo del gioco è molto semplice: completare delle subquest semplicemente spegnendo qualsiasi parte del vostro cervello che inneschi ragionamenti logici e sensati, lasciando spazio ai più estremi istinti animali. A discapito di quanto si possa pensare, i tasti inizialmente sono davvero poco intuitivi, creando non pochi problemi di adattamento, aggravati da una gestione della telecamera caotica attraverso il mouse. Tuttavia la maniera in cui zombettano le nostre capre è a dir poco favolosa e nel breve primo giro di perlustrazione vi accorgerete subito che la mappa è un po’ piccolina, sì, ma decisamente funzionale.
Questo gioco è stato progettato per avere bug, poche storie. Immaginate il caro Buzz Lightyear che vi sussurra “Bug, Bug ovunque”. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti, a quasi tutte le situazioni in cui sarete coinvolti, come restare intrappolati nel terreno dopo un volo alla Felix Baumgartner o tra le pareti di una casa come Il Gatto Nero di Edgar Allan Poe, c’è una soluzione: infatti vi basterà dimenarvi come degli animali (appunto) per liberarvi o cliccare nel Menu il tasto Respawn, senza perdere i vostri progressi. L’interazione con l’ambiente è discreta. Grazie all’abilità Lick (non siate maliziosi) potrete portare in giro di tutto, da un piccolo martello a interi corpi di persone, il tutto senza preoccuparsi di dover rispettare alcune leggi fisiche come coefficiente di attrito o forza di gravità. Vi basterà una semplice testata per far esplodere intere stazioni di benzina e, mentre tutto intorno a voi sarà raso al suolo, il nostro ovino si rialzerà come nulla fosse. Per non parlare della semplice azione di salire scale in verticale delle nostre care capre che è tutto un dire. Sheldon Cooper si suiciderebbe per la totale violazione delle leggi fisiche in questo gioco e non escludo che qualche sviluppatore abbia inserito qualche easter egg con la scritta Bazinga!
A tal proposito, l’inserimento di easter egg sparsi per il gioco è proprio una delle caratteristiche che aumentano di gran lunga la longevità del titolo. Riti satanici, viaggiare per lo spazio, lotte all’ultimo sangue, sedersi sul trono del Re delle Capre, volare con il jet pack e saltare sulle piattaforme, sono soltanto alcuni dei tanti trick che troverete sparsi per la mappa. Alcuni di questi, inoltre, vi permetteranno di trasformarvi in un caprone satanico o in una capra celestiale, a seconda delle vostre azioni sulla Terra. Una cosa spassosissima che aumenta il divertimento è anche trovare tutti i bonus inseriti dagli sviluppatori all’interno del gioco. Depositare in rete un pallone farà comparire la scritta Like Zlatan (d’altronde il gioco è Svedese), mandarlo oltre la traversa Like Baggio (Mondiali ’94, maledetti), violare cancelli federali, come nell’intrufolarsi nel centro aerospaziale, sbloccherà la scritta F**k the Police! La ricerca di tutte queste piccole cose si rivela una scelta molto efficace. Un paio di quest possono risultare impegnative, come ottenere tutti i collezionabili o ottenere un high score, ma nulla che non si possa portare a termine nell’arco di mezza giornata. E’ un titolo progettato sicuramente per essere giocato in compagnia. D’altronde si sa che il branco predomina sul singolo.
Graficamente ci troviamo sicuramente difronte ad un gioco quasi ai minimi storici. Se è vero che al primo impatto visivo può sembrare ben fatto, presto ci si accorge di come persone, animali e oggetti siano stati davvero poco curati. Tuttavia non è di certo un gioco che bada molto all’estetica e questa potrebbe esser stata una scelta dei nostri cari amici svedesi. Le musiche sono davvero spassosissime, alcune trapanano letteralmente il cervello e non perseguiteranno il nostro emisfero destro giorno e notte. I versi della capre sono magnifici, quel tasto 1 si preme che un piacere. Il gioco è sviluppato soprattutto per il Single Player, ma vi darà la possibilità di condividere i vostri punteggi tramite Steam e di sbloccare alcuni Achievements.
Prima di concludere questa pseudorecensione su Goat Simulator, vorrei giustificare il mio 5 di stima per questo titolo. Al di là della pura valutazione tecnica, si deve tener conto anche del divertimento che offre un gioco e non riesco ad immaginare un singolo programmatore di Goat Simulator che non abbia avuto una trollface durante lo sviluppo di questo progetto. Siamo ben distanti da un gioco convenzionale. Dimenticatevi tutto ciò che esiste nel mondo reale, dalla fisica al carattere pacato dei nostri cari ovini. Gli svedesi di Coffee Stain Studios hanno voluto osare e gettare sul mercato qualcosa che difficilmente si vede tutti i giorni. E sono da apprezzare per questo tentativo, ma al di là del puro divertimento che si può avere giocando in compagnia, Goat Simulator non si rivela altro che un gioco flash che gira con un motore grafico leggermente più potente.
Il Buono
- E’ un simulatore di capre!
- Divertimento assicurato, soprattutto in compagnia
- Molteplici Easter Egg
- I versi
- L’idiozia
Il Cattivo
- Longevità
- Il divertimento in Single Player potrebbe esaurirsi presto
- Telecamera mal gestita
- Tasti poco intuitivi
- Grafica poco curata
- Newton si sta rivoltando nella tomba










