Godzilla

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[RECENSIONE] Godzilla

godzilla logoQuando si produce giochi su licenza, si sa, il rischio di combinare un pasticcio colossale è sempre dietro l’angolo. Tuttavia, Namco Bandai è uno di quei produttori che con i giochi su licenza ci sguazza, ci sa fare e insieme ai suoi sviluppatori riesce a tirare fuori dal cilindro titoli sempre gradevoli e interessanti, senza fare sfigurare la pesante licenza che si porta sulle spalle. Il titolo in questione, Godzilla, rappresenta purtroppo l’eccezione che conferma la regola, mostrandosi non solo come ciambella bruciata e insipida, oltre che senza buco, ma anche come saga davvero maledetta quando si tratta di sfruttare il nome di una licenza presente nel mondo da più di mezzo secolo (non esiste memoria di un gioco bello riguardante Godzilla).

godzilla screen 1

Il gioco, purtroppo, fa acqua da tutte le parti, a cominciare dalla modalità principale chiamata Dio della Distruzione. Le città giapponesi sono costellate da numerosi reattori di G-Energy che, come il nome suggerisce, costituiscono la principale forma di energia da cui trae vita la quotidianità della razza umana. Energia che non è nientepopodimeno lo stesso nutrimento per il quale il nostro kaiju preferito decide di mettere a ferro e fuoco le città nipponiche. Fine della storia. Lo scopo di ogni livello è quello di farsi largo tra i palazzi, magari distruggendo tutto lo spoglio scenario di gioco, e arrivare ai tanto ambiti reattori, tirare qualche mazzata all’edificio e ritenersi soddisfatti (?) della nostra impresa; moltiplicate questa formula per X volte e avrete completato la campagna principale. Alla fine di ogni livello si ottiene dell’esperienza che ha come unico scopo quello di rendere più alto e potente Godzilla (oppure uno dei tanti kaiju sbloccabili nel corso del gioco e utilizzabili come mostro protagonista). Nel corso dei livelli sono presenti aerei, carri armati e mezzi pesanti che provano a farci del male, ma con risultati imbarazzanti, risultando solo come piccole mosche fastidiose e del tutto innocue; l’unico apparente segno di sfida è dato dai kaiju presenti nel livello, ma la pessima intelligenza artificiale pessima li rende a conti fatti una lotta fine a se stessa e priva di emozioni.

godzilla screen 3

Assodato che la trama è inesistente, la speranza sarebbe quella di avere un comparto tecnico e di gioco per lo meno godibile, in modo da sopperire alla noia generale. Invece, comandare e combattere nei panni di Godzilla si rivela essere un’esperienza ai limiti dello stupore in senso negativo, distruggendo definitivamente qualsiasi speranza di salvataggio in corner del titolo. Viste le dimensioni non ci si aspetta di certo di essere rapidi come un ghepardo, ma non si può nemmeno pensare di muovere un tronchetto di legno come fosse un carro armato adibendo i tasti dorsali alla rotazione di Godzilla. Nessuna possibilità di movimenti veloci, ad esclusione di una carica eseguita per pochi secondi, e attacchi leggeri/pesanti non combinabili sono le poche abilità che il giocatore ha a disposizione per farsi largo negli scenari. Incapibile come mai non sia presente neanche una sorta di banalissima parata, che avrebbe reso forse gli scontri con gli altri kaiju almeno un minimo divertenti. Invece il fulcro delle lotte sarà quello di picchiare a più non posso (chi primo attacca diventa invincibile per farla breve), aspettare che la barra dell’attacco speciale si carichi e fare più danno possibile premendo cerchio.

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Scottati da ciò che è la modalità principale, il refrigerio non si trova nemmeno nella semplice modalità online, la quale propone addirittura un’idea potenzialmente interessante ma gestita male, ovvero gli scontri 1 vs 1 vs 1. Tre giganti che se le danno di santa ragione e caos totale, una pensata carina a essere onesti, ma minata dal terribile lag che rende gli scontri frustranti all’inverosimile. Davvero di poco senso la modalità Diorama, che permette di personalizzare i livelli modificando le posizioni dei nemici; il poco interesse non deriva tanto dalla modalità in se, piuttosto dal fatto che nessuno si metterà ad utilizzarla considerata la pochezza della sostanza ludica. Al di la della noiosità già discussa, le arene di gioco risultano piccole e realizzate sommariamente, composte da una serie di palazzi che sembrano semplici parallelepipedi di cartone, con discutibili effetti di distruzione e delimitazione. Insomma, roba che non si vedeva davvero da tempo…

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Quel poco di davvero positivo si può trovare sta solo nel comparto audio, con i suoni originali campionati dei vari kaiju, e nella volontà di tentare di riproporre le stesse scene e lo stesso stile dei film nei brevi filmati presenti. Tutto il resto, purtroppo, non merita la sufficienza. Godzilla delude su tutta la linea, e nemmeno i fan più accaniti del kaiju più famoso di sempre possono trovare soddisfazione in questo titolo, nonostante l’abbondanza di mostri controllabili (fattore che per altro rappresenta l’unica ragione di rigiocare il titolo) . Questa esclusiva Play Station verrà sicuramente ricordata, non per le sue qualità ma purtroppo perché rappresenta il modello di ciò che un videogame su licenza , ma anche in generale, non deve essere. Peccato.

Il Buono

  • Tutti i kaiju sono utilizzabili

Il Cattivo

  • Il gioco stesso...
4

Scritto da: Max "OminoGiallo" Andreon

Giallo di nome ma non (più) di chioma, è un individuo atipico se confrontato ai suoi simili. Preferisce di gran lunga un joypad usurato ad una quattroruote super-sportiva. Una persona che ha bisogno dei suoi spazi intimi giornalieri con la console. La preferita? La giapponese, sia per il gaming che per il gentilsesso. Ringrazia N per averlo svezzato ludicamente, a pane e Mario-Tetris.

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