Questa volta non si può dire di non essere stati avvisati. Sin dalla sua presentazione, è stato chiaro che Gran Turismo Sport non sarebbe stato una classica entrata della serie. Prima classificato come spin off, poi come nuovo inizio, GTS si prefigge di portare il lato più competitivo delle gare automobilistiche nelle case dei possessori di PS4 e lo fa con diverse scelte a metà tra il coraggioso e il folle.
Niente modalità carriera, niente modifiche alle auto e niente numero di vetture collezionabili che rivaleggiano con vent’anni di Pokémon. Può funzionare?
C’è poco da girarci attorno: GTS deluderà i fan della serie interessati principalmente alla modalità carriera che ha ispirato 20 anni di titoli automobilistici. “Solo” 162 auto e 40 tracciati, nessuna coppa o torneo, solo sfide in single player per prepararvi poi a correre online contro gli altri giocatori. Niente condizioni meteo variabili… o meglio, quasi niente condizioni meteo se non il bagnato. Siamo di fronte a un downgrade enorme per quanto riguarda i contenuti rispetto a GT6, ma basta aprire il vano motore e guardare sotto per capire che le cose non stanno affatto così.
Perché GTS è tecnicamente eccellente e sprizza stile da tutti i pori, a partire dai menù fino ai modelli poligonali perfetti (probabilmente i migliori mai visti in un gioco). Qualcosa di decisamente diverso dalla generazione passata, dove il livello alto di alcuni elementi veniva rovinato da quello mediocre di molti modelli poligonali provenienti dall’era PS2. Da questo punto di vista siamo di fronte a una vera e propria rinascita che riesce a risolvere alcuni problemi “storici”, quali risoluzione, frame-rate traballante a audio monotono e inaccurato.
Ma chiaramente non si giudica un libro dalla copertina e un gioco di corse va valutato in base a come le auto si comportano fra le vostre mani. E GT Sport non delude neppure qui.
20 anni di esperienza si sentono, a prescindere dall’impugnare un volante o un joypad. Ogni auto si comporta diversamente e la differenza tra una Bugatti Veyron e una Mazda mx-5 sarà chiarissima dopo la prima curva anche a chi si avvicina al genere per la prima volta.
Negli ultimi anni i puristi hanno sempre tentato di avvicinare il modello di guida di GT a titoli meno realistici, arrivando a definirlo un sim-cade, ma a che pro essere il top del realismo se non si riesce a emozionare? Il modo in cui il peso si trasferisce in frenata e in curva è un altro pianeta rispetto alla concorrenza e rende giocare a GTS un piacere.

Il focus sulla competizione è visibile anche nel tipo di auto presenti: scordatevi di portare un’utilitaria in pista, questa volta coerenza vuole disponibili unicamente vetture di un certo livello, divise in diverse classi. Saranno ancora presenti macchine acquistabili e guidabili da qualunque comune mortale, ma dimenticatevi di guidare moduli lunari o una fiat punto nella vostra strada verso la vittoria. D’altra parte un gioco che vuole portarvi dal divano al prendere una licenza FIA per permettervi di gareggiare in pista non può che concentrarsi su ciò che di solito sulla pista è di casa.
Come detto precedentemente, Sport dice addio a buona parte della modalità che ha reso Gran Turismo la saga più venduta di casa Sony, concentrandosi su ciò che può essere vista come l’evoluzione del sistema di patenti. La scuola guida inizierà con sfide molto semplici per imparare ad accelerare e frenare, ma l’asticella verrà alzata costantemente fino ad arrivare ad eventi dalla durata importante, atti ad insegnarvi come comportarvi in situazioni in cui contano sosta ai box e consumo di gomme e benzina.
Nonostante manchi un contentino per gli amanti di quel lato della serie, il senso generale di progresso è assicurato dai punti esperienza e dai crediti che otterrete cimentandovi in qualunque modalità presente.

E se il single player vuole insegnarvi a guidare, è online in cui la vera sfida avrà inizio. Saranno disponibili gare non competitive contro chiunque vogliate, ma è nella modalità Sport che tutto ha finalmente un senso. Il tentativo di creare un e-sport è evidente nel modo in cui il gioco vi permette di esercitarvi prima della gara, sia dalle regole severe fatte apposta per evitare un eccessivo numero di sportellate. L’importanza del fair play è sottolineata dalla presenza di un doppio ranking, uno per le vostre vittorie e l’altro per la vostra correttezza in gara. Un sistema diverso e interessante che potrebbe cambiare il modo in cui i giocatori si comportano online.

Qualunque titolo incentrato sull’online è sempre un work in progress ed è difficile giudicare come le cose cambieranno nei mesi a venire, ma con basi forti come quelle di Gran Turismo Sport viene da pensare a un futuro roseo in cui i problemi di contenuti saranno risolti. Forse gratis, forse a pagamento, non ci è dato saperlo al momento.
Ma in un mondo in cui tempo e soldi sono limitati sono necessari compromessi, e quello di quest’ultima iterazione del Real Driving Simulator ne è l’esempio lampante. Tagliare l’eccessivo ha permesso ai Polyphony Digital di concentrarsi sull’essenziale, regolando e rifinendo il necessario, realizzando ciò che è forse il miglior simulatore di corse automobilistiche su console.
E come 20 anni fa Gran Turismo prova a reinventare il gioco d’auto, offrendo qualcosa di diverso e aprendo una nuova strada ai fan e agli avversari. Sarà il tempo a dare torto o ragione, ma da ciò che possiamo giudicare oggi non c’è che da essere essere felici che qualcuno osi ancora.
Recensione a cura di Sacha “Onmeganex999” Morgese
Il Buono
- Probabilmente la miglior fisica del genere
- Modelli poligonali stupendi
- Modalità online eccellente
Il Cattivo
- Contenuti limitati per il nome che porta
- Mancanza di una modalità Gran Turismo




