Eh up and down…
Partita quasi in sordina, la (ormai) saga di Gravity Rush è uno dei migliori esempi di quanto il futuro di un videogioco sia ancora strettamente legato alla qualità di esso. Martellati da sequel su sequel, di cui alcuni di troppo, Gravity Rush 2 è invece il frutto del grande successo ottenuto dal primo capitolo uscito cinque anni or sono su Playstation Vita. Il tutto merito del grande lavoro che il team di sviluppo ha saputo convogliare in quel primo capitolo, eccezionale nello stile e nel gameplay, e d’altronde, sono proprio questi pregi che hanno permesso alla versione PS4 di vedere la luce raccogliendo comunque ottimi consensi. Gravity Rush 2, inizialmente previsto per la fine dello scorso anno, è da poco sbarcato (saggiamente, aggiungerei) sul mercato proprio per poter evitare il periodo di maggior abbondanza videoludica, sperando così di portarsi a casa una fetta di pubblico il più ampia possibile.
L’introduzione di Gravity Rush 2 lascia subito da parte il primo capitolo, quasi volesse un tentativo di rendere la storia fin da subito comprensibile a chi si trova nei panni di Kat per la prima volta. E ci riesce. La sequenza iniziale vi introdurrà immediatamente nel contesto del secondo capitolo, intenti ad estrarre gemme al servizio di un’impresa mineraria. Kat, senza poteri dopo essersi separata da Dusty, e il compagno di avventure Syd sopravvivono alla giornata ora che Lisa, la direttrice della colonia mineraria, li ha accolti dopo la sfortunata tempesta gravitazionale che li ha mandati alla deriva. Il collegamento con il primo capitolo non c’è, almeno non direttamente, e l’incombenza di legare le due storie viene lasciata all’anime di circa 20 minuti (Gravity Rush: Overture) che si può comodamente visionare sul canale Youtube di Playstation. Detto questo, è ovvio che durante il proseguio dell’avventura i riferimenti si fanno sempre più ricorrenti, bilanciando così una storia completamente nuova e abbastanza riuscita con alcune scoperte riguardanti il passato di Kat.

Per quanto riguarda il gameplay, Gravity Rush 2 è uno di quei sequel che smonta e rimonta il primo capitolo perfezionandolo, sia che si parli di contenuti, sia di meccaniche di gioco vere e proprie. L’unicità del gameplay, scaturita dalla possibilità di alterare la gravità, è rimasta pressochè invariata nelle sue fondamenta, ma i miglioramenti sono comunque ben visibili per quanto riguarda la precisione nel sistema di controllo. Di certo si parla ancora di un gioco che necessita di molta pratica e coordinazione tra telecamera e movimenti, ma entrambe le cose risultano più precise e gestibili, anche se forse rimane qualche difficoltà nel controllare Kat quando viene sfruttata la gravità per correre sulle pareti laterali o addirittura a testa in giù sotto le piattaforme.
Anche il combat system si dimostra all’altezza, tra schivate, attacchi, combo e poteri come il campo di stasi che permette di attirare a sè gli oggetti circostanti per poi lanciarli contro i nemici. Il tutto gestito da un sistema di lock on piuttosto intuitivo che automaticamente va ad inquadrare il bersaglio più vicino al centro dello schermo, chiamandovi quindi a muovere l’analogico di destra molto spesso per spostare l’inquadratura. Naturalmente il fulcro del divertimento risiede nei combattimenti aerei, di gran lunga più esaltanti delle sezioni a terra, che comunque sono quasi sempre facoltative e ad intermittenza, giusto per poter ricaricare la barra di energia specifica in modo da poter tornare a librarsi nell’aria.

Oltretutto il combat system si avvale di uno sviluppo simil-RPG che vi porterà a spendere gemme per poter sbloccare upgrade che introducono nuove combo o potenziano quelle già utilizzabili. Ecco che dunque la moltitudine di missioni secondarie diventa essenziale per chi vorrà sviluppare al massimo le abilità di Kat, potendo poi contare su un parco mosse complessivo di tutto rispetto. A questo proposito va però specificato che, con qualche eccezione, le decine di missioni secondarie in fin dei conti non si distinguono più di tanto le une dalle altre, pur essendoci una discreta varietà di categorie di missione e anche un’altrettanto buona narrazione in mini-storie. Va specificato che è comunque un fattore piuttosto comprensibile, più aumenta il numero di missioni e più è facile che il senso di deja-vu aumenti, anche in considerazione delle missioni principali che fanno da albero maestro per introdurre man mano quelle piccole variazioni di gameplay che poi vengono utilizzate nelle side quest.
Doveroso infine un appunto per il comparto grafico, naturalmente ripreso nello stile dal primo capitolo e perciò caratterizzato da un cel-shading che regala dipinti in movimento, ancor più valorizzati da un level design pienamente compatibile con la sensazione di libertà che il gameplay vuole trasmettere durante le fasi a mezz’aria. Curiosa anche la modalità di narrazione, sviluppata tramite piccoli intermezzi a vignette, magari non spettacolari ma comunque particolari.

Gravity Rush 2 è forse un gioco di nicchia, un action-adventure che non segue standard particolari ma che emerge dalla massa grazie ad un gameplay tanto complesso quanto appagante. E questo, sfortunatamente per gli sviluppatori che meriterebbero di vedere Gravity Rush 2 almeno sul podio delle classifiche di vendita, può non piacere a tutti. Il consiglio è senza dubbio di dargli una chance, specialmente a chi non ha potuto provare il primo capitolo, così da poter provare quell’effetto meraviglia che un gameplay così creativo può regalare.
Il Buono
- Gameplay sempre unico
- Tante missioni...
- Buone possibilità di sviluppo del personaggio
Il Cattivo
- Rimangono alcune difficoltà nei controlli e nella telecamera
- ...anche se alcune ripetitive




