KNOW YOUR ENEMY
Nel mondo degli sparatutto in prima persona Halo ha rappresentato un vero e proprio cambio di paradigma, riuscendo ad adattare delle meccaniche di gioco, che i più consideravano esclusive della coppia “mouse e tastiera”, ai gamepad delle console. Il tentativo di Microsoft con il primo Halo Wars è analogo, quello di ripetere una rivoluzione che potesse unire due universi da sempre lontani: gli strategici in tempo reale e l’utenza console. Nonostante il discreto successo, il primo Halo Wars non riuscì ad imporsi come tale. Sicuramente gli va riconosciuto un merito, ovvero di aver semplificato enormemente le meccaniche di un genere che su console, vuoi per i suoi ritmi o per la sua difficile gestibilità da gamepad, non trovava complicità. Questo fattore di semplificazione, però, influenzava la complessità del titolo, rendendolo apparentemente poco profondo, ma comunque confezionando un prodotto in linea con l’utenza di riferimento.
Il discreto successo del primo capitolo è stato abbastanza soddisfacente da portare Microsoft ad investire su Halo Wars 2, esclusiva console Xbox One e titolo Play Anywhere. Dopo il fallimento di Ensemble Studios, creatori del primo capitolo, il progetto passa nelle mani di Creative Assembly, creatori della serie di Total War.

La storia di questo secondo capitolo è narrata all’incirca tre decadi dopo gli eventi del primo Halo Wars. La Spirit Of Fire, la celebre nave del capitano Cutter, dopo un salto iperspaziale forzato si ritrova in prossimità dell’Arca, l’enorme struttura già conosciuta dai fan di vecchia data nel terzo capitolo della saga principale. L’Arca ha trovato però un nuovo padrone, Atriox e toccherà a noi strappargliela dalle mani. Atriox è un Brute deciso ad assicurarsi il rispetto della galassia con la conquista dell’arma più forte che questa ha da offrire. Atriox è un ribelle, un guerriero indurito da mille battaglie e rappresenta sicuramente una delle nemesi più riuscite dell’intera saga di Halo. Atriox è anche il capo dei Banished, una nuova fazione ribellatasi al potere dei Covenant.
La componente narrativa di Halo Wars 2 viene raccontata, nel suo lato più spettacolare, attraverso dei filmati in computer grafica. Ancora una volta, come furono per il primo capitolo, si confermano mozzafiato ed adrenalinici. Quasi il film che i fan di Halo non hanno mai avuto (per ora). Purtroppo però non è tutto oro ciò che luccica. Le sequenze d’intermezzo saranno veramente poche (nonostante ciascuna abbia una discreta lunghezza), probabilmente una scelta legata ai costi di produzione estremamente alti e che però fa storcere leggermente il naso per ciò che sarebbe potuto essere. La maggior parte della storia viene quindi lasciata raccontare da dialoghi durante i caricamenti prima delle missioni, durante l’azione di gioco e con alcune sequenze realizzate con il motore grafico “in game”. La mancanza del doppiaggio in italiano inoltre rappresenta un ostacolo per chiunque voglia godersi la storia senza doversi asservire per forza alla lettura. Un aspetto che sicuramente va a svantaggio della fruibilità narrativa di Halo Wars 2.
I filmati in CGI sono talmente curati da sembrare un film
Se dal punto di vista dello storytelling Halo Wars 2 non raggiunge quindi un buon risultato, anche il semplice intreccio narrativo non riesce a coinvolgere il giocatore come dovrebbe. La trama scorre troppo velocemente, complice anche la bassa durata del titolo,all’incirca 6 ore, e lasciandoci per la prima volta (nell’universo di Halo) senza aver vissuto particolari emozioni o esserci affezionati ad un personaggio piuttosto che ad un altro. Nemmeno un nemico così cupo e pieno di possibilità come Atriox riesce a risollevare la situazione di piattezza generale. Da questo punto di vista, Halo Wars 2 risulta peggiorativo rispetto al primo capitolo, la cui componente narrativa appariva meglio caratterizzata, vuoi per un maggior numero di sequenze d’intermezzo, una maggiore caratterizzazione dei personaggi primari e secondari o per il semplice carisma di uno dei personaggi principali: il Sergente Forge.
Passando al lato del gameplay, Halo Wars 2 non rappresenta un deciso passo in avanti rispetto alle meccaniche che abbiamo conosciuto con il primo. Piuttosto è come reincontrare un vecchio amico, in un’operazione che ricorda molto quella compiuta da Coalition con il recente quarto capitolo di Gears of War. L’obiettivo è stato quindi di migliorare una base già esistente, applicando degli aggiustamenti che potessero rendere più veloce il controllo del gioco da parte del giocatore, riuscendo così a seguire meglio la frenetica azione del gioco, spostandosi rapidamente nelle varie sezioni della mappa. Nel bel mezzo di una battaglia particolarmente ostica, ad esempio, sarà possibile suddividere il nostro esercito in gruppi da richiamare tramite la croce direzionale, in modo da essere così più flessibili e padroneggiare meglio le situazioni di gioco.
Durante le partite potrete utilizzare le super unità, dal classico Scarab dei Covenant fino al Condor, un potente Pelican dell’UNSC.
Il classico sistema carta-forbice-sasso del primo capitolo, torna anche in Halo Wars 2. Un semplice meccanismo che regola però la strategia alla base di Halo Wars. In un sistema circolare, la fanteria sarà avvantaggiata sui velivoli, questi ultimi avranno la meglio sui mezzi che a loro volta sconfiggeranno facilmente le truppe appiedate. Ovviamente questa apparente semplicità incontra delle sfumature in virtù di unità speciali che agiranno in maniera destrutturante rispetto al sistema. Ad esempio unità come gli sniper saranno l’arcinemico di qualsiasi truppa di fanteria, mentre gli Hunter dei Covenant annienteranno senza troppi fronzoli i vostri carri Scorpion.
La complessità del titolo non si esaurisce qui. In Halo Wars 2 potremo scegliere tra sei comandanti per il nostro esercito. Tre della fazione dell’UNSC e 3 della fazione dei Banished. Ognuno di questi comandanti avrà delle caratteristiche esclusive e con ciascuno di essi si potrà richiamare una serie di abilità speciali in grado di modificare le sorti di una battaglia. Alcune di queste saranno comuni a più leader, come ad esempio la possibilità di richiamare dei droni curativi o una torretta dell’UNSC. Altri invece saranno esclusiva di un comandante, il Capitano Cutter potrà farsi lanciare delle unità Talo o richiedere un bombardamento a tappeto, mentre la Dottoressa Anders potrà richiedere l’aiuto di unità dei precursori. Inoltre oltre ad abilità attive vi saranno anche delle altre passive. Questo tipo di stratificazione offre al gioco una discreta varietà, in grado di consentire al giocatore di adottare una strategia più complessa.
Alcuni leader di Halo Wars 2 saranno vecchie conoscenze come il Capitano Cutter e la Professoressa Anders, gli altri saranno personaggi inediti all’universo di Halo: da Atriox al braccio destro Decimus, passando per la IA Isabel e il comandante Sangheili.
A differenza del primo capitolo, dove la scelta di un leader lasciava intuire in partenza all’avversario il tipo di strategia che questi avrebbe usato in battaglia, in Halo Wars 2 non sarà così facile. Utilizzare il Capitano Cutter non significa direttamente produzione massiccia di fanteria come nel primo capitolo. Il discorso viene reso molto più complesso, permettendo meno prevedibilità.
Da un altro lato ho trovato che la crescita dell’esercito tramite potenziamenti durante una partita sia in questo secondo capitolo meno profonda rispetto a quanto visto nel primo. Molte unità infatti, semplicemente, non saranno potenziabili. Ma comunque vi sono anche alcune piacevoli aggiunte, ad esempio quelle legate alle torri di difesa delle nostre basi. Per quanto riguarda la fazione dell’UNSC, alcune permetteranno un fuoco di maggiore portata altre invece, le torri di osservazione, permetteranno di prevenire con maggiore anticipo l’attacco di un nemico. Dal lato dei Banished, gli esiliati dei Covenant, sarà possibilie addirittura crearne una in grado di occultare la base, rendendola così invisibile agli occhi del nemico. Oltre questo sono state aggiunte anche diverse unità.
In sostanza, Halo Wars 2 è la vostra migliore possibilità all’interno del genere degli RTS su console. Un gameplay solido, complesso e strategico al punto giusto. In grado al contempo di fornire il giusto ritmo e la giusta frenesia, con capovolgimenti di fronte e tanto altro, che ben si adattano all’utenza console.
Le vostre basi avranno un numero limitato di slot in cui poter costruire piattaforme di rifornimenti, generatori, armerie, caserme e stiamo parlando solo della fazione UNSC!
La componente multiplayer è sicuramente il punto di forza della produzione. Innanzitutto il gioco offre due macrosezioni, una dedicata al matchmaking classico con modalità simili a quelle del primo capitolo, come Deathmatch o Punti di Controllo ed un’altra chiamata Blitz. È proprio questa modalità quella che possiamo definire la sorpresa più gradita di Halo Wars 2. Blitz cerca di unire il gioco di carte all’azione frenetica del titolo, due squadre (composte a loro volta da uno a tre giocatori) potranno darsi battaglia per conquistare dei punti di controllo. La peculiarità della modalità è che l’unico modo possibile per richiamare unità all’interno del conflitto è quello di giocare una carta dalla propria mano, proposta casualmente dal gioco dal vostro mazzo, attingendo a delle risorse limitate che aumenteranno col passare del tempo. Giocare la carta giusta al momento giusto avrà un peso decisivo sul corso della partita. Sprecare risorse non è ammissibile. Blitz è la migliore modalità che i ragazzi di Creative Assembly potessero pensare per uno strategico in tempo reale su console. Veloce, frenetica e con partite di breve durata che permettono così ad Halo Wars 2 di aprirsi anche a sessioni di gioco brevi, contrapponendosi così a quelle della modalità matchmaking in grado di offrire scontri che possono durare anche più di mezz’ora.
Il comparto multiplayer di Halo Wars 2 è sicuramente la portata principale della produzione. Un’esperienza possente in quanto a contenuti e variegata tra modalità e mappe presenti. Inoltre sfide giornaliere e settimanali possono tenere attiva la community per molto tempo. Anche la campagna sarà interamente giocabile in cooperativa.
Ogni carta in Blitz avrà un costo. Sarà la giusta strategia risparmiare risorse per poter giocare la super unità?
Sul lato grafico, Halo Wars 2 si presenta ottimamente caratterizzato, nonostante erediti dal primo capitolo quell’effetto plasticoso delle unità. La resa generale è comunque sufficiente buona (visto il genere d’appartenenza), i paesaggi sono ben realizzati e alcuni scorci particolarmente efficaci. Solamente zoomando sulle unità ci si potrà rendere conto di alcune texture di basso livello. Il frame rate, inoltre, rimane assolutamente saldo anche nelle fasi più concitate. Uno degli aspetti che più ho apprezzato è quello relativo all’effettistica e alla cura dei dettagli. Dalla costruzione della base fino al movimento delle unità, arrivando all’utilizzo spettacolare dei poteri, il fan service per gli appassionati della saga di Halo è assicurato.
Le sequenze d’intermezzo, invece, sono assolutamente mozzafiato. Un vero e proprio gioiello di CGI che farebbe ben sperare per un film dedicato alla saga. Sul lato sonoro è da menzionare l’assenza del doppiaggio in italiano che nonostante non si faccia particolarmente sentire durante i filmati, diventa particolarmente gravoso durante l’azione di gioco, costringendo il giocatore a far contemporaneamente attenzione sia alla lettura dei dialoghi che alla battaglia in corso. La colonna sonora è invece di assoluto livello. In questo Halo è sempre sinonimo di garanzia.
Alcune batttaglie in Halo Wars 2 saranno davvero monumentali.
In definitiva Halo Wars 2 è un prodotto ben confezionato ma che, sotto certi aspetti, sa di occasione mancata. Da un lato la campagna non convince particolarmente, non sfruttando appieno un cast di personaggi che meritava miglior caratterizzazione e srotoloando l’intreccio narrativo in maniera troppo frettolosa. Il gameplay del titolo, nonostante non si prenda particolari rischi rispetto al primo della serie, ci offre delle meccaniche intuitive e sufficientemente semplici e con aggiustamenti mirati e necessari. La componente multiplayer è invece completa e curata, e promette ore e ore di divertimento con partite colme di imprevisti e che in virtù della vostra abilità di anticipare le mosse dell’avversario sarà in grado di regalarvi vere e proprie battaglie epocali. Insomma, Halo Wars 2 è il migliore (e unico) strategico in tempo reale su console e se siete amanti del genere e della saga di Halo rappresenta un acquisto obbligato. Per tutti gli altri potrebbe invece rappresentare un primo e gradevole approccio ad un genere che ha fatto la fortuna del gioco su computer.
Il Buono
- Sequenze d'intermezzo mozzafiato..
- Gameplay intuitivo ma stratificato
- Multiplayer possente e variegato
- Modalità Blitz
Il Cattivo
- ...ma veramente poche
- Storia troppo "dialogata"
- Campagna un po' corta
- Alcuni aspetti meno curati del primo capitolo




