Ah, l’appuntamento annuale con Destiny, quel vizio che non vuoi smettere, smettere mai. Con un piccolo asterisco, questa volta. Uno slittamento dal classico slot autunnale a quello invernale, accettabile nella prima seria pandemia del secolo.
La regina dei sussurri, seguito di Oltre la Luce, è il secondo della trilogia di DLC annunciati un paio di anni fa con lo scopo di rilanciare D2 al posto di ricominciare da zero con un terzo capitolo. E Oltre la Luce, con le sue classi dell’oscurità e concetti come il sunsetting e il vault, si può considerare un successo in grado di far ripartire il gioco e svecchiare la formula a livello di meccaniche e di storia. Può la regina dei sussurri mantenersi agli stessi livelli?
Se parliamo della storia, no, non siamo sugli stessi livelli. Questo perché siamo di fronte probabilmente alla campagna di Destiny migliore di sempre. Anzi, siamo forse di fronte alla migliore campagna di un fps Bungie di sempre. Che si tratti di caratterizzazione di personaggi, di colpi di scena, di conflitti interni ed esterni, La Regina dei Sussurri è due spanne sopra al resto. Uno dei problemi principali delle campagne della serie è sempre stata quella di sentirsi un po’ delle pedine a cui viene costantemente ordinato di spostarsi da un punto A a un punto B. In questa campagna ci si sente sul serio come parte attiva di una quest per ottenere delle risposte. Come ha fatto Savathun a ottenere la luce, fino a ora unicamente controllabile dai guardiani? E qual è il suo obiettivo?

Il livello artistico è altissimo, come ci si aspetta da Bungie. Che si tratti di modelli dei personaggi, di caratterizzazione, di inquadrature, l’ispirazione per le cutscenes è di un livello mostruosamente alto. Nonostante trovi difficile spiegare esattamente cosa sia cambiato rispetto al passato, la sensazione è quella di trovarsi di fronte a qualcosa di visivamente nuovo ma al contempo familiare. Il doppiaggio eccellente, come sempre, non fa altro che chiudere un cerchio perfetto.
Ovviamente una campagna eccellente non può reggersi unicamente su storia e personaggi accattivanti. I videogiochi sono un passatempo attivo e un buon gameplay è necessario per ottenere un buon risultato. E le novità sono tante.
Il level design della campagna di LRDS sembra ispirato da raid e assalti come mai in passato, con una maggiore enfasi su puzzle e sezioni platform. Interessante anche come i vari boss nei livelli ora rilascino casse proprio come succede nelle attività di end-game, donando una sorta di continuità tra le due modalità. Notevole l’introduzione di nemici in grado di utilizzare la luce e, di conseguenza, le stesse pozze, granate e scudi contro di voi.
La grande differenza è però l’introduzione della modalità leggendaria, un livello di difficoltà elevato creato apposta per procurarvi grandi sofferenze, ripagandovi con loot di livello elevato. La difficoltà è data principalmente dal bloccarvi a un livello inferiore rispetto ai nemici, ignorando il vostro equipaggiamento e applicando diversi modificatori come succede nei Cala la Notte e in altre attività endgame. Nonostante sia possibile completare la campagna a questa difficoltà in solitaria (la difficoltà scala con più giocatori), per una prima run consiglio caldamente la difficoltà normale a meno che siate di una di queste due categorie: giocatore esperto, masochista.

Oltre a una campagna eccezionale, arrivano anche un numero di grossi cambiamenti, quali un completo rinnovo delle abilità di vuoto e un nuovo modo per ottenere armi. Le sottoclassi di vuoto ora funzionano come le sottoclassi dell’oscurità, dando la possibilità di combinare diversi aspetti, diversi per ogni sottoclasse, e frammenti, comuni a tutte le sottoclassi, per arrivare al personaggio ideale che più si adatta al vostro stile di gioco. Il risultato è fantastico, dando finalmente la libertà di utilizzare, ad esempio, i diversi tipi di granate presente a prescindere dall’elemento. E questo è solo un antipasto, con il rinnovo delle altre due in arrivo durante l’anno.
Arriva anche finalmente il tanto atteso crafting delle armi, dove al posto di disperarvi a droppare la stessa arma decine di volte sperando in un god roll, potrete concentrarvi sul farmare materiali per poi creare nuove armi con le caratteristiche da voi desiderate. Il processo è introdotto durante la campagna e, nonostante il numero di armi disponibili al momento sia limitato, è decisamente un’alternativa migliore al semplice drop casuale che dona ai giocatori un senso di controllo e scelta come mai nella serie. Ci vorrà tempo per vederlo maturare, ma l’idea di poter creare l’arma dei vostri desideri è attraente per coloro che masticano pane e Destiny.

Nonostante separata da questo DLC, il lancio coincide con l’arrivo della nuova stagione, con i suoi 100 livelli pieni di ricompense, artefatto e nuove attività. La parte interessante è però come questa stagione sia integrata con il resto della campagna, rendendola un’interessante aggiunta. Viene da chiedersi se le stagioni successive serviranno per continuare la trama e collegarla a quella del prossimo DLC.
Essendo Destiny 2 un GaaS puro, la recensione per ora si ferma qui. Per avere un’idea piena di cosa questo DLC ha da offrire, ci vorrà del tempo. Quali missioni e armi saranno sbloccabili, come funziona il raid e cosa porterà il resto della stagione sono al momento incognite. Ma a prescindere da cos’altro arriverà, la carne al fuoco è già tanta e La Regina Dei Sussurri sembra essere esattamente ciò che i fan di Destiny 2 stavano aspettando.
Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese




