La DC tesse sempre trame piuttosto intricate, ma proprio per questo motivo interessanti e talvolta controverse.
Injustice:Gods Among us non è un picchiaduro fine a se stesso, perché il lavoro alla base è stato quello di creare un piatto ricco di modalità di gioco.
Non credo che questo titolo sia adatto a chi voglia passare il pomeriggio ad affrontarsi in semplici vs uno contro l’altro (anche se è comunque possibile). C’è tanto da fare invece, molta carne al fuoco.
La modalità storia confonde il bene con il male… E’ un intreccio piuttosto contorto, anche se non è niente di totalmente nuovo se siete lettori di fumetti della casa americana.
Credo si possa facilmente intuire che si tratta di un picchiaduro che coinvolge i principali personaggi del DC Universe, quel mondo popolato da supereroi e villains ideati dalla casa fumettistica americana. Stiamo parlando di un roster composto da “combattenti” del calibro di : Batman, Superman, Wonder Woman, Flash, Lanterna Verde, Freccia Verde, Sinestro, Joker, Catwoman, Cyborg…
La domanda più sensata da porsi in questi casi è: perché combattono l’uno contro l’altro? Metropolis è stata rasa al suolo da un’esplosione nucleare e Superman è stato ingannato da un certo clown e indotto a uccidere Lois e suo figlio. Questa serie di eventi ha portato ad una realtà parallela in cui l’uomo d’acciaio ha ucciso Joker e messo in piedi un regime dittatoriale. Tutto ciò ha creato nuovi e stravaganti equilibri che vi do modo di scoprire senza ulteriori spoiler…
La possibilità che Superman possa impazzire e costituire una minaccia è stata più volte contemplata nelle testate DC. Tanto che Batman ha piani sempre pronti per essere in grado di affrontarlo. Un esempio fra i tanti lo potete trovare leggendo la serie “Hush”.
I dialoghi non sono da premio oscar e i pretesti narrativi che portano ai vari scontri non brillano per inventiva, soprattutto considerando la natura adulta della produzione. Se certi combattimenti appaiono perfettamente in linea con i filmati, altri sembrano appiccicati con lo scotch.
Insomma, ho apprezzato molto questa modalità con cinquanta scontri, che penso sia la migliore vista in un picchiaduro durante questa generazione. Tuttavia credo si potesse maggiormente insistere su questa parte, lasciando più spazio a personaggi fatti uscire di scena con rapidità, togliendo qualcosa da altre modalità forse a tratti superflue (ci arriverò dopo).
La storia non si porta a termine solo con un avvicendarsi di incontri e filmati, infatti sono presenti diverse sezioni che spezzano il ritmo: minigiochi quick time events, ovvero sequenze in cui premere dei tasti al momento giusto.
Certe volte è possibile indebolire l’avversario prima di combatterci, magari lanciandogli contro degli oggetti … Oppure bisogna schivarne per non partire svantaggiati.
Nonostante i pregiudizi che possiate o meno avere, il gameplay è sufficientemente profondo e articolato. Le mosse sono affidate alla pressione di tre tasti: colpi leggeri, medi e potenti. Si possono eseguire evoluzioni diverse pigiando un tasto azione accompagnato da uno direzionale.
Semplice per chi vuole soltanto divertirsi, ma impegnativo per chi prova a padroneggiare combo, parate e contromosse basate sul tempismo.
E’ presente un’opzione che varia da personaggio a personaggio, un’abilità che si può attivare con la pressione del tasto B (Cerchio per la Playstation). Questa generalmente si deve ricaricare e permette di utilizzare armi aggiuntive o stili differenti… Batman viene ad esempio attornato da pipistrelli che si possono lanciare contro il nemico, Wonder Woman può avvalersi della spada e riporre il lazzo, Black Adam si circonda di sfere elettriche che danneggiano chi si avvicina, Superman diviene più forte per un breve periodo e così via…
Un altro elemento interessante è dato dagli scontri, una sorta di scommessa che può essere attivata un’unica volta durante l’incontro e soltanto a scudo esaurito; questa pone di fronte a un vero e proprio gioco d’azzardo.
Se si vince si recuperano energie o si tolgono all’avversario, se si perde viceversa…
I modelli poligonali dei personaggi sono di primissima qualità. Ho apprezzato il restyle che le ha rese in alcuni casi davvero al passo con i tempi. Non solo… Addentrandovi nella trama scoprirete alcune chicche, come costumi alternativi piuttosto originali…
La violenza è presente senza mezzi termini, tuttavia non c’è sangue a fiumi come in ogni Mortal Kombat che si rispetti. Meglio così, un Superman sanguinante lo lasciamo a Mortal Kombat vs Dc Universe…
Le super mosse danno un tocco speciale che invoglia a giocare con ogni combattente. A volte, almeno inizialmente, ho desiderato addirittura riceverne per vederle tutte.
Inutile precisare che ogni character ne possiede una propria, e sottolineo una.
L’entusiasmo si affievolisce dopo qualche ora proprio perché in breve tempo si scoprono una ad una. Non voglio però renderla una seria lamentela, perché molte sono così divertenti da essere riguardate con sorriso sulle labbra e un pizzico di sadismo. Vi faccio soltanto un esempio per non rovinarvi la sorpresa: Flash percorre tutta la superfice del globo in pochi secondi per caricare il proprio pugno e lo rifila al malcapitato avversario.
Non è ovviamente possibile utilizzarle spesso, bisogna caricare un’apposita barra che si riempie combattendo (ma soprattutto prendendole, aspetto che bilancia il gameplay).
Come ho già precisato in anteprima, gli scenari hanno una grossa importanza, anche se onestamente non me la sentirei di gridare al miracolo. E’ divertente utilizzare gli oggetti interattivi ma non sono poi moltissimi e le transizioni da una zona all’altra non sono così numerose e a portata di mano da influenzare pesantemente il gameplay. Certo che di carne al fuoco, come dicevo in apertura, ce n’è tanta. Quindi posso tranquillamente affermare che ciò non costituisce un grosso difetto, semmai un’aggiunta gradita e coinvolgente. In poche parole: non è una rivoluzione nel campo dell’interazione con l’ambiente, ma chi altro ci ha provato così seriamente? Considerata l’ottima meccanica di gioco e il riuscito bilanciamento fra characters così diversi (anche in termini di pesantezza e dimensioni) non stiamo sicuramente parlando di un’occasione mancata, ma di una produzione solida e ben confezionata.
Non c’è una vera e propria modalità arcade, che però è sostituita dalla storia e dalle battaglie, che sono incontri con obiettivi e modificatori specifici, sbloccabili man mano che si sale di livello.
Combattere da infatti modo di acquistare costumi, bonus e molto altro progredendo di livello.
L’obiettivo della software house madre di Mortal Kombat è proprio quello di portare il giocatore a spolpare il proprio prodotto e continuare a divertirsi.
Anche le sfide dei laboratori S.T.A.R offrono intrattenimento videoludico in grado di aumentare la longevità, sottoponendo l’utente a sfide casual dotate di un certo carisma: minigiochi giustificati da piccole storyline molto meno serie rispetto alla quest principale.
L’interfaccia dei laboratori S.T.A.R: un espediente capace di regalare altre ore di gioco e spezzare il ritmo frenetico degli scontri
Considerate le lamentele croniche che si sentono spesso riguardo alla carenza di modalità nel genere picchiaduro, non posso che consigliarvi Injustice.
Qualora foste puristi amanti delle combo complicate e dei tecnicismi in stile Virtua Fighter, non sarebbe il titolo che state cercande. Non commettete l’ errore però di considerarlo un gioco “ignorante”, privo di spessore.
Una modalità multiplayer ben realizzata e dove si possono sbloccare altri interessanti bonus, completa un quadro che mi sento di definire più che gradevole.
Un particolare e singolare elogio lo faccio alla collector’s edition, davvero ben confezionata. Non ha niente a che fare con il gioco e non è chiaramente considerata ai fini della valutazione. Però Wonder Woman è davvero uno spettacolo….
Anche se superfluo e inusuale in una recensione, ritengo doveroso mostrare il mio apprezzamento per questa bellissima collector’s edition. Se fumetto e skins sono per così dire sacrificabili, la statua è veramente molto bella








