[Recensione] Killzone Mercenary

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[Recensione] Killzone Mercenary

killzone-mercenary-cover[1]Un mercenario non ha una squadra, è troppo sensibile al tintinnio delle monete…

La cosa che mi viene in mente ogni qual volta si parli di Killzone è quanto questa serie sia legata al marchio Sony. Tralasciando il (in)famoso video dell’E3 2006 che caricò e (mesi dopo) deluse brutalmente chi si attendeva il nuovo Halo, ignorando anche il suo motore grafico all’avanguardia e tra i migliori della generazione, il motivo per il quale questa serie è per me così inscindibile dal suo produttore è dovuto a un semplicissimo motivo: è apprezzato unicamente dai fan della Sony. Giocando praticamente su tutte le piattaforme esistenti e avendo amici delle “fazioni” più disparate, posso affermare che se non si è possessori di una console Sony, raramente si trova interessante la serie Guerrilla, portando le persone a trovarla sottovalutata o, al contrario, sopravvalutata, in base alle proprie convinzioni (leggasi fede).
Questa lunga prefazione non serve ad altro che a introdurre l’ultimo nato della serie che, proprio come Resistance Burning Skies (PS: lo stesso discorso di Killzone può essere copiato e incollato per la serie Insomniac), si prefigge di portare su console portatile la stessa esperienza che i fan della serie hanno potuto apprezzare stando seduti comodamente sul divano di casa propria.

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La grafica del gioco rivaleggia con quella vista sui capitoli per PS3

Il gioco, nella sua versione portatile, mantiene tutte le caratteristiche che hanno reso famosa la serie; la pesantezza delle armi e dei movimenti (forse il vero, unico marchio di fabbrica), la possibilità di coprirvi negli scontri a fuoco semplicemente inginocchiandovi dietro a un riparo e una palette di colori non troppo sgargianti per dimostrare al mondo che siete dei veri uomini. I controlli della PS Vita hanno permesso in concreto di portare l’esperienza su portatile senza sacrificare assolutamente nulla. Tralasciando cose ovvie come i movimenti affidati alle levette analogiche e mira/sparo affidati ai dorsali, le novità più interessanti saranno quelle di poter correre toccando velocemente due volte lo schermo posteriore (e tenendo premuto) e cambiare le armi e selezionare le granate grazie al touch screen frontale. Questo permette al gioco di rappresentare pienamente, su portatile, l’esperienza Killzone con un risultato che, senza dubbio alcuno, supera notevolmente l’esperimento mezzo riuscito di Resistance e quello mezzo fallito di Call of Duty.

Il tutto si traduce in una modalità multiplayer (fino a 8 giocatori online, ergo 4 vs 4 nelle modalità cooperative) che si lascia giocare come un titolo casalingo a tutti gli effetti e, nonostante la Vita possa essere scomoda dopo un’ora di gioco o più, l’esperienza è sbalorditiva: Killzone è ufficialmente il primo FPS portatile che può rivaleggiare con i prodotti di casa senza sfigurare, nonostante il relativo ridimensionamento di numero di giocatori e dimensione delle mappe (6 in totale). Nonostante le modalità non siano tantissime (in pratica 3, deathmatch, dm a squadre e warzone, la classica modalità Killzone con obiettivi che cambiano durante la partita), le partite online vi consumeranno per ore, al punto tale da farvi dimenticare di star giocando su portatile. E scusate se è poco. La modalità multiplayer offre contenuti in grado di tenervi attaccati al gioco per giorni, settimane, mesi (in base ai vostri gusti) e anche il singolo ci si mette con i collezionabili e la possibilità di rigiocare le missioni scegliendo dei contratti speciali, dove in base alla scelta dovrete essere precisi, silenziosi o distruttivi. Ma non è finita.

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Questa volta l’odio per gli Helghast non sarà completamente giustificato. Un mercenario non ha parte e i soldi non hanno colore o nazione.

Ho volutamente tenuto fuori dal discorso l’essenziale novità di questo capitolo, un’aggiunta che, più di tutte, caratterizza questo gioco non solo nel suo universo, ma nei FPS in generale: il sistema dell’armeria. Un mercenario, si sa, lavora per soldi, e quelli di Killzone non fanno eccezione. Ogni vostra azione nel gioco vi farà guadagnare una certa quantità di denaro; uccidere nemici, distruggere telecamere, completare missioni, trovare documenti segreti e così via. Con questi soldi potrete accedere ai terminali dell’armeria e acquistare nuovi equipaggiamenti tra i molti disponibili: 12 armi primarie, 12 armi secondarie, 5 armi da lancio, 6 “armature” e 8 Van Guard. Questi ultimi aggeggi saranno decisivi soprattutto nel multiplayer, consentendovi speciali abilità più o meno distruttive. Si va da un drone in grado di volare per le mappe in cerca di nemici a un dispositivo per l’invisibilità, da uno scudo frontale in grado di proteggervi dai proiettili a un dispositivo in grado di dirvi la posizione dei nemici. Ovviamente dovrete attendere che si carichino prima di poterli usare ma la loro potenza sarà distruttiva.
La cosa più interessante però, a mio avviso, è che i soldi e la merce acquistata nell’armeria saranno condivisi nelle vostre partite online e offline, unificando in qualche modo le due esperienze. Avete problemi ad avanzare nel single player? Giocate online e guadagnate soldi? L’equipaggiamento dei giocatori online è infinitamente superiore al vostro? Giocate in singolo e potrete guadagnare abbastanza da metterli al tappeto. Nessuna delle due esperienze è comunque rovinata dall’altra, in quanto guadagnare molto nel single player sarà impossibile se non al livello di difficoltà più alto e, viceversa, nel multi sarete carne da macello in niente se non avrete un minimo di esperienza.

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Preparatevi a un esperienza che non ha assolutamente rivali nel campo delle portatili e, nel suo piccolo, rivaleggia con tanti titoli maggiori.

Chiude il pacchetto un comparto tecnico strabiliante, con una grafica che non ho paura a definire la migliore mai vista su console portatile, in grado di rivaleggiare con ciò che si è visto su PS3. E non sto per nulla esagerando quando dico questo. Saranno le mappe più piccole, vuoi che la risoluzione inferiore permetta di fare di più con meno, ma vedere questo tirato fuori da una macchinetta che, a conti fatti, succhia il 5% di energia di quanto facesse una PS3 all’uscita fa davvero pensare tanto. Ed è una gioia per gli occhi vedere tutto quel ben di dio in movimento senza nessun rallentamento, nelle proprie mani, stesi comodamente sul divano o mentre si aspetta il treno.

Anche il comparto audio è di impatto e il doppiaggio in Italiano si mantiene altissimo, come ci si aspetta da un first party Sony.

Killzone Mercenaries è stata una sorpresa inaspettata, un gioco che immaginavo essere in qualche modo la solita roba, ma che ha sorpreso perfino me, fan della serie ma non folle amante. Avere basse aspettative di solito aiuta a evitare delusioni e a essere sorpresi più facilmente, ma quello in cui riesce KM va al di là del semplice essere il miglior FPS portatile mai fatto. Un gioco di questo livello riesce nel difficilissimo compito di dare un valore alla console portatile Sony che nonostante le vendite che stentano a decollare dimostra di poter offrire un’esperienza pari a quella casalinga, senza nessun limite dovuto alle dimensioni. Se siete in cerca di motivi per prendere l’ultima nata della casa giapponese, Killzone è forse quello migliore, riuscendo a chiudere in un solo prodotto le proprie idee riguardo a hardware e software. Si potrebbe obiettare che non tutti cercano in una portatile qualcosa che ricrei l’esperienza a casa ma è innegabile che Mercenary dimostri come la Playstation Vita sia diversa dalla concorrenza. E per me è un bene.

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  • Esperienza identica alle console maggiori
  • Grafica incredibile per una console portatile
  • Multiplayer di qualità
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  • Il single player dura poco se non lo si rigioca
  • Solo 6 mappe e 3 modalità per il multiplayer

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Scritto da: Sacha "Omeganex9999" Morgese

Cosa starà guardando? Lontano? La TV? Il muro? La leggenda vuole che l'occhio destro veda il passato mentre il sinistro sia collegato a terabyte di video a luci rosse. Nato tanti anni fa nella nevosa Vancouver, fonda la più grande rockband di sempre, ma poi si sveglia e gioca ai videogiochi. Ha successo con le donne perché riesce a imparare a memoria i numeri delle loro carte di credito. Inventore, campione nazionale e unico giocatore di Pallacollo.

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