DIO HA SCELTO TE COME SALVATORE
Lo abbiamo voluto, lo abbiamo aspettato e, per certi versi, lo abbiamo anche odiato. Finalmente, dopo oltre un anno e mezzo dal suo annuncio ufficiale, siamo in possesso del tanto discusso Lightning Returns: Final Fantasy XIII, titolo che appartiene alla serie Fabula Nova Crystallis e che porrà fine alle vicende che coinvolgono la salvatrice Lightning, sua sorella Serah e Snow. Lightning Returns, a differenza dei suoi predecessori, non si presenta come il classico JRPG, ma come un Action RPG. I combattimenti, infatti, non saranno statici e ragionati, come la serie ci ha abituato, ma necessiteranno di una rapida interazione del videogiocatore sia per effettuare attacchi combinati, sia per proteggersi dagli affondi nemici, il tutto calibrato al millimetro.
Potrete acquistare, oltre alla classica edizione retail, anche una Special Edition del gioco che, oltre ad un esclusivo steelbox, presenta un codice per sbloccare lo storico equipaggiamento di Cloud Strife di Final Fantasy VII, che comprende la divisa 1ª Classe Soldier, la Spada Potens e il bracciale Soldier, nonché la classica theme di vittoria al termine degli scontri!
La protagonista del gioco è Lightning, nominata dal Dio Bhunivelze come Salvatrice del mondo. La storia si svolge circa 500 anni dopo le ultime vicende di Final Fantasy XIII-2, in un mondo in cui regna un paradosso temporale che blocca la vita delle persone al momento in cui è disceso il caos a dominare. Il vostro compito sarà quello di salvare più anime possibili entro 13 giorni, momento in cui scatterà l’ora X per la creazione di un nuovo regno di luce, il tutto in cambio della possibilità di riabbracciare vostra sorella, Serah. La vita degli uomini è fragile e voi siete la loro ultima speranza per una nuova vita. Nel vostro cammino vi guiderà Hope dalla sua postazione sull’Arca, luogo che rappresenta quanto rimasto di Cocoon e dove non scorre il tempo.
Ciò che salta subito all’occhio è la somiglianza dei menu e dei suoni di gioco con i giochi della serie Final Fantasy XIII, che sottolineano come vi sia una certa continuità logica tra i vari titoli. Tuttavia è istantaneamente chiaro al giocatore come ci si trovi difronte ad un titolo ben diverso da un classico JRPG. Ci sarà meno spazio per la pianificazione delle battaglie, poiché queste saranno molto più action, cosi come anche l’interazione di Lightning con l’ambiente in-game sarà molto più dinamica, ovvero si potranno effettuare salti per prendere scorciatoie ed evitare ostacoli, salire le scale, correre (consumando, però, la barra ATB) e azionare interruttori.
Un’idea molto innovativa ma che allo stesso tempo può risultare un limite di Lightning Returns: Final Fantasy XIII è l’introduzione del tempo. Come già anticipato, avremo a disposizione solo 13 giorni per completare la storia principale e salvare quante più anime possibili. Il tempo scorre troppo velocemente e non lascia molto spazio all’esplorazione, cosa che caratterizzava i Final Fantasy precedenti. Anche se gli ambienti sono meno ampi rispetto ai predecessori ed è possibile bloccare per un breve lasso di tempo il cronometro attraverso la tecnica Cronostasi, l’imposizione di un tempo così ridotto può essere seccante e fuorviante per il giocatore, che si trova nella situazione di finire velocemente e caoticamente il gioco, piuttosto che goderselo in tranquillità. Come vi verrà suggerito nel corso della storia, dovrete selezionare le anime da salvare, cercando di tralasciare le missioni secondarie troppo lunghe e dedicarvi a quelle brevi, per ottenere più potenziamenti possibili. A tal proposito risulta realistica e azzeccata la scelta di poter effettuare alcune missioni o visitare alcuni luoghi solo in alcune ore del giorno. Il parco nemici mostra alcune similitudini con il passato, seppur possa risultare leggermente ridotto, ma con alcune interessanti introduzioni, come i mostri superstiti. La difficoltà di alcuni trofei/obiettivi è medio/alta e il gioco vi porterà via parecchie ore prima di acquisire il tanto amato Platino.
Da un punto di vista tecnico, non saranno più disponibili gli Optimum, ma gli Assetti. Sarà possibile selezionare un massimo di tre assetti intercambiabili durante il corso della battaglia. Ciascun assetto è caratterizzato da un costume, un’arma, una protezione, due accessori e quattro abilità. In questo modo si avranno a disposizione diversi assetti che prediligono un’abilità specifica e che riproducono alcuni stili come attaccante, occultista, etc. Non mancheranno i soliti DLC che permetteranno al vostro personaggio di acquisire ulteriori potenziamenti e abilità speciali o che daranno al gioco un tocco trash, come il costume di Tomb Raider. Un’ulteriore novità è la personalizzazione dei colori dei costumi di Lightning, che darà libero sfogo alla fantasia fashion del videogiocatore.
Piccola nota di demerito dal punto di vista grafico. Seppur i filmati siano un qualcosa di meraviglioso per gli occhi, ben diverso è il discorso per quanto riguarda la grafica in-game. Capiamo quanto possa risultare difficile rappresentare un mondo così olistico che si discosta ben molto dalla realtà, ma per un gioco di fine generazione è inaccettabile che in alcun contesti si presentino delle texture poligonali o granulose, che fanno ben intendere come sia andato storto qualcosa in fase di rendering. Chiariamo: da un punto di vista qualitativo la grafica è sicuramente migliore di altri giochi current-gen, ma in alcune fasi di gioco si sono presentati questi difetti che non permettono al titolo di essere inserito tra i top game. Il sonoro si conferma a livelli elevati, grazie ad un’ottima scelta delle musiche, e non mancheranno chicche per gli storici appassionati della serie.
Infine, una gradita novità è la possibilità di condividere Pensieri di Lightning con altri giocatori, sia in fasi in-game che sui social network. Si tratta di piccoli commenti del giocatore cui sarà anche possibile allegare delle istantanee o degli oggetti, che viaggeranno nel cosiddetto “Empireo” per mezzo di messaggeri. Attraverso queste modalità sarà possibile avere sia delle ricompense per la condivisione, sia delle ricompense per i trofei/obiettivi.
Se siete degli amanti del genere JPRG, dimenticatevi i tradizionali Final Fantasy. Lightning Returns: Final Fantasy XIII è un Action RPG in piena regola. Il gioco impone un ritmo elevato che costringe a rigiocare il titolo più volte, sia per godersi la Modalità Difficile, sia per portare a termine tutte le missioni secondarie, i desideri e i bonus del gioco. Per gli amanti del genere Action, il nuovo sistema di battaglia potrà non piacere a tutti, ma è originale e innovativo, a tratti accattivante, in grado di privarvi per un po’ di tempo della vostra vita sociale nel caso in cui dovesse coinvolgervi. Non siamo sicuramente difronte al titolo più bello della serie, ma sicuramente è uno dei più innovativi. La trama presenta alti e bassi, ma è doveroso per i fan concludere la trilogia, che di certo non segna un ritorno ai vecchi albori della Square Enix, ma può vantare di aver ritrovato un discreto successo.
Il Buono
- Sistema di combattimento innovativo
- Idea originale
- Ottima rigiocabilità
- Molte missioni secondarie ..
- Grafica dei filmati di qualità eccelsa..
Il Cattivo
- .. ma il limite del tempo richiede più di una run
- .. ma quella in-game a volte è imperfetta









