Marvel’s Guardians of the Galaxy

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[RECENSIONE] Marvel’s Guardians of The Galaxy

Se dovessi creare una lista dei perché mi piace recensire videogiochi, in cima probabilmente ci sarebbe la possibilità di provare giochi che altrimenti avrei semplicemente ignorato. Un altro gioco Marvel targato Square Enix dopo l’epico fallimento di Avengers? No, grazie. In che modo essere interessati dopo un tale disastro, senza essere neppure lontanamente fan della Marvel? Dopo il primo, deludente trailer mostrato all’E3 2021, sembrava che Guardians of the Galaxy potesse unicamente seguire la stessa sorte. Eppure può davvero essere così male un gioco single player senza microtransazioni creato da Eidos Montreal? Probabilmente no. Perché questa qui recensita è una di quelle rare sorprese che capitano ogni paio d’anni e che partono da venticello leggero per poi rivelarsi tornado.

In Guardians of the Galaxy prenderete i comandi di Peter Quill/Star Lord, comandante della nave spaziale °Milano°. Insieme ai vostri fidati compagni Gamora l’assassina, Drax il Distruttore, Groot la gigantesca pianta ambulante e Rocket, il (non) procione parlante, vi dirigerete verso quella che sembra essere una semplice missione di routine. Ma, come da prassi, la semplice missione di routine non è altro che un preludio all’inevitabile minaccia in grado di far fuori l’intero universo. E indovinate a chi tocca salvarlo anche questa volta?

A prescindere dalla vostra familiarità con i guardiani, basterà il primo capitolo di 16 a spiegare, con e senza parola, di chi è composto il gruppo. La personalità dei 5 protagonisti è messa in risalto da linee di dialogo ispirate e un doppiaggio eccellente, a prescindere dalla lingua selezionata. Mi è spesso capitato in passato di giocare a titoli con un doppiaggio inglese fenomenale e uno italiano pessimo, ma questo non è il caso e l’esperienza è eccezionale a prescindere da quale lingua preferiate. Come detto, vi basterà probabilmente meno di un’ora di gioco per inquadrare esattamente elementi quali il carattere un po’ spaccone di Peter Quill o il sarcasmo estremo di Rocket. E il continuo battibeccare non si limita ai filmati, ma è costante durante tutta la storia, combattimenti inclusi.

Ridotto all’estremo, Guardians of the Galaxy è un’avventura lineare in terza persona con enfasi sulla storia. Niente open world e missioni secondarie, normalmente la strada da seguire è una sola, tolta qualche deviazione per ottenere risorse e collezionabili. Ciò non significa che l’universo esplorabile sia un semplice corridoio nel quale camminare, e i livelli sono generalmente vasti e pieni di ostacoli da superare con i poteri specifici di ognuno dei personaggi. Drax può spostare oggetti pesanti e sfondare mura, Gamora può tagliare e arrampicarsi usando la sua spada e così via. Questo dona una certa vena da puzzle game, ma è davvero raro perdere più di qualche secondo per capire cosa fare.

Ovviamente il ruolo di protagonista in un gioco d’azione non può che essere dei combattimenti e, nonostante un’inizio un po’ lento, anche qui GotG riesce a brillare. Come detto precedentemente, sarete unicamente al comando di Star Lord, con le sue iconiche doppie pistole laser. I comandi sono classici, oltre a poter utilizzare il lock-on sui bersagli e sparare, avrete la possibiltà di colpire corpo a corpo, saltare, e schivare. I vostri compagni combatteranno per conto loro, ma potrete chiedergli in qualunque momento di utilizzare alcune delle loro abilità speciali. Inizialmente ne sarà disponibile una per personaggio (incluso Star Lord), ma proseguendo nell’avventura sarà possibile sbloccarne altre 3, raggiungendo un totale di 4 ciascuno. Due abilità si potranno acquistare utilizzando dei punti abilità ottenibili con l’esperienza mentre un’altra si sbloccherà automaticamente raggiungendo un certo punto della storia, diverso per ogni personaggio.

I combattimenti sono adrenalinici, obbligandovi anche a livello normale a tenere sott’occhio tutto ciò che accade sul campo di battaglia. Inizialmente farete poco altro oltre a sparare e schivare, ma proseguendo nel gioco bisognerà approcciare i combattimenti in modo più strategico, concentrandosi sui punti deboli degli avversari. Oltre alla barra dell’energia, i nemici ne avranno un’altra per lo stordimento, che una volta carica li immobilizzerà temporaneamente e aumenterà il danno arrecato. Nonostante non siano presenti altre armi oltre alle pistole, sbloccherete poco alla volta diversi attacchi elementali in grado di abbattere le difese dei nemici e, di conseguenza, rendere l’azione molto più varia.
In generale, i comandi sono un pelino macchinosi. Che si tratti di muoversi per il mondo o di combattere, è sempre come se l’azione non fosse mai fluida come dovrebbe in un gioco moderno. Non è la fine del mondo ed è più una sensazione che un vero e proprio difetto.

Oltre alle abilità ottenute con l’esperienza, ci saranno potenziamenti acquistabili utilizzando le risorse disseminate nei livelli. Questi vanno dalla possibiltà di eseguire un colpo speciale durante il cooldown delle pistole a upgrades per energia e scudi, anche se pochi di questi fanno una vera e propria differenza. Questi non possono essere acquistati dai menu come le altre abilità, ma necessitano di postazioni apposite trovabili esplorando i livelli o nei vari momenti di calma a bordo della Milano.
Oltre alle risorse, i livelli nascondono anche alcuni costumi alternativi per i personaggi e collezionabili. Questi ultimi non sono unicamente per far numero ma danno accesso a dialoghi extra esaminandoli dopo essere ritornati sulla Milano. Questi servono ad approfondire la conoscenza degli altri guardiani e sono un ottimo incentivo all’esplorazione.

Visivamente, siamo di fronte a uno spettacolo per gli occhi. Tralasciando la parte tecnica, che va da un ottimo se giocato su console della generazione scorsa a un eccezionale per le console moderne, la caratterizzazione dei mondi, i modelli poligonali dei personaggi e, in generale, la scelta dei colori, dona a GotG uno stile unico e particolare.

Come ciliegina sulla torta, Guardians of the Galaxy ha una colonna sonora spettacolare, fatta di diverse tracce rock/pop anni 80. Si va dagli A-ha ai Wham, passando per Bonnie Tyler, Iron Maiden e Blue Oyster Cult. Una collezione simile in un titolo non musicale è più unica che rara e serve a realizzare perfettamente il mix di futuristico e anni 80 voluto dai programmatori. Queste tracce sono generalmente limitate solo ad alcun sezioni specifiche e alla Milano, ma anche il resto della colonna sonora è eccellente e funge da perfetto compagno al resto dell’azione.

Leggendo fino a qui pare abbastanza chiaro che al sottoscritto Guardians of the Galaxy sia piaciuto parecchio. Un capolavoro, quindi? Quasi. Purtroppo ci sono un po’ di punti che gli impediscono di ottenere il titolo di “creme de la creme”-

Innanzitutto ci sono i bug. In quasi tutte le sessioni di gioco sono stato obbligato almeno una volta a riavviare il gioco. Sì va da glitch grafici, in uno la testa di Peter è completamente sparita e ho giocato per 15 minuti con un personaggio senza testa, a veri e propri bachi distruttivi, quali l’impossibiltà di muoversi o di sparare. E’ molto probabile che entro qualche settimana, o persino giorno, questi vengano risolti, ma non si può recensire giochi in base a cosa accadrà in futuro. Detto ciò, grazie al salvataggio automatico, nessun bug mi ha costretto a ripetere più di un paio di minuti totali.

Ma anche una tacca sotto al capolavoro, Guardians of the Galaxy è indubbiamente una delle sorprese più grandi di questo 2021 e mette sotto una nuova luce l’acquisizione dei diritti di alcuni eroi Marvel ad opera di Square Enix. Nonostante le alte aspettative e il susseguente fallimento di Avengers sembrassero aver aperto e chiuso in modo tragicamente veloce il discorso Marvel, la qualità di GotG dimostra che prodotti su licenza di qualità non sono soltanto possibili, ma possono servire ad avvicinare a una serie anche persone che fino al giorno prima non ne erano minimamente interessate e non è impensabile che, con un successo di vendite a seguire quello della critica, possano seguire altri titoli su licenza Marvel di qualità.

 

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Personaggi realizzati egregiamente
  • Dialoghi fantastici
  • Doppiaggio eccellente
  • Lunghezza soddisfacente
  • Colonna sonora spaziale

Il Cattivo

  • Qualche bug di troppo
  • Movimenti un po’ macchinosi
8.5

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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