Resident Evil 2 Remake

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Un incubo del passato

Annunciato nell’agosto del 2015, il remake di Resident Evil 2 ha innescato sin da subito moti gioiosi fra tutti i fan della serie. Sia dei più veterani, i quali esultarono all’inaspettato bagno di nostalgia dopo il remake del primo capitolo della saga survival rilasciato 13 anni prima su GameCube, ma anche dei più giovani, magari “limitati” dalla grafica pixelosa degli anni ‘90, i quali avrebbero così avuto modo di vedere e comprendere i primi, fondamentali capitoli della serie survival horror più importante della storia. Ebbene, Resident Evil 2 riuscirà nel difficile compito di saziare i nuovi e i “vecchi”? Scopriamolo assieme!

Due destini, lo stesso orrore

E’ bene specificare che Resident Evil 2 non è una semplice rimasterizzazione del secondo capitolo, uscito originariamente nel 1998 per PlayStation. Per poterlo definire in modo efficace, potremmo utilizzare il termine “rivoluzione” tecnica di quell’iconico chapter, dato che il titolo che andremo ad analizzare è per tanti e sostanziali aspetti differenti rispetto al suo originario predecessore. In sostanza, Resident Evil 2 Remake è sia un ossequioso tributo nei confronti di uno dei capisaldi del settore, ma anche un gioco che tenta di imporsi con una propria identità. Nonostante siano pochi coloro che non conoscono le (dis)avventure del duo Redfield/Kennedy, la storia del Remake ci narra le vicende dei due protagonisti all’interno di Raccoon City, cittadina statunitense sconvolta da una apocalisse zombie innescata dai loschi esperimenti della Umbrella Corporation. Naturalmente, nel corso della storia incontreremo altri personaggi come Ada Wong e la piccola Sherry Birkin, le quali ci offriranno un ulteriore punto di vista sull’orrorifica vicenda.

La trama si svilupperà seguendo una struttura di gioco piuttosto atipica, costruita su due storie semi-speculari che riguarderanno i sopracitati protagonisti, le quali dureranno all’incirca una decina d’ore ognuna. Ad esempio, se sceglieremo di giocare con il buon Leon, completata la sua parte di storia avremo la possibilità di tornare in azione con la bella Claire. Da questo punto di vista, nonostante la posizione dei nemici e degli oggetti nelle due campagna sia diversa, vivremo ad ogni modo due storie piuttosto simili per ambientazione e obiettivi di gioco, la cui similitudine andrà ad impattare sulla qualità generale dell’offerta ludica nel momento in cui saremo chiamati a risolvere gli stessi enigmi o a raccogliere gli stessi collezionabili. Naturalmente, ben’inteso che Resident Evil 2 non puo’ esser qualcosa di totalmente distante da se stesso, sarebbe stato apprezzabile un lavoro più marcato di differenziazione dei contenuti secondari in modo da rendere le due campagna diverse e affrontabili con lo stesso spirito di scoperta.

I morti camminano ancora

Se volessimo descrivere il Remake Capcom in modo familiare ai veterani della saga, potremmo azzardare descrivendo il gioco come una sorta di “Resident Evil 4 meets Resident Evil 7”. Infatti, oltre all’ovvia sceneggiatura del secondo capitolo, la quale non sarà pedissequamente riprodotta ma presenterà delle differenze in alcune situazioni, sarà presente un sistema di telecamere molto simile a quanto visto nel quarto capitolo della serie, unitamente alla svolta “survival extreme” e ad un gunplay molto vicino al “realismo” di Resident Evil 7, dove il feeling complessivo del gioco era più vicino ad un concetto di orrore crudo e reale.

Nel dettaglio, il gioco sarà dotato di una telecamera over the shoulder piuttosto “stretta” unitamente ad un sistema di mira classico dei capitoli recenti della serie, rifacendosi in buona sostanza alle novità apportate all’epoca da Resident Evil 4, il quale risulterà sicuramente meno restrittivo e complicato da gestire rispetto alla controparte della versione originale. L’impatto della serie avuto da Resident Evil 7 lo si può notare invece nel generale senso di pesantezza e realisticità delle armi, le quali avranno ognuna un rinculo specifico ed una cadenza di fuoco/raggio d’azione piuttosto vicine alle controparti reali. Il settimo capitolo della linea principale della saga ha influito anche vistosamente sugli aspetti più squisitamente survival della serie, visto che uno zombie “normale” andrà giù dopo svariati colpi anche se precisamente indirizzati al capo e che, in linea generale, il titolo ci costringerà ad un continuo “conto in tasca” vista anche la capienza limitata del nostro inventario.

Se da un lato l’aspetto è sicuramente un plus da un punto di vista dell’immersività, considerata anche la presenza di scorte extra non particolarmente generosa, sarà alle volte frustrante gestire combattimenti difficilmente evitabili con gruppi di nemici che andranno giù dopo decine di colpi (soprattutto all’inizio e con le armi più deboli). Naturalmente, Resident Evil 2 non sarà solamente una splatter fest ma offrirà al contempo una serie di sezioni più cerebrali, dedicate alla risoluzione di puzzle ed alla ricerca di oggetti per procedere. Dalla classica porta bloccata che necessiterà di una chiave, ad enigmi più complessi e che ci costringeranno spesso a girovagare per i livelli di gioco, i quali saranno comunque facilmente riconoscibili grazie alla mappa estremamente friendly che ci indicherà le porte ancora chiuse e gli oggetti che non abbiamo ancora raccolto. In linea generale, un po’ come accadeva in passato, il Remake sviscererà la sua doppia storia in un modo tutto sommato lineare e scorrevole, offrendo al contempo anche una piccola dose di esplorazione la quale non sarà sempre fondamentale ma sicuramente utile per ottenere item aggiuntivi.

Benvenuti a Raccoon City

Tecnicamente parlando, il titolo è una piccola grande rivoluzione di un gioiello del passato. L’oscurità e l’orrore marcilento sono riprodotti in modo eccelso, offrendo un dettaglio altissimo capace di “saziare” qualsiasi amante dello splatter (o dell’anatomia umana). Il titolo è stato testato su PS4 Pro, la quale offrirà due modalità di gioco: la prima, la quale mostrerà un comparto grafico in 4K dinamico “bloccato” a 30 Frame, mentre la seconda modalità ci consentirà una fluidità raddoppiata a patto di una risoluzione inferiore, la quale girerà intorno i canonici 1080p. Nel primo caso, avremo possibilità ancor di più di ammirare il lavoro “orribile” svolto dai developer nel dettagliare l’orrore con chirurgica (è proprio il caso di dirlo…) sapienza.

Il sound system complessivo del gioco non è stato semplicemente copia/incollato dal passato, ma ha subito un restyling completo che ha drammaticamente trasformato l’immersività del gioco stesso. Ad esempio, i colpi di pistola risuonano con forza negli ambienti vuoti, aumentando il senso di inquietitudine e solitudine complessiva, mentre l’orrore decomposto dell’armata zombie che ci attende ad ogni angolo, sarà accentuato dai loro gutturali ed animaleschi versi. Gli ambienti saranno poi colmi di rumori sinistri ed è inutile soffermarsi a parlare dei passi “pesanti” dei Tyrant, i quali sarà possibile ascoltare tempo prima del piacevole “faccia a faccia” e che costituiranno un vero e proprio tormento per i giocatori intenti nell’esplorazione degli ambienti.

Tirando le somme…

Resident Evil 2 è in pratica una rivoluzione del secondo, leggendario capitolo della serie. Pur mantenendo sostanzialmente inalterati la stra-grande maggioranza dei contenuti originali del gioco, Capcom è riuscita nella difficile operazione di rendere pienamente moderno ed attuale un gioco concepito diverse ere ludiche fa, dotandolo di meccaniche pulite ed attuali unitamente ad un’atmosfera desolante e buia in alta risoluzione. Sicuramente, Capcom ha dimostrato qual è la via giusta di riportare in auge un gioiello del passato, seppur ci si sarebbe aspettato anche una quantità di contenuti originali maggiore rispetto all’offerta ludica originale.

Il Buono

  • Atmosfera cupa e pesante
  • Unione ben riuscita di caratteristiche dei precedenti capitoli
  • Rivoluzione tecnica di un gioiello del passato...

Il Cattivo

  • ...senza però rivoluzionarne anche i contenuti
  • Le due linee narrative sono sostanzialmente uguali
  • Nemici un po' troppo coriacei
8

Scritto da: Donato Marchisiello

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